Mi sono imbattuta nel personaggio di Caleb, veramente disumano. Jude ha messo a nudo tutte le sue fragilità e i suoi timori. L'autrice è stata brava a trasmettere la frustrazione di Jude e della sua convinzione che non si possa diventare qualcosa di diverso da quello che si è stati.
Sono abbastanza combattuta sul dare credito all'assioma dell'uguaglianza di cui parla Jude. Voi cosa ne pensate? Si rimane sempre uguali a se stessi? Eppure sono convinta che l'essere umano tenta sempre di essere diverso da sè. Non credo che esista al mondo chi si accetti completamente, anzi nella mia visione della vita l'uomo lotta continuamente per cambiare, per essere diverso nel senso di migliore. Secondo la teoria di Jude però ogni tentativo appare vano perché comunque torni sempre ad essere quello che sei. Visione pessimistica che mi convince poco.
Che bello che hai riportato questa parte, io ho riletto almeno due volte le pagine in cui descriveva le due diverse teorie, quella di Jude e quella del professore, perchè mi sembrava un concetto con più sfaccettature e non ero sicura di sapere in cosa mi ritrovassi. Il tuo commento e molti passi del libro mi hanno fatto pensare alla questione sollevate da Greta qualche giorno fa
qui
, e quindi ribadisco anche in questo contesto che secondo me è possibile cambiare, e il contesto più o meno già predefinito in cui ci ritroviamo nella vita da adulti è frutto di scelte fatte fino a quel momento e soggetto ad ulteriori cambiamenti (e menomale!). Quindi in questo non mi sono trovata per niente con Jude, che per tutto il libro deve sottolineare fino all´esaurimento (per il lettore
) che lui non si merita quello che ha perchè in realtà è una persona orribile e blablabla. Quando tipo l´80% della vita lo ha passato circondato da persone che gli hanno dimostrato affetto, rispetto, ammirazione: e questo perchè lui ha coltivato quei rapporti, ha dedicato loro attenzioni ed energia, rivelandosi (quasi) sempre un buon amico. Purtroppo questa sua autocommiserazione fatalista lo rende spesso effettivamente egoista, aspetto del suo carattere che altrimenti non uscirebbe se si godesse e fosse grato di quel che ha. Ma chissà, alla fine è anche questa una scelta, e il voler decidere di non cambiare mentalità e atteggiamento può significare il voler rimanere attaccato alla propria natura; o rifiutarsi di cambiare.