Terminato anch'io
Mi par di ricordare che in
Una stanza tutta per sé la Woolf rivolgesse una critica all’autrice di
Jane Eyre. Secondo Virginia, troppo insistite e fin troppo rabbiose sarebbero le divagazioni di Charlotte sul tema della libertà della donna, per non andare a detrimento del filo narrativo e dei personaggi.
M’è capitato di pensare la stessa con
Shirley, la cui lettura - devo ammettere - ho portato a termine con un certo sollievo. Perché questo romanzo è un autentico Zibaldone di pensieri, cui difetta anzitutto la coerenza.
Non metto in dubbio il sentimento, la sincerità e la modernità di quanto pensa e sostiene Charlotte tra le righe di questo libro; ma l’impressione è che le due sue eroine - dopo aver a lungo protestato e rivendicato a gran voce libertà e pari diritti - si siano infine inopinatamente arrese e remissivamente consegnate al nemico, bramando quasi chiudersi in cella per poi buttare via esse stesse la chiave.
Non che si debba necessariamente scegliere tra il matrimonio e l’essere femministe: ma almeno un qualche dubbio sull'effettiva bontà di sentimenti e ragionamenti propri e altrui sarebbe stato lecito porselo, dopo ben settecento pagine.
Elogio dell’incoerenza, potrebbe dunque essere il sottotitolo a
Shirley, senza con questo voler salvare gli uomini, Robert e Louis – perfetti rappresentanti del partito di coloro che non devono chiedere mai - che fanno una cosa pensandone un’altra, salvo poi cambiare idea ma pretendendo d’essere comunque sempre pienamente compresi, stimati e adulati.
Incoerente infine è la stessa Charlotte quando, dopo aver ammonito il lettore a non sognare ad occhi aperti, dimentica del tutto campagne napoleoniche, crisi economica e tensioni sociali cui aveva fatto cenno nei primi capitoli, per rifugiarsi nel più trito romanticismo e nella più assurda delle carrambate (cit. mulaky
).
Insomma, se questo è un classico, lo è per me nel senso meno lusinghiero del termine, facendosi notare soprattutto per la sua prolissità. Pur contando meno pagine,
Jane Eyre m’era parsa - checché ne di Virginia - di ben altro spessore: non per nulla
Jane viene ancor oggi ricordata, mentre di
Shirley si son perse da tempo le tracce.