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"La Divina Commedia" di Dante Alighieri
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Blache_Francesca
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02/12/2020 07:43 #21 da Blache_Francesca
Risposta da Blache_Francesca al topic "La Divina Commedia" di Dante Alighieri
Come mi é stato consigliato sto leggendo i canti e nel contempo ascoltando la voce narrante di Vittorio Gassman, dopo che fa una piccola introduzione esplicativa. Lo consiglio!!!!
Adoro Gassman e per me la sua lettura è fantastica e la consiglio anche a chi non ne fa la lettura.
Ringraziano per il messaggio: Giami23
Blache_Francesca
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02/12/2020 07:47 #22 da Blache_Francesca
Risposta da Blache_Francesca al topic "La Divina Commedia" di Dante Alighieri
L'escamotage letterario è incredibilmente ingegnoso ed è tipicamente "da romanzo"!! Il lampo vermiglio lo fa svenire e così si chiude il Canto III, ma all'inizio del Canto IV Dante è già sull'altra riva. In effetti non avrebbe potuto spiegare in maniera logica il fatto che lui riuscisse ad andare dall'altra parte del fiume infernale... così il buco narrativo di qualche secondo è perfetto per evitare il problema! GENIALE!!
Hai ragione, Francis: è non vedo l'ora di rileggerlo oggi.
A dopo e buona lettura anche a te, Giami23!
Giami23
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02/12/2020 09:58 #23 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "La Divina Commedia" di Dante Alighieri
É vero Francis non ricordavo la fine del terzo canto ed é stato sorprendente! Se non ricordo male però Dante ha usato espedienti simili altre volte nel corso dell'opera.
Queste terzine sono tra quelle che più rendono vivide le immagini che con le sue parole vengono a formarsi nella mente. Sto praticamente viaggiando con Dante e voi? 
Grazie Blache_francesca! Buona letturatura anche a voi!!!
“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la
consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”
(Francesco Petrarca)
Ringraziano per il messaggio: Blache_Francesca
Giami23
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02/12/2020 23:48 #24 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "La Divina Commedia" di Dante Alighieri
Sono arrivata al VII canto ma vorrei avere un vostro parere sul V. Per quanto riguarda il ruolo della donna è rilevante, secondo me, anche quello di Francesca, relegata con il suo amante Paolo nel cerchio dei lussuriosi.
Quello che mi colpisce è che lei rivendica il diritto all'amore, rifiuta , seppur condannata alla pena dei lussuriosi per aver commesso adulterio, di guardare al suo amore come un peccato e si fa portavoce della sua storia, del suo tormento e delle passioni, cagione del suo supplizio. Anche in questo caso è la donna a farsi protagonista , infatti Paolo tace lei sola parla a Dante, esaltando l'amore e rivendicando le sue ragioni, rifiutando di guardare al suo amore come ad un errore. Questo è al contempo anche esplicativo del peccato però valutando il contesto è la prima volta che una donna nella letteratura medievale si fa protagonista e questo dice molto. Voi cosa ne pensate?
“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la
consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”
(Francesco Petrarca)
Francis
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03/12/2020 09:42 #25 da Francis
Risposta da Francis al topic "La Divina Commedia" di Dante Alighieri
Giami23 ha scritto: Sono arrivata al VII canto ma vorrei avere un vostro parere sul V. Per quanto riguarda il ruolo della donna è rilevante, secondo me, anche quello di Francesca, relegata con il suo amante Paolo nel cerchio dei lussuriosi.
Quello che mi colpisce è che lei rivendica il diritto all'amore, rifiuta , seppur condannata alla pena dei lussuriosi per aver commesso adulterio, di guardare al suo amore come un peccato e si fa portavoce della sua storia, del suo tormento e delle passioni, cagione del suo supplizio. Anche in questo caso è la donna a farsi protagonista , infatti Paolo tace lei sola parla a Dante, esaltando l'amore e rivendicando le sue ragioni, rifiutando di guardare al suo amore come ad un errore. Questo è al contempo anche esplicativo del peccato però valutando il contesto è la prima volta che una donna nella letteratura medievale si fa protagonista e questo dice molto. Voi cosa ne pensate?
In effetti è vero! Però si può leggere anche da un punto di vista più "maschilista", che sarebbe teoricamente quello più "medievale", se vogliamo...
