Giovedì, 16 Aprile 2026

"La crociera" di Virginia Woolf

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07/04/2022 10:01 #58691 da elis_
Risposta da elis_ al topic "La crociera" di Virginia Woolf

lettereminute ha scritto: Clarissa, per l'idea che me ne sono fatta io, è indubbiamente frivola (o attenta alle frivolezze), ma questo non esclude questi momenti di introspezione e interesse per l'altro. Non ci si sofferma troppo, forse, ma l'interesse è genuino, nasce da un moto d'animo spontaneo, non è pro forma, e questo la rende ai miei occhi molto interessante, sfaccettata (proprio perché per molte altre cose invece è decisamente pro forma...).


Concordo, le perdono il suo essere frivola perché caratteristica molto comune nelle donne di quel tempo, mi piace però che riesca ad essere comunque curiosa, appassionata e sincera. Mi è davvero dispiaciuto che la sua permanenza sia stata così breve, immagino dovrò approfondirla nel romanzo a lei dedicato!
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07/04/2022 10:46 #58692 da nautilus
Risposta da nautilus al topic "La crociera" di Virginia Woolf

lettereminute post=58688 userid=6958
 La Woolf è veramente fine, quando si tratta di cogliere le sfaccettature psicologiche dei personaggi, ed è bravissima a ritrarre le incoerenze che altri scrittori, magari, tenderebbero ad appianare per offrire un ritratto chiaro e ben definito. Lei invece mi sembra proprio all'inseguimento dei dettagli più sfuggenti, senza voler dare spiegazioni, solo perché l'essere umano è così e conoscere gli altri è sempre un po' uno sforzo interpretativo.

Condivido molto questo tuo pensiero, la Woolf è bravissima a mostrarci alcune sfumature caratteriali dei personaggi, in particolare di Helen, Rachel, Hirst e Hewet, ma anche di Ridley, anche solo attraverso semplici gesti o descrivendo le loro abitudini.
Trovo estremamente interessante il quartetto che si è formato (Helen, Rachel, Hirst, Hewet), i loro dialoghi sono sempre un po' evanescenti, vorrebbero dire, ma non dicono. Chissà se diranno, Hirst per il momento è l'unico che ha iniziato a dire.
Ho terminato il capitolo XV, i quattro personaggi iniziano una frequentazione più intensa
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Mi piace molto il rapporto tra Helen e il marito Ridley, non c'è subordinazione di uno nei confronti dell'altro, sono molto diversi, ma si compensano e rispettano, nessuno dei due limita la libertà dell'altro.
In uno scrittore apprezzo moltissimo l'ironia e in questo romanzo trovo la Woolf particolarmente ironica, ho amato la presentazione della signora Flushing nel capitolo XV  "Il signor Flushing...aveva sempre detto che non si sarebbe sposato perché quasi tutte le donne avevano le guance rosse, che non avrebbe mai preso una casa perché quasi tutte le case avevano le scale strette e non avrebbe mai mangiato carne perché quasi tutti gli animali sanguinano quando vengono uccisi; e poi aveva sposato una donna aristocratica ed eccentrica, che di sicuro non era pallida, che aveva tutta l'aria di chi mangia carne e che lo aveva costretto a fare tutte le cose che gli piacevano meno... e quella dunque era la sua signora".

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08/04/2022 07:46 #58700 da Cri_cos
Risposta da Cri_cos al topic "La crociera" di Virginia Woolf
Trovo che Helen è una donna più pratica della signora Dalloway . La woolf la descrive più attenta agli altri (ai suoi figli , a rachel , al marito ) piuttosto che al suo linguaggio interiore. Clarissa è  più egocentrica,  si sente la sua voce 
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08/04/2022 17:38 #58705 da nautilus
Risposta da nautilus al topic "La crociera" di Virginia Woolf

silviArki post=58619 userid=6944Sono arrivata al capitolo 22 ma una nebbia mi avvolge sempre nella comprensione del rapporto tra Rachel e Terence, probabilmente perché il modo di corteggiarsi di un secolo fa è distante anni luce dal nostro modo di vivere e di rapportarsi con gli altri. Ma la nostra scrittrice riesce con grande maestria a farmi percepire com’erano i rapporti tra uomo-donna all’epoca.

