Giovedì, 01 Gennaio 2026

"La crociera" di Virginia Woolf

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12/04/2022 18:11 #58746 da lettereminute
Risposta da lettereminute al topic "La crociera" di Virginia Woolf
Ciao crocieristi! Ho terminato il capitolo 19, alcuni residenti stanno organizzando una spedizione. La lettura procede lenta, un po' per il ritmo e un po' perché sono un po' affannata in questo periodo. Ma ho seguito con interesse il formarsi delle nuove relazioni, e l'inizio della danza di corteggiamento tra Rachel e Terence, niente affatto spensierata, anzi, gran fonte di angoscia (per loro e anche un po' per noi).

È vero che c'è un bel po' di tira e molla, ma non c'è un rapporto inseguitore-inseguito: entrambi i ragazzi hanno delle riserve. Rachel sta ancora scoprendo il mondo, non ha ancora volontà ben definite, e lo sa, perciò mi sembra che abbia scelto di "giocare in difesa" per non fare passi falsi. Terence ci ha offerto riflessioni più disincantate, basate su una maggiore esperienza. Si vede che è il più mondano dei due: è lui, per esempio, a pensare al matrimonio (all'epoca, l'unica scelta per "approfondire" la frequentazione), lei ancora non è arrivata a quel ragionamento. Comunque, il nostro non fa considerazioni banali. Per esempio: a un certo punto del suo rimuginare osserva che sì, è molto attratto da questa ragazza, ma dopotutto non è che la conosca poi così bene. In parte questo è un atteggiamento difensivo, con cui cerca di minimizzare il sentimento che prova (e che lo mette in difficoltà). Ma in linea generale non ha torto. Noialtri abbiamo il privilegio di poter conoscere un po' alla volta la persona che frequentiamo, e valutare con calma se è un compagno o una compagna affidabile e adatto/a a noi. Allora non si andava tanto per il sottile (e tutt'ora questo privilegio in molte parti del mondo non c'è).

Ora procedo a commentare le vostre osservazioni!

In uno scrittore apprezzo moltissimo l'ironia e in questo romanzo trovo la Woolf particolarmente ironica, ho amato la presentazione della signora Flushing nel capitolo XV "Il signor Flushing...aveva sempre detto che non si sarebbe sposato perché quasi tutte le donne avevano le guance rosse, che non avrebbe mai preso una casa perché quasi tutte le case avevano le scale strette e non avrebbe mai mangiato carne perché quasi tutti gli animali sanguinano quando vengono uccisi; e poi aveva sposato una donna aristocratica ed eccentrica, che di sicuro non era pallida, che aveva tutta l'aria di chi mangia carne e che lo aveva costretto a fare tutte le cose che gli piacevano meno... e quella dunque era la sua signora".


Vero, anche io qui ho apprezzato la penna. Poi è ironica, ma non cattiva, vero? Mi sembra quasi di vedere un sorriso, là dietro. :D

La Woolf mi stupisce sempre quando parla di rapporti matrimoniali, non solo in questo capitolo ma anche in quelli precedenti. Sostanzialmente per l'autrice il matrimonio è una gabbia e questo suo pensiero lo avevo notato anche nei racconti che abbiamo letto a gennaio. Nonostante Virginia si sia rifugiata nel suo matrimonio e abbia visto nel marito un'ancora di salvezza, comunque lei descrive il matrimonio come un'istituzione in cui si è costretti a fingere, a rivestire un ruolo. Del resto è storia nota che la scrittrice pur rimanendo sposata, per un certo verso anche felicemente, al marito, amava ricambiata Vita Sackville-West, quindi è comprensibile che nei suoi scritti troviamo storie matrimoniali in cui i coniugi non siano esattamente se stessi o comunque vedano nel matrimonio una restrizione della loro libertà.


Ho pensato anche io a questi fatti, mentre leggevo. E ho notato una cosa: molte di noi, durante la lettura, stanno parallelamente indagando sulla vita della Woolf per trovare nessi, parallelismi, approfondimenti. Lo faccio anche io, in realtà da quando ho letto "Mrs Dalloway". In questo siamo molto facilitate perché abbiamo molte notizie sulla sua vita, testimonianze, diari, epistolari ecc. Ma non è una questione di gossip letterario o voyeurismo, almeno non mi sembra: è come se, leggendola, si senta l'esigenza di conoscerla meglio, perché si percepisce che ciò che scrive è in grande continuità con ciò che ha vissuto e osservato.

