Ho letto con piacere i vostri racconti circa i vari luoghi in cui siamo cresciuti. Grazie per averli condivisi! Anche questo aiuta a conoscerci meglio
Ero però incuriosita da come potesse cambiare la percezione di un testo a distanza di 15-20 anni. [...] Forse il mio giudizio è condizionato anche da una consapevolezza diversa rispetto all'adolescenza e da una sensibilità più spiccata verso tutte le red flag di questo amore decisamente disfunzionale, ma Catherine e Heatcliff non conserveranno un posto nel mio cuore!
Voi siete riusciti a empatizzare con qualcuno dei protagonisti? A "giustificare" alcuni dei loro atteggiamenti?
Quello della rilettura a distanza di tanto tempo per valutare la diversa percezione che si ha del testo è un esperimento sempre affascinante.
Raramente mi è capitato di rileggere un libro. Molto più frequentemente mi capita di prendere un libro che mi è piaciuto dalla libreria e rileggerne qualche capitolo a caso. Ricordi quando lo avevi letto la prima volta cosa avevi provato?
Io sto leggendo il capitolo 13 e ancora non sono riuscito ad empatizzare con alcun protagonista.
Ho trovato abbastanza infantile e vile il trattamento che Catherine ha riservato alla cognata...
in realtà anche per me non è una prima lettura poichè mi era stato regalato durante la mia adolescenza ma non sono mai andata oltre i primi capitoli, trovavo l'ambientazione e i personaggi clustrofobici e orrendi!
Ah ah! E quindi trovando l'ambientazione e i personaggi claustrofobici e orrendi, hai pensato a noi e l'hai proposto come Libro del Mese? Grazie!
Comunque affrontare la lettura insieme qua è diverso. A me aiuta a non demordere e mollare il libro!
Diciamo che io vado controcorrente quindi secondo me il libro è fantastico ☺️
Fantastico Rosy! Ma quanto è bello vedere come ciascuno di noi reagisce diversamente ad un romanzo? Soprattutto perché alla fine stiamo dicendo più o meno tutti le stesse cose sui personaggi ma questo non implica che per colpa di essi il libro risulti non piacevole da leggere e rileggere!
Per quanto riguarda invece Heathcliff, probabilmente nei suoi anni di pellegrinaggio ha conosciuto e fatto amicizia con Edmond Dantes (le due opere son quasi contemporanee: Dumas 1846, Cime tempestose 1847), mentre ha spianato la strada a Jay Gatsby. La differenza è che è stata una donna a riuscire a creare un personaggio maschile a quanto pare più frequente di quel che si pensa, credibile, complesso, che passa dall'essere ingenuamente felice all'essere preda di una passione totalizzante, che si trasforma in rabbia vendicativa distruttiva per ridursi a disperazione. Il tutto in poche centinaia di pagine.
Bea, con questa citazione riattiverei la funzionalità "Karma", ti assegnerei un punto, e poi la disattiverei nuovamente (questa è una chicca per pochi, perdonatemi)! Grande!
Sono soltanto al capitolo 13 e ho visto in effetti che l'atteggiamento di Heatcliff è diverso da quando è tornato... adesso che mi hai tirato fuori Edmond Dantes sono iper curioso di continuare la lettura per valutare i parallelismi tra i due personaggi!
Non credo che Emily Bronte volesse effettivamente creare un esempio di storia d'amore a cui tutti dovremmo aspirare, sicuramente la condanna anche lei, tuttavia non credo che dare una lezione morale su come comportarsi in relazioni tossiche e come riconoscerne i segnali fosse il suo intento primario. [...] forse a volte si tende ad attribuire all'autore/autrice intenti che difficilmente avrebbe potuto avere; penso sia più probabile che alcuni aspetti delle storie siano stati trattati incosapevolmente perchè questi autori/autrici sono spesso osservatori attenti dell'animo umano, ma non so se effettivamente volessero fare opere di denuncia su tematiche che ai loro tempi non avevano rilevanza sociale.
Concordo con questa riflessione!! Le note integrative ai testi e i saggi su di essi sono sicuramente interessanti e utili a fornire al lettore interessato ancor più dettagli e spunti di riflessione. Però talvolta rischiano di risultare come forzature, di "attualizzare" eccessivamente la storia, o quanto meno di fare riflessioni che hanno senso ai giorni nostri ma che ai tempi dubito che l'autrice avrebbe fatto. Anche io sono più portato a credere che fossero osservatori attenti dell'animo umano. A tal proposito, la storia che stiamo leggendo è veramente inconsueta per quel periodo, proprio perché come dici nel tuo commento si allontana dai canoni tipici delle storie d'amore scritte dagli autori del tempo. Quindi merita di essere letta secondo me anche solo per questa ragione. Possiamo dire che non è il classico "classico"?
sarebbe interessante scambiarci opinioni su come cambia il nostro sguardo in base al momento sociale che viviamo, su quello che pensate effettivamente possa aver voluto dire Emily Bronte in base alla sua epoca, sulla complessità del sentimento dei protagonisti che forse liquidarlo con relazione tossica potrebbe essere riduttivo, ecc.
Sì, ha senso. È un esercizio molto più difficile del precedente perché mentre molti di noi hanno provato sulla propria pelle cosa vuol dire spostarsi ad esempio dal contesto di un piccolo paese al contesto di una grande città, nessuno vive così a lungo da attraversare epoche che a livello sociale sono molto diverse. I cambiamenti sociali sono lenti, quindi ci vuole un gran sforzo di fantasia e una buona conoscenza del contesto del tempo per provare a immaginarsi cosa scorsa nella testa di Emily quando decise di scrivere questa storia. Voi vi siete fatti un'idea?