Oggi ho dedicato l’intera giornata alla lettura.
Ho finito La chimera: confermo, molto bello. Un pezzetto di storia dimenticata di contadini, preti e streghe, il tutto in ambiente magistralmente affrescato. Ma la cosa che più mi ha stupito è stata l’appendice dell’autore e cercherò di spiegarvi il perché.
Intanto che leggevo più di una volta la mia mente è andata a ripescare Manzoni, i suoi Promessi e la Monaca di Monza, non perché la storia sia simile, tutt’altro, ma perché contemporanea: la protagonista di Vassalli viene messa al rogo nel settembre del 1610, nei dintorni di Novara; la prima figlia della monaca è del 1604, la storia dei Promessi sposi inizia “sulla sera del giorno 7 novembre 1628”, non tanto tempo dopo, insomma. Questa contemporaneità mi incuriosiva, mi ero già riproposta di approfondire, quando scopro che Vassalli mi ha servito, alla fine dell’edizione che ho letto, un capitoletto intitolato “Alcune considerazioni su questo romanzo dopo un quarto di secolo” in cui soddisfa almeno in parte la mia curiosità parlando proprio di se stesso e di Manzoni: vi consiglio di leggere sia il libro che le considerazioni, mi rimarrà impresso un concetto secondo il quale Manzoni scrive un romanzo ambientato nel 1600 ma palesemente scritto da uno del 1800…cioè certi dettagli sono stati un po’ adattati (e ai posteri l’ardua sentenza) come per esempio il fatto che venga intimato a Don Abbondio di non sposare i nostri due: secondo Vassalli, nel 1600 un signorotto che s’incapriccia di una contadina se la piglia e buona lì, senza dir niente a nessuno, tanto meno al prete…e altre interessanti considerazioni che ho trovato molto stimolanti.
Ho poi letto un raccontino di Zweig “Tramonto di un cuore”: semplicemente triste.

Però, ecco, i racconti di Zweig son sempre dei lunghi monologhi interiori dei protagonisti, il fulcro è sempre un sentimento molto forte e devastante che essi provano, l’invidia, la paura, l’abbandono, la solitudine…in pratica ognuno, per i diversi momenti della sua vita, può cercare e trovare un racconto di Zweig per sviscerare ciò che lo turba. Quello che ho letto io non mi ha toccato più di tanto e alla fine ho visto solo la triste fine del protagonista…una tristezza molto ben scritta, comunque.
Procedo lentamente ma inesorabilmente con la Recherche di Proust…ed eccola lì, finalmente, la famosa madeleine! Il mio kindle dopo settimane ha annunciato: letto il 2%!!! Yeeeeh!
Per finire vi parlo di un librone che mi sono ripresa da casa di mamma: si tratta di un’edizione Mammut della Newton del 2001 (a mio avviso anche più carina delle attuali) di Novelle per un anno di Pirandello. Un comfort book, letteralmente. Sulla copertina c’è stampato: “Solo Lire 24.900”

(e più in basso tradotto nell’allora neonata valuta “€ 12.86”): ho pesato il librone, 1 kg e 572 grammi. Pirandello nel 2001 si vendeva a 15.840 Lire al kg. Ma pensa…