Mi è capitato di ascoltare un podcast sulla vita di Virginia Woolf in cui si poneva l’attenzione sulla sua salute, sulle sue visoni di demoni nei periodi di crisi e gli incubi che la scrittrice attribuisce a Rachel durante la febbre ce la ricordano.


Questo si riallaccia a ciò che dicevo prima: oltre al modo in cui viveva l'affettività e le relazioni, molto interessanti e sfaccettate, c'è il tema poi della salute fisica e mentale: ha sofferto molto, ha lottato altrettanto. Ne ha anche scritto tanto, direttamente o indirettamente. Si percepisce il suo sforzo e il suo desiderio di comunicare, pur nella confusione che questa condizione le ha sempre calato addosso.

So come finisce il romanzo perché la mia edizione BUR, trattando il libro come un classico, non si è preoccupata nello spiattellare tutto in quarta di copertina, quindi ho letto tutti i vostri spoiler. Sono molto curiosa di arrivare alla conclusione, ma non ho fretta.

Maria Chiara | Redattrice editoriale e per il Web | Social: @lettereminute
Anch'egli sarebbe invecchiato, anch'egli un giorno sarebbe dovuto morire [...]. Ma oggi egli era giovane, era un bambino, il nuovo Siddharta, ed era pieno di gioia. (Siddharta, Herman Hesse)
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12/04/2022 19:05 #58747 da nautilus
Risposta da nautilus al topic "La crociera" di Virginia Woolf

lettereminute post=58746 userid=6958
So come finisce il romanzo perché la mia edizione BUR, trattando il libro come un classico, non si è preoccupata nello spiattellare tutto in quarta di copertina, quindi ho letto tutti i vostri spoiler. Sono molto curiosa di arrivare alla conclusione, ma non ho fretta.

Peccato! A me è piaciuto molto il fatto di non conoscere il finale, che mi ha sorpreso. Ho letto con ingordigia gli ultimi capitoli proprio per capire se
Attenzione: Spoiler!

Poi è ironica, ma non cattiva, vero? Mi sembra quasi di vedere un sorriso, là dietro.

Vero l'ironia della Woolf non è mai cattiva.

Ma non è una questione di gossip letterario o voyeurismo, almeno non mi sembra: è come se, leggendola, si senta l'esigenza di conoscerla meglio, perché si percepisce che ciò che scrive è in grande continuità con ciò che ha vissuto e osservato.

Per me è un'abitudine documentarmi sull'autore che sto leggendo, non potrei prescindere dal conoscere la sua vita, ritengo mi faccia affrontare con maggiore consapevolezza la lettura. Nel caso della Woolf siamo poi di fronte ad una personalità così complessa e ad un vissuto così intenso che alcuni suoi scritti non si possono comprendere se non li contestualizzi facendo riferimento alle esperienze della scrittrice.

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13/04/2022 07:04 #58753 da silviArki
Risposta da silviArki al topic "La crociera" di Virginia Woolf
che bello leggere le vostre considerazioni, sempre attente e perspicaci 
ma come un'edizione che spoilera il finale ?! mi sa che che abbiamo letto la stessa edizione perché in biblioteca anche a me hanno dato la BUR con ancora il prezzo in lire e le pagine ingiallite dal tempo   per fortuna non ho letto la quarta di copertina. Nel frattempo mi sono procurata anche il film "the hours" e stasera lo guardo, penso di averlo visto anni fa ma non lo ricordo

"Leggendo non cerchiamo idee nuove, ma pensieri già da noi pensati, che acquistano sulla pagina un suggello di conferma"

(Cesare Pavese, Il mestiere di vivere)
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13/04/2022 16:01 #58762 da bibbagood
Risposta da bibbagood al topic "La crociera" di Virginia Woolf
Mannaggia che non son riuscita a partecipare, spero facciano presto una nuova edizione e che possa così recuperarlo!