Perché Paolo tace? Nella nostra concezione, successiva al Romanticismo, Paolo ci sembra quasi vergognarsi per aver indotto Francesca al peccato e per questo non fa parola...
Invece nell'ottica medievale è Francesca che parla e prova a giustificare il peccato, perché la donna è portatrice di peccato (vedi Eva...).
Cioè, l'impressione è che ci sia un dualismo molto netto nella concezione della donna: o sei una pura figura angelica, oppure sei una peccatrice che merita di stare all'Inferno...
Non so... che ne pensate? E' troppo estrema come interpretazione?
...in medio stat virtus...
Ringraziano per il messaggio: Blache_Francesca
Giami23
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03/12/2020 10:09 - 03/12/2020 10:11 #26 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "La Divina Commedia" di Dante Alighieri
Io la condivido, c'è sicuramente del dualismo..
La figura della donna che come Ginevra con Lancillotto precede l'uomo rendendosi protagonista è per l'epoca sinonimo di traviamento morale della donna. In più seppure l'amore per ella è un sentimento che nobilita in questo caso ha condotto all' adulterio e qui la colpa si riversa su di lei che invano cerca un alibi. Francesca infatti giustifica la loro tentazione attribuendo la responsabilità alla storia di Ginevra e Lancillotto che leggeva assorta con Paolo e a cui segue il peccato...
Credo che ci siano ancora altre interpretazioni
“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la
consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”
(Francesco Petrarca)
Ultima Modifica 03/12/2020 10:11 da Giami23.
Ringraziano per il messaggio: Blache_Francesca
Federico
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Neonato
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03/12/2020 10:25 - 03/12/2020 10:25 #27 da Federico
Risposta da Federico al topic "La Divina Commedia" di Dante Alighieri
Francis ha scritto:
Giami23 ha scritto: Sono arrivata al VII canto ma vorrei avere un vostro parere sul V. Per quanto riguarda il ruolo della donna è rilevante, secondo me, anche quello di Francesca, relegata con il suo amante Paolo nel cerchio dei lussuriosi.
Quello che mi colpisce è che lei rivendica il diritto all'amore, rifiuta , seppur condannata alla pena dei lussuriosi per aver commesso adulterio, di guardare al suo amore come un peccato e si fa portavoce della sua storia, del suo tormento e delle passioni, cagione del suo supplizio. Anche in questo caso è la donna a farsi protagonista , infatti Paolo tace lei sola parla a Dante, esaltando l'amore e rivendicando le sue ragioni, rifiutando di guardare al suo amore come ad un errore. Questo è al contempo anche esplicativo del peccato però valutando il contesto è la prima volta che una donna nella letteratura medievale si fa protagonista e questo dice molto. Voi cosa ne pensate?
Però si può leggere anche da un punto di vista più "maschilista", che sarebbe teoricamente quello più "medievale", se vogliamo...
Perché Paolo tace? Nella nostra concezione, successiva al Romanticismo, Paolo ci sembra quasi vergognarsi per aver indotto Francesca al peccato e per questo non fa parola...
Invece nell'ottica medievale è Francesca che parla e prova a giustificare il peccato, perché la donna è portatrice di peccato (vedi Eva...).
Cioè, l'impressione è che ci sia un dualismo molto netto nella concezione della donna: o sei una pura figura angelica, oppure sei una peccatrice che merita di stare all'Inferno...
Io sarei molto cauto a giudicare in termini contemporanei di maschilismo/femminismo un libro scritto più di 700 anni fa. E' già sbagliato farlo con cose scritte 70 anni fa: la morale cambia. Ciò che ci sembra giusto oggi sembrerà assurdo agli occhi dei nostri nipoti.
Uno dei tratti fondamentali dello Stilnovismo era il vedere la donna come ideale, un angelo che innalza l'animo dell'uomo, attraverso l'amore. Per questo motivo Beatrice è colei che guida Dante in paradiso, fino a Dio. L'amore, quindi, sarebbe la più potente espressione divina. E visto che l'amore parte dall'angelica donna, credo che questo sia il motivo per cui è Francesca a parlare e non Paolo.
Francis, tu dici che per Dante la donna è o peccatrice o angelo. Però, a inizio canto, quando Dante elenca i dannati, parte sì da donne (Semiramide, Cleopatra ed Elena) ma cita pure uomini, come Paride e Tristano. Per Dante un peccatore è un peccatore, che sia uomo o donna. Anzi, nell'Inferno la stragrande maggioranza di peccatori sono maschi.
