Ciao! Io ho cominciato a leggerlo ieri sera, un po' imbambolata dal jet lag, ma avevo comunque voglia di iniziare perché è una settimana che non leggo nulla. Lo stile di scrittura è sicuramente molto interessante e mi piace entrare nel flusso di queste lunghe frasi, molto articolate, è vero che la sensazione è un po' quella del flusso di coscienza. Condivido la sensazione che, leggendo, il mondo è ovattato, separato da te. Vedo anche che il libro stimola tante discussioni e ciò è bene. Mi aggiungerò quando avrò più cose da dire... per adesso, posso confermare due cose:
1) Il libro inizia "neutro", per me, ma ci sono in effetti delle piccole correnti striscianti di cinismo, non immediatamente percepibili. Sono curiosa di capire se la sensazione dilagherà (e quanto la riterrò interessante, e quanto invece pesante).
2) Confermo la sensazione di voce narrante maschile. Vi giuro che non vi so neanche descrivere perché o dove e come, ma si "sente" che è un uomo che parla. C'è dissonanza.
Penso che per calarsi nel sentire dell'altro sesso ci vogliano abilità non comuni, non mi viene in mente nessuno che lo sappia fare con un effetto naturale, a meno che, come già detto, non si ricorra alla terza persona. In questo caso, protagonisti femminili di autori maschili risultano comunque credibili, e viceversa... ma il punto di vista interno frega sempre. Per ora l'unico che ci è riuscito, se la leggenda è vera, è quello dietro Elena Ferrante (se è vero! La sua identità è ancora un mistero, di fatto).
Maria Chiara | Redattrice editoriale e per il Web | Social: @lettereminute
Anch'egli sarebbe invecchiato, anch'egli un giorno sarebbe dovuto morire [...]. Ma oggi egli era giovane, era un bambino, il nuovo Siddharta, ed era pieno di gioia. (Siddharta, Herman Hesse)