Francis ha scritto: Io aspetterò finché non arrivate al Purgatorio, così lo leggo con voi!!!
Visto che ne parli, però, vorrei dire che il secondo canto dell'Inferno è l'unico momento luminoso di tutta la cantica... Queste tre figure celestiali che stanno lì a dirigere i passi di Dante... è vero che agiscono per conto di Dio, ma sono tre donne...
Quello che voglio dire è che questo canto mi ha sempre dato l'impressione che sì, ok, gli uomini nel Medioevo erano i capifamiglia, gestori del sapere e della conoscenza, insegnanti e dottori, ma le donne erano quelle figure pratiche che alla fine, dietro e di nascosto, muovevano i fili... e i letterati se ne accorgevano e ne parlavano in questi termini... vedi anche le donne del Decamerone di Boccaccio, per esempio...
Nel nostro periodo, in cui la "questione femminista" è tanto dibattuta, questa considerazione fa riflettere...
Non so voi che ne pensiate... 
Eccomi!
Sono giunta al IV Canto.
Per quanto riguarda il secondo ho trovato molto veritiero ciò che hai detto e incarna perfettamente l'ideale della donna del Dolce Stil Novo. La donna angelicata che fortifica l'uomo, che lo guida e lo richiama sulla retta via.
In questo si evince come per l'uomo, o perlomeno per i letterati, la donna fosse un'immagine di perfezione al quale tendere e per questo capace di incidere sulle loro scelte.
É un momento intenso che spinge a riflettere su come nei secoli la figura della donna si sia modificata in maniera altalenante, ma darne una definizione é complicato perché va contestualizzata rispetto all'epoca e alla realtà. I poeti però scorsero l'essenza della figura femminile in un contesto in forte opposizione, per cui netto é il contrasto.
Neanche io avevo studiato il secondo canto a scuola..un vero peccato.
Come mi é stato consigliato sto leggendo i canti e nel contempo ascoltando la voce narrante di Vittorio Gassman, dopo che fa una piccola introduzione esplicativa. Lo consiglio!!!!