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Ho terminato il capitolo XXII e per fortuna...
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La Woolf mi stupisce sempre quando parla di rapporti matrimoniali, non solo in questo capitolo ma anche in quelli precedenti. Sostanzialmente per l'autrice il matrimonio è una gabbia e questo suo pensiero lo avevo notato anche nei racconti che abbiamo letto a gennaio. Nonostante Virginia si sia rifugiata nel suo matrimonio e abbia visto nel marito un'ancora di salvezza, comunque lei descrive il matrimonio come un'istituzione in cui si è costretti a fingere, a rivestire un ruolo. Del resto è storia nota che la scrittrice pur rimanendo sposata, per un certo verso anche felicemente, al marito, amava ricambiata Vita Sackville-West, quindi è comprensibile che nei suoi scritti troviamo storie matrimoniali in cui i coniugi non siano esattamente se stessi o comunque vedano nel matrimonio una restrizione della loro libertà.

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09/04/2022 20:32 #58708 da nautilus
Risposta da nautilus al topic "La crociera" di Virginia Woolf
Leggendo alcuni racconti della Woolf avevo percepito che considerasse il matrimonio come una costrizione possibile da sopportare solo attraverso una fuga dalla realtà ricorrendo alla fantasia. Dalla lettura di questo suo primo romanzo scopro che evidentemente il tema dell'alienazione, della fuga della realtà per superare le costrizioni è stato presente sin dalle origini nei suoi scritti. Nel capitolo XXII questo concetto viene espresso esplicitamente attraverso il personaggio di Rachel che a mio avviso rappresenta l'alter ego della scrittrice. Terence osserva la sua fidanzata "Rachel aveva la capacità di distaccarsi completamente e di andare alla deriva, verso luoghi sconosciuti dove non aveva bisogno di lui. Il pensiero suscitò la sua gelosia".
Rachel percepisce che non le può bastare l'amore di Terence, lei vuole molte più cose, tanto che arriva a dire di rompere il fidanzamento, ma come lo dice prova paura, anche Terence prova la stessa sensazione e allora si aggrappano l'uno all'altra. Sapevano di non potersi separare, erano uniti per sempre per quanto potesse essere doloroso e terribile.
Mi è venuto subito alla mente il rapporto tra la Woolf e il marito.
Ritrovo anche un altro concetto espresso altrove da Virginia, la separazione all'interno di un'unione, individui che dovrebbero essere indivisibili - per convenzione come nel matrimonio - che in realtà sono separati.
 

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10/04/2022 08:54 #58709 da nautilus
Risposta da nautilus al topic "La crociera" di Virginia Woolf
Ho terminato il libro, finale inaspettato, devo metabolizzare la conclusione.
 

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10/04/2022 17:15 #58715 da nautilus
Risposta da nautilus al topic "La crociera" di Virginia Woolf
Ho scelto Virginia Woolf come autrice dell'anno perché di lei non avevo letto nulla, pur avendone sentito parlare moltissimo.
L'ho scelta essenzialmente perché sentivo l'esigenza di colmare una lacuna.
Dopo aver letto i racconti e questo primo romanzo, non mi pento della scelta che ho fatto
Virginia è una scrittrice sorprendente, anche in questo suo primo romanzo, dove sicuramente è ancora una scrittrice acerba rispetto all'autrice che è poi diventata.
Al termine del romanzo mi sono sentita avviluppata da una circolarità non prevista, da una drammaticità non presagita.
Terminato il libro, mi è subito venuto alla mente l'inizio, con questa donna, Helen, così triste, tanto da indurmi a pensare che avesse subito un lutto. Leggendo invece ho scoperto che si stava imbarcando su una nave con il marito per una crociera, l'inizio, quindi, mi è sembrato esagerato, anche fuori luogo. Perché tanto dolore?
Giunta alla fine del romanzo, mi è venuto il dubbio che l'inizio fosse la fine, tanto che ho riletto le prime pagine, per capire se mi fosse sfuggito qualcosa, se Helen e Ridley fossero sbarcati dalla nave e tutta la storia si fosse dipanata in un flashback.
No, è Virginia che sorprende, che descrive così intensamente le emozioni dei suoi personaggi, che sono drammaticamente veri.
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11/04/2022 07:07 #58719 da silviArki
Risposta da silviArki al topic "La crociera" di Virginia Woolf
Mi è capitato di ascoltare un podcast sulla vita di Virginia Woolf in cui si poneva l’attenzione sulla sua salute, sulle sue visoni di demoni nei periodi di crisi e gli incubi che la scrittrice attribuisce a Rachel durante la febbre ce la ricordano.

