Giunta anch'io a termine di questa lettura (anche se avendo la stessa versione di Bibi mi appresto a leggere l'appendice per ulteriori approfondimenti).
Le riflessioni sono tante e ritorno indietro lungo questa triste storia per trattenere con me quanto "ho visto" attraverso ciò che Levi narra con pacatezza, senza retorica, essenziale, in netto contrasto con gli avvenimenti. Il mio animo è in tumulto, la mente si ribella e urla in cerca di risposte, la coscienza si ridesta e mi ammonisce.
Degli ultimi capitoli mi ha colpito lo scherno e il disprezzo delle donne ai tre uomini del laboratorio.
Immaginate di essere ridotti a rifiuti umani e di sentirsi bestie difronte a un qualcuno nei cui occhi si riflette la nostra condizione di reietti.
Uomini a cui sono stati estirpati gli affetti, il calore umano, la gioia di poter ammirare una donna senza provare vergogna, la tenerezza di un abbraccio che conforta. Sentirsi esseri ma non più umani.
La mancanza di compassione in quelle donne e in quegli uomini, la loro capacità di mostrarsi indifferenti e di infierire, per cui complici e colpevoli di vessazioni e anche per omissioni. Tutto ciò mi ha fatto provare una nausea è un malessere fisico intenso, lo stesso che provo difronte al razzismo a cui mi capita di assistere o mi è capitato di assistere nel corso della mia vita, come sicuramente anche nella vostra, nei confronti di omosessuali, persone di colore, indigenti ecc. In queste situazioni ogni cellula del mio corpo si è incendiata si è battuta.
In quel periodo molti si sono resi sicuramente complici per sopravvivenza, per paura. Ma il disprezzo e l'incapacità di provare compassione non ha nulla a che vedere con questo.
E poi ci sono " gli ultimi dieci giorni". È oltre ogni immaginazione, ad ogni pagina mi sono resa conto di quanto noi, per quanto ci sforziamo, non abbiamo la minima idea di cosa abbiano vissuto.
Una lotta tra uomini morenti per aggrapparsi a un alito di vita. Ombre di sé stessi.
Di umano resta questo e l'inevitabile disfacimento dei corpi e in mezzo un ultima estrema lotta senza pietà se non per se stessi. I cadaveri si accalcano, piovono in ogni dove uno dopo l'altro. Ma le menti sfinite di chi resta sono così stanche che tutto questo non fa più male.
Persino nella morte hanno tolto dignità a questi uomini.
Ma in mezzo alle macerie, per coloro che hanno soffiato a lungo per mantenere viva la fiamma della speranza, un nuovo giorno sta per arrivare. Rinasceranno come uomini.
“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la
consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”
(Francesco Petrarca)