Sono al capitolo sulle sette assassine che per me si sta rivelando molto interessante e allo stesso tempo mi turba.
Quello che mi disorienta e mi spaventa non è tanto la capacità di un leader psicopatico e carismatico di catalizzare l'attenzione e manipolare le persone facendo leva sulle debolezze altrui, ne esistono tanti così in misura minore e non psicopatici, ma il fatto che persone particolarmente vulnerabili, anche colte, smettano di essere padroni di se stessi perdendo contatto con la realtà arrivando a gesti anche fatali perché hanno messo la propria vita, il bene più prezioso che abbiamo, nella mani di qualcuno che la beffeggia.
Su larga scala questo è successo con l'ideologia nazista. Come la follia di un solo uomo ha potuto innescare tanta devastazione? e dico innescare perché è ovvio che a reggere le sue teorie fossero in molti proprio come nelle sette assassine, e per molteplici scopi, agevolati dalla pratica del terrorismo e anche dall'indifferenza così come accade oggi in molti altri posti del mondo ad esempio in Afghanistan.
Mi chiedo quanti di noi in un momento di grande fragilità potrebbero affidarsi a simili realtà distorte per fuggire dalla paura o dal dolore? Tutti potremmo dire " a io no mai e poi mai" ma come si può esserne certi?
In Italia ci sono tanti casi di scomparsi, gente di cui si è persa ogni traccia in seguito al loro ingresso all'interno di sette in cui si rifugiavano per sfuggire al dolore, alla depressione, alla solitudine, credendo di ritrovare la via della salvezza, il senso della vita.
Questo capitolo mette molta tristezza e conferma come il male abiti in ognuno di noi è ha radici tanto forti quanto il bene che ci preserva ma dobbiamo riuscire ogni giorno a far seccare i frutti del primo e a coltivare il secondo.
E c'è un'altra cosa di cui mi rendo conto..la nostra fragilità in particolare quella dell'uomo moderno sta soprattutto nel non essere stati preparati al dolore, ad accettarlo come una parte della vita che è inscindibile così come la morte, un corso naturale che ognuno di noi dovrà sperimentare.
Forse quello che ho detto non c'entra un bel niente con questo capitolo sono solo riflessioni che vengono fuori quando ci si specchia nell'animo umano.
Comunque ti sono grata Graziella per aver proposto questo saggio!!!!!