Finito di leggere, non mi ha entusiasmato ma devo dire che fa riflettere e penso che il punto centrale sia proprio questo: riflettere.
Tra le cose che non mi sono piaciute: i mini racconti, anche se alcune storie continuavano. A me la lettura così non piace molto, ma è una cosa soggettiva. Lo stile è moderno e, oggettivamente, un po' superficiale... non mi è rimasta in testa nessuna frase né nessun discorso fatto dai personaggi o dall'autrice, ma se non altro le mie riflessioni sono comparse man mano che leggetvo. Visto il libro, è una pecca a metà perché tutto sommato il senso del libro è indurre a pensare e non a dire come pensare e perché... credo.
Altra cosa, questi kentuki che non si spengono se non volontariamente, questa cosa mi ha messo parecchio ansia. Infine
Vengo alle storie
Sono d'accordo con Nautilus sul bisogno di comunicare, che poi è il momento in cui tra kentuki e padrone si incrina qualcosa, nel senso che si va "oltre" quello che dovrebbe essere un rapporto tra guardoni e guardati. Questo capita perché siamo animali sociali e in quanto tali abbiamo bisogno di dialogare in qualche modo, di farci capire. Ma abbiamo anche un disperato bisogno di qualcuno che ci accetti e ci trovi interessanti.
Per quanto riguarda il kentuki in sé, oggi andrebbe a ruba perché la gente è malata di protagonismo e di voyeurismo e del resto ne abbiamo stra-prova con i vari reality show (Grande Fratello, L'isola dei famosi e compagnia). Non avevo, però, riflettutto abbastanza su Alexa e Siri e gli assistenti vocali in genere. In effetti sono quasi dei kentuki... la cosa è ancora più inquietante di come la vedevo prima di leggere questo libro.
Comunque, trovo che la tecnologia e l'avanzamento del progresso non siano pericolosi, ma - come sempre - è l'uso che se ne fa a rendere una cosa buona o cattiva, giusta o pericolosa. Certamente alcune cose vanno regolamentate meglio e bisogna porre un argine, vedi bullismo informatico (e non solo), revenge porn, pedofilia via internet, giusto per nominarne alcune. Bisogna sia regolamentare sia vietare, ma allo stesso tempo penso che sia importantissimo istruire e informare tutta la popolazione ogni giorno, fino alla nausea, perché evidentemente non è abbastanza visto ciò che si sente ogni giorno al tg.