Mi sarebbe piaciuto che nell'articolo avessero correlato anche il dato dei femminicidi in un anno di riferimento per ciascuna delle nazioni. Ad ogni modo, basta fare una rapida ricerca su Internet per trovare qualche informazione in merito, ad esempio
questa statistica sull'UE
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Ne ho abbastanza della passività degli uomini buoni. Dove cazzo siete? Vivete con noi, fate l'amore con noi, ci fate da padri, amici, fratelli, nutriti, accuditi ed eternamente sostenuti da noi, quindi perché non siete al nostro fianco? Perché il nostro stupro e la nostra umiliazione non vi spinge alla rabbia e all'azione?
Ribadisco, pugno nello stomaco, presa di coscienza, volontà di cambiare le cose, ma come cambiarle nel nostro piccolo? Cosa può fare ciascuno di noi per promuovere il cambiamento? Ve lo siete chiesti? Continuo la lettura (sono al 64%) e seguo con interesse questa discussione. Nel Forum da sempre la percentuale di donne è superiore alla percentuale di uomini. Personalmente sono interessato alle riflessioni di ambo le parti ma, da uomo, mi piacerebbe conoscere le impressioni di altri uomini sull'ultimo estratto che ho riportato. Grazie.
Riguardo alle statistiche dei vari paesi su femminicidi o anche solo violenze domestiche, è un argomento interessante. Quest' estate, quando in Italia si è cominciato a parlarne tanto, ne avevo parlato anche a lavoro qui in Germania e mi ero chiesta come fosse la situazione in Germania e se effettivamente è migliore come sembra. E in realtà abbiamo scoperto che in numeri sono anche qui altissimi e quindi ci siamo chiesti perchè in Italia la situazione sembri più critica. E dopo alcune ricerche e confronti siamo arrivati alla conclusione che in Germania si denunciano da tempo queste violenze, quindi è ovvio che i numeri siano grandi, mentre in Italia il problema sta venendo fuori particolarmente adesso perchè adesso si sta cominciando a denunciare e a parlarne di più, non credo le violenze siano aumentate, c' erano già prima, sono aumentate le donne che denunciano. é un po' come durante la pandemia si rimaneva stupiti dei grandi numeri di contagi in alcune regioni o paesi rispetto ad altri e dopo un po' si è scoperto che i dati non riflettevano veramente un confronto del numero di contagi quanto di quanto si testava. è ovvio che più si testava, più c'erano contagi, se si testava poco c'erano ovviamente anche pochi positivi. Allo stesso modo in paesi dove si denuncia di meno i numeri riflettono per forza di cose un numero inferiore di violenze. Quindi non so, questa è stata un po la nostra interpretazione su queste statistiche, che dicono quindi di più su quanto si parla e denuncia il problema rispetto a quanti casi effettivamente ci sono.
Riguardo invece ai pareri dei lettori maschili, sarebbe in effetti molto interessante, col gruppo di Brescia abbiamo affrontato negli ultimi mesi due libri il cui tema del femminismo era centrale, ma siamo tutte donne e avevamo riscontrato quanto sarebbe stati interessante avere un parere maschile sulle varie tematiche affrontate.
Anche io come Giami ho visto "C'è ancora domani", proprio ieri sera, ed è stato inevitabile pensare al libro del mese e ad altre letture che ho fatto di recente. è stato inevitabile anche pensare alle ultime elezioni e di quante poche persone siano andate a votare: nel film il tema centrale secondo me è cosa ha rappresentato il diritto di voto per le donne, come passo avanti per il progresso sociale e umano, visto che per la prima volta avevano la possibilità di esprimere una opinione, in silenzio, ma potente. è deprimente come 70 anni dopo questo diritto invece venga dato per scontato talmente tanto che si decide di non utilizzarlo, dimenticandosi della fortuna che abbiamo e di come in tanti paesi si ha ancora la situazione che avevamo noi fino agli anni quaranta, le donne non possono uscire di casa senza il consenso del marito, figurarsi votare per il proprio destino e il destino dei figli, come viene fuori anche da alcuni dei monologhi del libro. Magari se "C'è ancora domani" fosse uscito l' altr'anno, molti italiani e italiane avrebbero dato più valore al diritto di voto e a quello che le nostre nonne e madri, ma anche nonni e padri hanno fatto per darci questa possibilità.