Terence viene chiamato dal medico per andare a salutare Rachel e la trova, dopo giorni di febbri e visioni, sveglia e con un momento di viva lucidità.

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"Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma"

(Cesare Pavese, Il mestiere di vivere)
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11/04/2022 10:50 - 11/04/2022 10:50 #58722 da nautilus
Risposta da nautilus al topic "La crociera" di Virginia Woolf

silviArki post=58719 userid=6944
Mi è capitato di ascoltare un podcast sulla vita di Virginia Woolf in cui si poneva l’attenzione sulla sua salute, sulle sue visoni di demoni nei periodi di crisi e gli incubi che la scrittrice attribuisce a Rachel durante la febbre ce la ricordano.

Terence viene chiamato dal medico per andare a salutare Rachel e la trova, dopo giorni di febbri e visioni, sveglia e con un momento di viva lucidità.

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Molto interessante la storia del podcast, puoi darmi qualche riferimento in più? Comunque quello che dici conferma che Rachel è Virginia.
Bella anche la riflessione sulla tempesta non ci avevo pensato, del resto però è  così, soprattutto quando la morte sopraggiunge dopo una malattia.

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Ultima Modifica 11/04/2022 10:50 da nautilus.

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11/04/2022 13:35 #58728 da silviArki
Risposta da silviArki al topic "La crociera" di Virginia Woolf

silviArki post=58619 userid=6944Sono arrivata al capitolo 22 ma una nebbia mi avvolge sempre nella comprensione del rapporto tra Rachel e Terence, probabilmente perché il modo di corteggiarsi di un secolo fa è distante anni luce dal nostro modo di vivere e di rapportarsi con gli altri. Ma la nostra scrittrice riesce con grande maestria a farmi percepire com’erano i rapporti tra uomo-donna all’epoca.

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La Woolf mi stupisce sempre quando parla di rapporti matrimoniali, non solo in questo capitolo ma anche in quelli precedenti. Sostanzialmente per l'autrice il matrimonio è una gabbia e questo suo pensiero lo avevo notato anche nei racconti che abbiamo letto a gennaio. Nonostante Virginia si sia rifugiata nel suo matrimonio e abbia visto nel marito un'ancora di salvezza, comunque lei descrive il matrimonio come un'istituzione in cui si è costretti a fingere, a rivestire un ruolo. Del resto è storia nota che la scrittrice pur rimanendo sposata, per un certo verso anche felicemente, al marito, amava ricambiata Vita Sackville-West, quindi è comprensibile che nei suoi scritti troviamo storie matrimoniali in cui i coniugi non siano esattamente se stessi o comunque vedano nel matrimonio una restrizione della loro libertà.
ho cominciato ad ascoltare i podcast quest'inverno perché vado spesso a camminare e passare un'ora o un'ora e mezza in solitaria a volte diventa un pò pesante, solitamente ascoltavo sempre musica per darmi un ritmo veloce e poi un giorno ho deciso di provare questa soluzione di cui avevo sentito parlare. Nello specifico il podcast su Virginia Woolf che ho ascoltato è questo



mi è piaciuto perché non spoilera la trama dei libri e ci sono citazioni sugli scritti del suo diario interpretati con perfetta dizione (mi infastidisce la recitazione con inflessioni dialettali)

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