Giovedì, 01 Gennaio 2026

"Se questo è un uomo" di Primo Levi

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31/01/2022 19:49 #57505 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Graziella sarebbe bello poterlo fare, magari.
In merito a quello che racconti sull'onestà narrativa trovo che sia un'osservazione molto interessante.
Dal momento che hai avuto modo di riflettere sulla cosa mi chiedo che risposte ti sia data a questo.
Nel frattempo sto proseguendo la lettura e sono molti i fatti di cui mi soprendo, anche se non dovrei. Ad esempio la lotta interna tra gli stessi prigionieri che sgomitano per sopravvivere ad ogni costo.
Taluni sono solidali, molti giungono a compromessi, altri ancora fanno valere la legge del più forte.
Mi ha colpito il dialogo sulle abluzioni, il loro non senso come atto igienico in sé data l'acqua putrida nel Lager ma da praticare in quanto gesto di resistenza, a cui però è difficile mantenere fede.
Una parte che mi ha molto impressionato è quando Levi è in infermeria e ascolta la marcia dall'esterno per la prima volta e lì capisce come i nazisti sanno di aver vinto e di essersi presi ogni cosa compresa la fiamma che arde e smuove l'uomo.
Il Ka-Be nonostante offra un momentaneo riposo del corpo, attanaglia l'animo per la presa di coscienza a cui i prigionieri "sani" si sottragono distratti dal lavoro e dalle bastonate.
Potrei riportare quasi ogni riga letta perché commenterei davvero ogni passo con voi

“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la
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01/02/2022 15:13 #57544 da Graziella
Risposta da Graziella al topic "Se questo è un uomo" di Primo Levi

Graziella sarebbe bello poterlo fare, magari.
In merito a quello che racconti sull'onestà narrativa trovo che sia un'osservazione molto interessante.
Dal momento che hai avuto modo di riflettere sulla cosa mi chiedo che risposte ti sia data a questo.
Nel frattempo sto proseguendo la lettura e sono molti i fatti di cui mi soprendo, anche se non dovrei. Ad esempio la lotta interna tra gli stessi prigionieri che sgomitano per sopravvivere ad ogni costo.
Taluni sono solidali, molti giungono a compromessi, altri ancora fanno valere la legge del più forte.
Mi ha colpito il dialogo sulle abluzioni, il loro non senso come atto igienico in sé data l'acqua putrida nel Lager ma da praticare in quanto gesto di resistenza, a cui però è difficile mantenere fede.
Una parte che mi ha molto impressionato è quando Levi è in infermeria e ascolta la marcia dall'esterno per la prima volta e lì capisce come i nazisti sanno di aver vinto e di essersi presi ogni cosa compresa la fiamma che arde e smuove l'uomo.
Il Ka-Be nonostante offra un momentaneo riposo del corpo, attanaglia l'animo per la presa di coscienza a cui i prigionieri "sani" si sottragono distratti dal lavoro e dalle bastonate.
Potrei riportare quasi ogni riga letta perché commenterei davvero ogni passo con voi
Io sono sicurissima sull'onestà narrativa di Levi, sicurissima. Lui racconta la verità, io ho confrontato il suo raccontare con infiniti altri deportati, non da ultimo e non certo meno importante con Bettlhaim Bruno, austriaco, preso molto prima del '44 e messo a Dacau. Lui era, perché ora non c'è più, già laureato in pedagogia e si occupava di psicologia infantile, a Dachau ci stette un anno e uso quel tempo dicendosi "non perdiamo la testa e osserviamo gli altri deportati" e questo fece e questo scrisse. Fu fortunato, perché essendo una personalità del mondo accademico-scientifico, fu liberato dai tedeschi dietro forte compenso di un'associazione (credo, americana). Lui nel suo "sopravvissuti" scrisse esattamente le cose che ci racconta Primo Levi, poi ho letto infinite altre testimonianze, di persone sopravvissute che hanno scritto bellissimi e inquietanti narrazioni. sono tutti scrittori della "prima ora" quelli che tornati a casa hanno dovuto scrivere, per sgravarsi l'anima. 
Da ragazzina, avrò avuto 10 0 12 anni, ero a Zurigo con mia mamma in una specie di riunione di famiglia, eravamo al ristorante, ero l'unica bambina; gli altri erano i cugini di mia mamma, più di dodici fratelli dello stesso padre ma di due madri diverse, il solito vedovo che morta la prima moglie si risposa. Tutti questi fratelli e sorelle, si erano tutti salvati perché nel lontano 1920 erano emigrati dalla Polonia in Svizzera, e quivi, vi erano restati e fatta la loro vita, tranne la più piccola, Ester, era stata presa in Polonia e si era fatta quattro anni di campo di concentramento. Era stata anche risarcita dal governo tedesco. Era seduta di fronte a me, partecipava alla conversazione, si era fatta una bella vita, ma mia madre mi aveva raccomandato di non chiederle nulla, perché lei non voleva parlare della sua esperienza. Ritornata libera a Zurigo, non ne volle parlare con nessuno.
Ogni vissuto di chi è stato dentro, è diverso, certo ci sono quelli che si sono salvati  sbracciandosi e spintonando gli altri, è normale, lo faresti anche tu, anche io, mi sono chiesta mille volete se sarei sopravvissuta, e mi sono detta di no, non lo sarei. Beh allora avevo solo quattro/cinque anni, quando siamo passati in Svizzera con gli spalloni (i contrabbandieri di sigarette). siamo stati fortunati, perché quel giorno gli svizzeri alla frontiera erano in buona, oppure hanno visto che mia mamma nata e vissuta a Zurigo fino al 1923, aveva con se tre figli, perdeva sangue e aveva minacciato le guardie che ci avrebbe ucciso tutti e tre, se ci avessero mandati indietro, e fece vedere una scatola di morfina forte che aveva in borsa e che le serviva per i dolori causati da un tumore all'utero, che le avevano appena bruciato con i raggi X all'Istituto dei Tumori di Milano. 
I Segre, padre e figlia con altri amici, anche loro comparsi alla frontiera Svizzera, furono rimandati indietro, non ebbero la stessa fortuna e furono presi, prima dalla Milizia Fascista, poi messi in carcere a San Vittore a Milano, poi messi sui convogli del famoso binario 21. 
Eppure la Liliana, una volta tornata in patria, sposò un uomo che si iscrisse e militò nel partito fascista di Almirante. Cosa incredibile, fece anche il deputato credo, e lei che fece? Accettò? si dice che a un certo punto lui dovette lasciare dopo molti anni il partito, perché il suo matrimonio con Liliana stava "un po' scricchiolando".
Ognuno è fatto a modo suo, io con l'età mi limito a guardare, a criticare a bassa voce, a volte a tacere, ma dentro di me purtroppo conservo il mio spirito critico che resta molto altro.
Esco da questo lungo forse fuori topic, ma d'altra parte si sta parlando della Shoha, del giorno delle memoria, e una persona anziana, per forza ha i suoi ricordi, che a volte si mescolano con quelli letterali.
Spero di non aver infastidito nessuno. a volte la vita si intreccia con ciò che leggiamo. Ormai a raccontare non c'è più quasi nessuno. 
 

