Ciao ragazzi, la mia lettura di
Cime Tempestose continua ad oltranza. Leggo, rileggo, vado avanti, torno indietro, cambio edizione, ricomincio. Il tutto perché ci tengo a leggerlo proprio bene bene! Nel frattempo ho visto il film al cinema e ho leggiucchiato qualche vostro commento.
In questi giorni ho cambiato edizione, quella che stavo leggendo non aveva una traduzione molto fluida e mi sono accorta di perdere spesso l’attenzione durante la lettura. Già non riesco a leggere in modo continuativo, aprire il libro e non ricordarmi praticamente nulla non era una bella sensazione, quindi ho deciso di riprendere in mano l’edizione che avevo a casa, un’edizione economica della
Newton Compton che a sorpresa scorre molto bene.
Mi sono soffermata di nuovo sui primi capitoli e non mi sorprende che con degli esempi in casa di quel tipo, Heathcliff e Catherine siano cresciuti come selvaggi.
Durante l’infanzia hanno come esempio
Ernshaw
, autoritario e iroso in modo estremo
“solo il sospetto che la sua autorità venisse ignorata gli causava eccessi quasi di furore”
e secondo me anche abbastanza anaffettivo, e poi c’è
Joseph che predica bene e razzola no male, peggio!
"Era, e con ogni probabilità continua ad essere, il fariseo più insopportabile e ipocrita che abbia mai saccheggiato la Bibbia allo scopo di assicurare a sé stesso tutte le promesse e di riversare sul prossimo le maledizioni”.
Se solo penso a come Gesù chiamava i farisei del tempo…
ipocriti,
guide cieche,
razza di vipere,
stolti,
sepolcri imbiancati, belli fuori ma pieni di cacca dentro!
Al suo arrivo Heathcliff viene praticamente sputato da Catherine, scacciato e insultato da tutti, senza che ancora abbia fatto chissà quale monelleria. Solo il vecchio Ernshaw sembra avere un occhio di riguardo nei suoi confronti, forse perché la sua condizione di “figlio di nessuno” riesce in qualche modo a intenerirlo. La stessa Nelly nel suo racconto a Lockwood ammette:
“Lo tormentavamo e ci comportavamo con lui in modo vergognoso […] e la padrona non interveniva mai nemmeno con una parola a favore del ragazzo, anche quando si rendeva conto che gli facevamo torto”.
Ora, non so voi, ma da un bambino cresciuto solo, abituato alle brutture della strada e a darsi da fare come meglio può per sopravvivere, cosa possiamo aspettarci? Che soccomba agli insulti? Che sia caratterialmente debole? Che non faccia il possibile per ottenere quello che vuole, convinto che quello che desidera è quello di cui ha realmente bisogno? (Vedi episodio del cavallo).
Catherine invece viene descritta come una bambina irrequieta e snervante, ma l’autrice, tramite Nelly, ci dice pure che:
“tutto sommato non credo che avesse cattive intenzioni, poiché anche se talvolta faceva piangere davvero qualcuno, succedeva di rado che poi non gli tenesse compagnia, facendo il possibile per calmarlo e consolarlo”
Non ne so niente di psicologia, ma dopo leggiamo che
“l’essere di continuo respinta (dal padre) la rese dura di cuore”
e mi chiedo se anche questo aspetto non abbia inciso sul suo carattere.
Abbiamo quindi due bambini di base monelli, impossibile negarlo, che vivono in un contesto abitativo dove non c’è nulla di positivo, nessuno da cui prendere esempio, nessuno che si prende realmente cura di loro con amore, e che trovano l’uno nell’altra qualcuno a cui aggrapparsi.
Il loro rapporto si fonda sulla condizione di essere terribilmente soli, per Heathcliff c’è solo Catherine e per Catherine c’è solo Heathcliff; e dopo, quando Hindley ormai adulto prenderà le redini della casa e il loro rapporto verrà ostacolato in tutti i modi, a legarli subentrerà anche il desiderio di vendetta.
Non è una novità che dalle situazioni più difficili si creino i legami più forti, e non mi sorprenderei se si venisse a creare una dipendenza affettiva, come credo accada più avanti. Che il tutto poi prenda la forma di un amore sbagliato è un altro paio di maniche e mi esprimerò quando ci arriverò.
Una cosa certa è che entrambi sono disposti a rinunciare a tutto pur di rimanere ancorati l'uno all’altro al punto che Heathcliff ad un certo punto dice
“Non cambierei la mia situazione qui, nemmeno per mille vite, con quella di Edgar Linton a Thrushcross Grange… nemmeno se potessi avere la gioia di scaraventare Joseph dal più alto cornicione di questa casa, o di verniciare la facciata con il sangue di Hindley”
da cui, teniamolo presente, veniva regolarmente picchiato… ma
lì, in quel posto in cui immagino sia abbastanza difficile vivere per lui,
c'è Catherine e finché c'è lei sa di poter sopportare tutto.
Di Catherine invece sappiamo che
“Il peggior castigo che si potesse escogitare per punirla, consisteva nel costringerla a star lontana da lui; eppure veniva rimproverata a causa sua, più di chiunque di noi.”
Hindley, lo sappiamo, non si risparmia sulle punizioni nei confronti di Heathcliff che ha da sempre visto come un usurpatore e non si fa problemi a vendicarsi alla prima occasione
“lo esclude dalla compagnia dei padroni relegandolo tra i domestici, lo privò delle lezioni del curato e volle che andasse a lavorare all’aperto, obbligandolo a fatiche dure quanto quelle di ogni altro bracciante della fattoria”,
conseguenza è un ulteriore, inevitabile, abbrutimento di Heatchliff.
C’è poi l'episodio del ritorno a casa di Catherine dopo il soggiorno dai Linton. Heatchliff non la prende bene, ma non perchè invidia la nuova condizione di Catherine, soltanto lo vede come una sorta di tradimento:
“invece della scarruffata equivalente di se stesso, come si era aspettato”
si ritrova davanti
“una una damigella tanto splendida e aggraziata”
una Catherine totalmente diversa da quella a cui è abituato e con cui ha condiviso le giornate fino a quel momento. Se fino a quel punto i due avevano vissuto allo stesso modo - ribelli, scapestrati e con i piedi insozzati dal fango della brughiera - adesso lui riesce a vedere il dislivello che la nuova veste di Catherine ha creato. Soprattutto se c’è un Hindley che te lo fa notare con tanta malignità.
Anche qui Nelly è l’unica che riesce a capire i sentimenti di Heathcliff e decide di tendergli una mano, e lui, dal canto suo, ha tutti i buoni propositi di lasciarsi aiutare e di
“rendersi presentabile”.
Evidentemente questo episodio fa scattare qualcosa nei sentimenti Heathcliff che da questo momento in poi non sarà più solo l’amicizia quasi fraterna tra due ragazzini lasciati a se stessi.
Tutto questo per dire che sì, il contesto sociale e abitativo incide eccome sulla formazione del carattere di una persona.
Proseguo con la mia lettura, a presto.