Quello che secondo me è importante di questo canto, che forse lo rende il canto più importante di tutta la Commedia, è il finale. Dante cade "come corpo morto cade", perché qui vi è il conflitto fondamentale di tutta la sua filosofia: l'amore per Dante è la maggiore espressione divina, ma l'amore, genuino, tra Paolo e Francesca, li porta all'inferno. Dante non riesce a spiegarsi questa contraddizione, come sia possibile che un amore così vero, potente, che quindi dovrebbe essere divino, sia sbagliato.
Ultima Modifica 03/12/2020 10:25 da Federico.
Ringraziano per il messaggio: Blache_Francesca
Blache_Francesca
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03/12/2020 11:22 #28 da Blache_Francesca
Risposta da Blache_Francesca al topic "La Divina Commedia" di Dante Alighieri
Ma che bei post!
Oggi leggerò il quarto, eleggervi è molto interessante. Grazie.
P.s. il problema della visione della donna (e anche da un punto di vista femminile) è sempre lo stesso: dover raggiungere la perfezione (tema tuttora attuale).
Per me, Dante non sfugge a questa categorizzazione e lo trovo terribile.
Ringraziano per il messaggio: Giami23, Federico
Giami23
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03/12/2020 12:39 #29 da Giami23
Risposta da Giami23 al topic "La Divina Commedia" di Dante Alighieri
Federico ha scritto:
Francis ha scritto:
Giami23 ha scritto: Sono arrivata al VII canto ma vorrei avere un vostro parere sul V. Per quanto riguarda il ruolo della donna è rilevante, secondo me, anche quello di Francesca, relegata con il suo amante Paolo nel cerchio dei lussuriosi.
Quello che mi colpisce è che lei rivendica il diritto all'amore, rifiuta , seppur condannata alla pena dei lussuriosi per aver commesso adulterio, di guardare al suo amore come un peccato e si fa portavoce della sua storia, del suo tormento e delle passioni, cagione del suo supplizio. Anche in questo caso è la donna a farsi protagonista , infatti Paolo tace lei sola parla a Dante, esaltando l'amore e rivendicando le sue ragioni, rifiutando di guardare al suo amore come ad un errore. Questo è al contempo anche esplicativo del peccato però valutando il contesto è la prima volta che una donna nella letteratura medievale si fa protagonista e questo dice molto. Voi cosa ne pensate?
Però si può leggere anche da un punto di vista più "maschilista", che sarebbe teoricamente quello più "medievale", se vogliamo...
Perché Paolo tace? Nella nostra concezione, successiva al Romanticismo, Paolo ci sembra quasi vergognarsi per aver indotto Francesca al peccato e per questo non fa parola...
Invece nell'ottica medievale è Francesca che parla e prova a giustificare il peccato, perché la donna è portatrice di peccato (vedi Eva...).
Cioè, l'impressione è che ci sia un dualismo molto netto nella concezione della donna: o sei una pura figura angelica, oppure sei una peccatrice che merita di stare all'Inferno...
Io sarei molto cauto a giudicare in termini contemporanei di maschilismo/femminismo un libro scritto più di 700 anni fa. E' già sbagliato farlo con cose scritte 70 anni fa: la morale cambia. Ciò che ci sembra giusto oggi sembrerà assurdo agli occhi dei nostri nipoti.
Uno dei tratti fondamentali dello Stilnovismo era il vedere la donna come ideale, un angelo che innalza l'animo dell'uomo, attraverso l'amore. Per questo motivo Beatrice è colei che guida Dante in paradiso, fino a Dio. L'amore, quindi, sarebbe la più potente espressione divina. E visto che l'amore parte dall'angelica donna, credo che questo sia il motivo per cui è Francesca a parlare e non Paolo.
Francis, tu dici che per Dante la donna è o peccatrice o angelo. Però, a inizio canto, quando Dante elenca i dannati, parte sì da donne (Semiramide, Cleopatra ed Elena) ma cita pure uomini, come Paride e Tristano. Per Dante un peccatore è un peccatore, che sia uomo o donna. Anzi, nell'Inferno la stragrande maggioranza di peccatori sono maschi.
