- La percezione sociale del cognome: Nel Regno Unito dell'epoca vittoriana, il cognome "Smith" era estremamente comune e veniva fortemente associato alle classi sociali medio-basse o ai lavoratori manuali. Poiché il protagonista è un colto ingegnere scientifico, un ufficiale dell'esercito e il leader carismatico del gruppo, i traduttori ritennero che un cognome così ordinario non si addicesse a un uomo della sua statura sociale.
- L'adattamento per il pubblico britannico: Modificare "Smith" in "Harding" serviva a dare al personaggio un'aria più aristocratica, autorevole e rispettabile agli occhi dei lettori inglesi del tempo.
La traduzione dei coniugi Kingston divenne la versione standard in lingua inglese per oltre un secolo, motivo per cui il nome "Cyrus Harding" è rimasto impresso nella cultura anglosassone ed è stato utilizzato anche nella maggior parte degli adattamenti cinematografici e televisivi occidentali. Solo a partire dal 2000, con le nuove traduzioni integrali e fedeli al testo originale di Jules Verne, l'ingegnere ha riacquistato il suo nome originario di Cyrus Smith anche nei libri in inglese.
Davvero molto interessante, come un semplice dettaglio possa dare filologicamente luce ad uno spaccato della mentalità britannica colonialista e classista dell'epoca!
Ho concluso la lettura del romanzo un po' in ritardo. Devo dire con un po' di fatica, perché la prima delle tre parti mi ha rallentato molto. Come mi ero trovato a scrivere già nel Forum, la prima parte mi sembrava un po' una copia in salsa diversa di quelli che già Verne doveva considerare dei classici.
Tuttavia, tenendo duro, ho superato lo scoglio e le parti seconda e terza mi sono piaciute sempre di più! Nella seconda mi ha catturato l'alone di mistero che l'autore riusciva a dare a tutto quanto avveniva di sconcertante e salvifico nell'isola. Nella terza parte poi il capitano Nemo mi ha riportato alle scuole elementari, quando lo avevo amato già una volta...
Anche la storia dell'Isola di Tabor è veramente interessante! Perché Verne la utilizza in ben due romanzi e probabilmente è stata per lui un punto di partenza per i suoi racconti, ma in realtà l'isola non esiste. Era già misteriosa all'epoca dei suoi romanzi! Era stata scoperta negli anni Quaranta, ma poi la sua presenza del Pacifico non è mai stata confermata... E Verne ci ha ricamato magistralmente sopra la sua letteratura!