"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
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01/02/2022 16:46 #57546 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "Se questo è un uomo" di Primo Levi
La verità non è mai universale, ma la verità di ognuno ne racconta di più grandi.
Apprezzo la tua generosità nel renderci partecipi di alcuni momenti del tuo vissuto, ricordi di esperienze e fatti di cui sei venuta a conoscenza. 
D'altronde la storia si tramanda ed è narrata a cominciare da chi la storia l'ha vissuta.

Credo che affrontando questo tema tutti si pongano la medesima domanda dal momento che siamo portati umanamente a provare empatia e quindi a immedesimarci.
Penso che quello che ci sconvolgerebbe di noi stessi in simili situazioni è l'istinto alla sopravvivenza. Non sappiamo davvero che prezzo saremmo disposti a pagare per sopravvivere, che sia a spese degli altri oppure no. 
Probabilmente in molti dopo non ne hanno parlato anche per questo, per vergogna. 
Disperazione, paura, fame, rabbia ecc possono mutarci a volte, anche se non sempre e non per tutti.
Ma come biasimarli? 
Non so come facciano a convivere con quelle cicatrici. I ricordi possono soffocarti.
Capisco l'esigenza di scrivere e parlarne così come l'attitudine a voler dimenticare. Anche questi sono istinti di sopravvivenza.
Senza approfondire troppo, ognuno conosce le proprie debolezze e la mia risposta a questa domanda che sorge spontanea è no, non sarei sopravvissuta.

Chi come Levi ha avuto la forza di condividere i propri ricordi ha trasmesso un messaggio ai posteri dal valore inestimabile e la nostra generazione ha una grande responsabilità, oltre ad essere oltremodo fortunati.

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01/02/2022 19:34 #57569 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Le notti nei campi di concentramento sono dolorose tanto quanto il giorno. 
Mi ha colpito molto il fatto che i più sognassero di raccontare al mondo ciò che accadeva all'interno dei Lager senza però essere creduti. Più che un semplice sogno una paura fondata e avveratasi, almeno nei primi tempi.
Triste anche lo stridere dei denti sognando di mangiare. Torture diurne che si perpetuano fin dentro i sogni, senza tregua.
 