Quello che secondo me è importante di questo canto, che forse lo rende il canto più importante di tutta la Commedia, è il finale. Dante cade "come corpo morto cade", perché qui vi è il conflitto fondamentale di tutta la sua filosofia: l'amore per Dante è la maggiore espressione divina, ma l'amore, genuino, tra Paolo e Francesca, li porta all'inferno. Dante non riesce a spiegarsi questa contraddizione, come sia possibile che un amore così vero, potente, che quindi dovrebbe essere divino, sia sbagliato.
Certo Federico ogni cosa va contestualizzata, ma credo che essendo opere come queste immortali portano sempre a riflessioni che possono estendersi sino ai giorni nostri. È bello poter vedere ogni sfaccettatura, anche se queste possano poi rivelarsi mere congetture. In effetti molti critici ancora oggi non sono riusciti a dare un significato chiaro e univoco ad alcuni suoi riferimenti.
Hai ragione la morale cambia e anche nella stessa epoca può non essere la stessa per tutti. Il punto non è parlare di maschilismo/femminismo in rapporto ai giorni nostri ma capire come questo concetto è cambiato nel tempo. Proprio per tale motivo considerando l'epoca Dante può esser visto come un precursore dei tempi. Sicuramente per il poeta non fa distinzione di sesso per i peccatori.
Credo che il peccato da loro commesso non sia solo passionale ma anche contro la divinità. L'amore totalizzante per la donna vista come la via della perfezione, assorbe totalmente l'animo dell'uomo che dimentica che l'amore profondo e totale debba essere tale solo per Dio. In questo errore erano caduti anche i poeti del Dolce Stil Novo per cui anche Dante.
Nel finale ,quindi, io penso possa esserci anche un'altra chiave di lettura. Dante prova si pietà per Paolo e Francesca perché riconosce il tormento del sentimento e la fragilità umana ma si rende conto che dietro il loro peccato (o di eventuali altri peccatori) c'è stata la letteratura cortese e quella stilnovistica, per cui si sente in un certo qual modo responsabile.
Bello confrontarsi con voi!
“Interrogo i libri e mi rispondono. E parlano e cantano per me. Alcuni mi portano il riso sulle labbra o la
consolazione nel cuore. Altri mi insegnano a conoscere me stesso.”
(Francesco Petrarca)
Ringraziano per il messaggio: davpal3, Blache_Francesca, Federico
SARA1984
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03/12/2020 16:56 #30 da SARA1984
Risposta da SARA1984 al topic "La Divina Commedia" di Dante Alighieri
Francis ha scritto: Io aspetterò finché non arrivate al Purgatorio, così lo leggo con voi!!!
Visto che ne parli, però, vorrei dire che il secondo canto dell'Inferno è l'unico momento luminoso di tutta la cantica... Queste tre figure celestiali che stanno lì a dirigere i passi di Dante... è vero che agiscono per conto di Dio, ma sono tre donne...
Quello che voglio dire è che questo canto mi ha sempre dato l'impressione che sì, ok, gli uomini nel Medioevo erano i capifamiglia, gestori del sapere e della conoscenza, insegnanti e dottori, ma le donne erano quelle figure pratiche che alla fine, dietro e di nascosto, muovevano i fili... e i letterati se ne accorgevano e ne parlavano in questi termini... vedi anche le donne del Decamerone di Boccaccio, per esempio...
Nel nostro periodo, in cui la "questione femminista" è tanto dibattuta, questa considerazione fa riflettere...
Non so voi che ne pensiate... 
leggendo i vostri commenti mi sono convinta almeno ad ascoltarla e sono proprio al seconto canto per risponderti Francis in realtà è ancora oggi così e credo che sarà sempre cosi le donne muovo i fili dell'intera famiglia chi di noi non ha avuto una nonna una mamma che legava in qualche modo la famiglia e seguiva e consigliava e poi quando viene a mancare hai mè in qualche modo la famiglia si sgretola credo che sia per questo che sono tre figure femminili che troviamo n questo canto simbleggiano la forza la capacità di tener uniti la bontà esagero forse dicendo che siboleggiano Dio
Sono al quarto canto e l'inizio non è male: Dante chiede al sommo poeta come potrebbe seguirlo nella "valle d'abisso doloroso", cioè l'inferno, visto che anche Virgilio è "tutto smorto" (leggete pallidissimo per la paura) e spaventato a morte all'idea d'inabissarsi "nel cieco mondo".
Ma per fortuna, Virgilio si arma di coraggio e risponde: "Io sarò primo, e tu sarai secondo!"
A questo punto m'inchino dinnanzi a Virgilio: evviva il viaggio può proseguire!