"Il solo mezzo di sopportare l'esistenza è di stordirsi di letteratura" Gustave Flaubert

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13/04/2022 16:48 - 13/04/2022 17:37 #58765 da marcoatl
Risposta da marcoatl al topic "La crociera" di Virginia Woolf
Ho anch'io appena terminato questo romanzo che, ammetto, è riuscito a coinvolgermi e piacermi, soprattutto dopo l'incontro di Rachel e Helen con Terence e St. John. 
A caldo, però, devo dire che gli ultimi due capitoli, letti di seguito dopo l'avvenimento di "svolta" che ha interessato i protagonisti, mi hanno lasciato con una sensazione d'inconcluso e sospeso. Come se fossi stato privato della possibilità di processare emotivamente quanto accaduto . 
Questa sensazione dev'essere dovuta al fatto che non riesco a capire perché la Woolf, dopo averci reso così intimamente partecipi di questo avvenimento, ed averci presentato così in dettaglio l'individualità psicologica di ciascuno dei protagonisti più vicini a Rachel (Terence, Helen, St. John), cambi improvvisamente di prospettiva concentrandosi, fino alla conclusione del romanzo, sull'impersonalità "corale" degli ospiti dell'albergo, e non tornando più a "congedarsi" dai personaggi con i quali mi ero più immedesimato. 
Non so se avete provato la stessa sensazione ma questo finale mi ha lasciato con un po' di amarezza e sto ancora cercando di comprenderne il "messaggio" 
Ultima Modifica 13/04/2022 17:37 da marcoatl.
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13/04/2022 17:47 #58766 da nautilus
Risposta da nautilus al topic "La crociera" di Virginia Woolf

bibbagood post=58762 userid=1044Mannaggia che non son riuscita a partecipare, spero facciano presto una nuova edizione e che possa così recuperarlo!

Lo sai Bea che tutto sommato l'edizione della New Compton che ho acquistato non è così malvagia. Ha sempre i caratteri molto piccoli e non amo l'impaginazione, ma ti assicuro meglio di tanti altri libri che ho letto con questa casa editrice.

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13/04/2022 19:08 #58767 da nautilus
Risposta da nautilus al topic "La crociera" di Virginia Woolf

marcoatl post=58765 userid=6946Ho anch'io appena terminato questo romanzo che, ammetto, è riuscito a coinvolgermi e piacermi, soprattutto dopo l'incontro di Rachel e Helen con Terence e St. John. 
A caldo, però, devo dire che gli ultimi due capitoli, letti di seguito dopo l'avvenimento di "svolta" che ha interessato i protagonisti, mi hanno lasciato con una sensazione d'inconcluso e sospeso. Come se fossi stato privato della possibilità di processare emotivamente quanto accaduto . 
Questa sensazione dev'essere dovuta al fatto che non riesco a capire perché la Woolf, dopo averci reso così intimamente partecipi di questo avvenimento, ed averci presentato così in dettaglio l'individualità psicologica di ciascuno dei protagonisti più vicini a Rachel (Terence, Helen, St. John), cambi improvvisamente di prospettiva concentrandosi, fino alla conclusione del romanzo, sull'impersonalità "corale" degli ospiti dell'albergo, e non tornando più a "congedarsi" dai personaggi con i quali mi ero più immedesimato. 
Non so se avete provato la stessa sensazione ma questo finale mi ha lasciato con un po' di amarezza e sto ancora cercando di comprenderne il "messaggio" 

Ti capisco Marco, anch'io dopo l'evento avrei voluto sapere di Helen e di Terence, mi è sembrato che tutto fosse precipitato troppo in fretta per poi tornare sempre in fretta alla normalità.
Nelle opere della Woolf il tema morte è costante, forse per i numerosi lutti da lei vissuti.
La Woolf considerava la morte come un evento normale della vita, e a pensarci bene è così, anche se io penso alla morte come ad un evento eccezionale, ed è forse per questo che il finale del libro mi ha sconvolto.
Per la Woolf la vita può diventare intollerabile e quindi la morte può essere liberatoria (mi viene in mente il suo racconto L'eredità) ed è così che deve averla intesa Virginia  visto che l'ha scelta come via di fuga.
Questo romanzo ha reso molto bene secondo me l'imprevedibilità della morte, che tutto possa finire da un momento all'altro.
Poi la vita continua e per chi non è interessato direttamente dalla morte, come gli ospiti dell'hotel, tutto torna alla normalità e la morte di qualcuno diventa solo un argomento di cui parlare. Un finale crudo ma a pensarci bene tanto vero.
Marco, forse il tuo senso di amarezza dipende proprio dal fatto che ormai noi eravamo entrati in intimità con Terence, Rachel, Helen e St. John, un'interruzione così brutale ha lasciato un vuoto dentro di noi, non a caso appena terminato il libro ho scritto di getto che dovevo metabolizzare la conclusione, in un certo senso dovevo metabolizzare il lutto.