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02/02/2022 12:14 #57586 da Graziella
Risposta da Graziella al topic "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Tornando alle domande che si facevano sui sensi di colpa dei sopravvissuti, una "confessione" implicita, c'è la dà proprio Primo nel capitolo "I sommersi e i salvati". Lui dice che chi si è attenuto alle regole del campo ha avuto una vita non più di tre mesi, tale è appunto il tempo che ci metteva un individuo a diventare un "Musulmann" cioè uno pronto per il forno crematorio. 
Mentre chi invece:
"con un miracolo di selvaggia pazienza e astuzia, troverà una nuova combinazione per defilarsi dal lavoro più duro, una nuova arte che gli frutti qualche grammo di pane, cercherà di tenere segreto il modo, e di questo sarà stimato e rispettato, e ne trarrà un suo esclusivo personale giovamento; diventerà più forte, e perciò sarà temuto, e chi è temuto è, ipso facto, un candidato a sopravvivere."
Quindi è consenguenziale che chi è sopravvissuto, lo ha fatto a spese anche dei più deboli, e se ha voluto sopravvivere ha dovuto diventare un "Organisator"
"Il risultato di questo spietato processi di selezione naturale si sarebbe potuto leggere nelle statistiche  del movimento dei Lager. "
e più sotto:
"Chi non sa diventare un Organisator, Kombinator, Prominent (truce eloquenza dei termini!) finiesce in breve mussulmano."
 

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02/02/2022 20:19 - 02/02/2022 20:24 #57603 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Incredibile quanto fossero duri i lavori a cui erano sottoposti gli schiavi, in condizioni fisiche devastanti per di più percossi continuamente perché si riteneva che questo aumentasse la produzione.
Nel campo di Monowitz la manodopera serviva alla produzione di gomma sintetica della Buna Werke. Questa fabbrica constò milioni di morti, ma mai nessuna gomma uscì da lì.
I campi di concentramento erano molto vasti e la presenza di fabbriche all'interno prevedeva anche la presenza di civili. Hanno visto ciò che accadeva...

Graziella ti andrebbe di dirci di più sui Lager?

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Ultima Modifica 02/02/2022 20:24 da Giami23.

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02/02/2022 23:37 #57607 da Graziella
Risposta da Graziella al topic "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Sì ti dirò di più
 mi farò aiutare da mio figlio che ha letto anche molti saggi. Cosa vuoi sapere di preciso?  
Io rileggendo Levi ho capito che i tedeschi li facevano lavorare senza un risultato
 quello che volevano i tedeschi era la soluzione finale. 
Ho trovato quel capitolo che ricordavo mi aveva molto emozionato
 "Il canto di Ulisse.  Pag. 138
 Levi cerca di ricurare delle cantiche dell'Inferno di Dante. Sono pagine stupende e fortemente emozionanti
ieri sera sono andata al cinema, ho visto un film sulla memoria. È diviso in tre episodi
 Il primo è riuscito a passarmi sotto la mia pellaccia dura. Ho sentito tanta tensione e ansia
mi mancano poche pagine alla fine di "sé questo è un uomo". Neppure Primo pensa di esserlo
Io cerco fra le foto delle visite ai Lager. E ai diari di viaggio che ho scritto
 Ma per avere delle idee chiare sui vari campi bisogna farsi fare una relazone da Davide. ( mio figlio)

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03/02/2022 00:04 #57608 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Wow Graziella sarebbe fantastico ti e vi ringrazio!
A proposito dei Lager vorrei capire c'è davvero differenza tra campi di concentramento e campi di sterminio?
e poi, quando Levi descrive Monowitz sembra che i Block dei prigionieri facciano parte come di una piccola cittadina industriale dove ci sono altri Block di prigionieri non ebrei, e poi ovviamente militari tedeschi e civili che gestivano il lavoro in fabbrica. Non pensavo assumesse questo tipo di struttura, nel senso che gli ebrei sono solo una parte e sono gli ultimi degli ultimi.
Nel libro mi ha stupito il fatto che alcuni prigionieri fossero riusciti a resistere persino anni in quelle condizioni ed in particolare gli ebrei greci avevano questo forte istinto alla sopravvivenza tanto da essere "temuti" e "rispettati" persino dai tedeschi. Cosa si sa di questi sopravvissuti?
E dove sono le donne e i bambini degli uomini di Monowitz? Ad Auschwitz? O furono uccisi all'arrivo? Perché a volte sembra trapelare questo come nelle prime pagine quando descrive la scena in cui tutti scendono dai convogli e vengono separati e le sorti spesso decise in base da quale lato i prigionieri scendevano.

 

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03/02/2022 00:08 #57609 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "Se questo è un uomo" di Primo Levi
Non sono ancora a quel punto Graziella capirò piu avanti ciò che mi descrivi. Sto leggendo più lentamente di proposito perché ho bisogno di soffermarmi anche sui dettagli, imprimere ciò che racconta nella mia mente.
grazie ancora 

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03/02/2022 11:14 #57619 da Graziella
Risposta da Graziella al topic "Se questo è un uomo" di Primo Levi

Wow Graziella sarebbe fantastico ti e vi ringrazio!
A proposito dei Lager vorrei capire c'è davvero differenza tra campi di concentramento e campi di sterminio?
e poi, quando Levi descrive Monowitz sembra che i Block dei prigionieri facciano parte come di una piccola cittadina industriale dove ci sono altri Block di prigionieri non ebrei, e poi ovviamente militari tedeschi e civili che gestivano il lavoro in fabbrica. Non pensavo assumesse questo tipo di struttura, nel senso che gli ebrei sono solo una parte e sono gli ultimi degli ultimi.
Nel libro mi ha stupito il fatto che alcuni prigionieri fossero riusciti a resistere persino anni in quelle condizioni ed in particolare gli ebrei greci avevano questo forte istinto alla sopravvivenza tanto da essere "temuti" e "rispettati" persino dai tedeschi. Cosa si sa di questi sopravvissuti?
E dove sono le donne e i bambini degli uomini di Monowitz? Ad Auschwitz? O furono uccisi all'arrivo? Perché a volte sembra trapelare questo come nelle prime pagine quando descrive la scena in cui tutti scendono dai convogli e vengono separati e le sorti spesso decise in base da quale lato i prigionieri scendevano.


 
I campi di concentramento furono fatti agli inizi del social nazionalismo, per mettervi i dissidenti tedeschi, erano conosciuti dalla popolazione anzi venivano quasi pubblicizzati dal governo affinchè tutti si impaurissero e aderissero al regime senza criticare.
(Vedi il libro, Ognuno muore solo di Fallada, Film Lettere da Berlino) e "La rosa bianca" di Inge Sholl, sorella di Sofia Sholl) gente che tentò una resistenza all'inizio e fu arrestata, processata e giustiziata.
I campi di sterminio invece furono proprio istituiti per la "soluzione finale" voluta da Hiltler e da Himmler, e gestita da Eichmann.
Tali campi erano tenuto un defilati e non se ne parlava, erano nascosti alla popolazione, che però lo vennero a sapere in fretta, con la puzza di cadaveri cruciali ecc.
I primi esperimenti di uccisioni, i tedeschi li fecero in una villa, ex clinica, vicino a Berlino, li sopprimevano i portatori e Handicapp, usando il gas dello scappamento di un camioncino. Collegavano il tubo di scappamento a una stanza e così avvenivano le eliminazioni. Tale pratica arrivò alle orecchie del papa e la Vaticano, subito il cardinale tedesco reclamò da parte della santa sede, e allora questa villa fu chiuso e smisero quegli esperimenti. All'inizio, prima della guerra, nazionalsocialisti ci andavano un po' con i piedi di piombo. 
Mi chiedi delle fabbriche attorno ad Auswitz, si c'erano ed erano di proprietà di privati. Cracovia è vicina ad Austwitz, sono stata diversi gioni lì, e mi hanno raccontato che molto parte del film di Spilberg, Schildler's List, è stata girata alla periferia di Cracovia.

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Avatar di Mrosaria Mrosaria - 31/12/2025 - 17:19

Ciao a tutti, mi sono iscritta per provare un'esperienza di lettura condivisa. Buon anno insieme!

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Ciao a tutti,Sono una lettrice non molto assidua, mi sono appena iscritta con l' intento di farmi ispirare da voi dai vostri consigli.

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Scusatemi ieri ho sbagliato ed addirittura confuso il giorno l'incontro era il 28 e non il 29. Quindi vorrei prepararmi per il prossimo mi dite dove posso trovare le informazioni, grazie.

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Ciao Stefania, certo che può esserle d'aiuto. Qua leggiamo e scriviamo, ci confrontiamo e col tempo ci apriamo. La lettura diventa strumento di condivisione e crescita. Vi aspettiamo ;)

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Buongiorno! Se qualcuno avesse ancora problemi di login, dovete prima cancellare la cache del pc/smartphone, ricaricare la pagina, riaccettare i cookies e poi fare il login ;)

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Ciao Cristina, in che senso? Oggi sei riuscita a scrivere sul forum :-/ scrivimi una mail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) con l'errore che ti esce quando provi a fare cosa ;)

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