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13/04/2022 19:30 #58768 da Cri_cos
Risposta da Cri_cos al topic "La crociera" di Virginia Woolf
Ho terminato ora il romanzo . Negli ultimi due capitoli Virginia è  come se dipingesse un quadro . La vita di ogni giorno anche dopo la morte anche dopo un temporale , anche dopo eventi sconvolgenti 
mi piace quando la Woolf descrive la relazione tra i vari personaggi . Ho notato anche io come ha notato Francesca , il suo rapporto con il matrimonio e parlando di Helen e Ridley dice che le persone sposate da anni sembrano inconsapevoli della presenza fisica l'uno dell'altra e si muovono come se fossero soli . La relazione tra persone è  in conclusione solo formale perché poi comunque vi è  la solitudine . 
Mi è  piaciuto molto il personaggio di Evelyn . La Sua libertà e determinazione e anche questo spirito di fare gruppo per migliorare il mondo 
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13/04/2022 19:46 - 13/04/2022 20:24 #58769 da marcoatl
Risposta da marcoatl al topic "La crociera" di Virginia Woolf

Ti capisco Marco, anch'io dopo l'evento avrei voluto sapere di Helen e di Terence, mi è sembrato che tutto fosse precipitato troppo in fretta per poi tornare sempre in fretta alla normalità.
Nelle opere della Woolf il tema morte è costante, forse per i numerosi lutti da lei vissuti.
La Woolf considerava la morte come un evento normale della vita, e a pensarci bene è così, anche se io penso alla morte come ad un evento eccezionale, ed è forse per questo che il finale del libro mi ha sconvolto.
Per la Woolf la vita può diventare intollerabile e quindi la morte può essere liberatoria (mi viene in mente il suo racconto L'eredità) ed è così che deve averla intesa Virginia  visto che l'ha scelta come via di fuga.
Questo romanzo ha reso molto bene secondo me l'imprevedibilità della morte, che tutto possa finire da un momento all'altro.
Poi la vita continua e per chi non è interessato direttamente dalla morte, come gli ospiti dell'hotel, tutto torna alla normalità e la morte di qualcuno diventa solo un argomento di cui parlare. Un finale crudo ma a pensarci bene tanto vero.
Marco, forse il tuo senso di amarezza dipende proprio dal fatto che ormai noi eravamo entrati in intimità con Terence, Rachel, Helen e St. John, un'interruzione così brutale ha lasciato un vuoto dentro di noi, non a caso appena terminato il libro ho scritto di getto che dovevo metabolizzare la conclusione, in un certo senso dovevo metabolizzare il lutto.

Grazie per questa contestualizzazione, Francesca. Mi aiuta certo a comprenderne meglio il finale e accettarlo  .
Ho letto anch'io dei lutti familiari che l'avevano colpita e segnata in modo particolare (la madre, il fratello) ma non avevo colto questa sorta di desensibilizzazione alla morte che la Woolf deve quindi avere acquisito col tempo e che, come hai ben spiegato, traspare da questa e altre sue opere.
Effettivamente, anche se pure io già sapevo fin dall'inizio quello che sarebbe successo, il modo in cui è stato reso mi ha spiazzato e lasciato senza una "chiusura" e come dici tu, senza la possibilità di "metabolizzare il lutto". 
È interessante notare, a pensarci, come alcuni rituali, "comportamenti"  e aspettative sociali sono radicati in noi e ci aiutano ad affrontare, e spesso superare, certe situazioni di vulnerabilità e incertezza. E come ne sentiamo la necessità quando vengono a mancare.
Ultima Modifica 13/04/2022 20:24 da marcoatl.
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14/04/2022 07:16 #58770 da silviArki
Risposta da silviArki al topic "La crociera" di Virginia Woolf
ieri sera ho guardato "the hours" e in questo scambio di battute tra Virginia e suo marito, secondo me, ci percepisce il pensiero della scrittrice sulla morte ed io suo rapporto con la vita terrena Leonard: Perché deve morire qualcuno?
Virginia: Leonard?
Leonard: Nel tuo libro, qualcuno deve morire.
Virginia: Hm-hm.
Leonard: Perché? È una domanda stupida?
Virginia: No.
Leonard: Credevo fosse una domanda stupida.
Virginia: Tutt'altro.
Leonard: Allora?
Virginia: La morte di qualcuno dà agli altri la possibilità di apprezzare la vita. È il contrasto.
alla fine Rachel muore ma gli altri protagonisti continueranno la loro vita a prescindere, alla Woolf non importa dirci come e cosa faranno ma soltanto trasmetterci che nessuno è essenziale per gli altri 

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