Katya ha scritto:
gaucho10blu ha scritto: l'ho trovato un po' scontato e ripetitivo in più passaggi.
L'abbiamo acquistato per via dell'incontro con l'autrice, nel quale la Gamberale ha dichiarato di aver sempre desiderato scrivere un libro in stile "Piccolo Principe".
Tuttavia, già leggendone la trama alla Feltrinelli, non aveva attirato la mia attenzione.
Spero che la mia opinione non sia un freno alla tua curiosità, anzi uno stimolo per un successivo confronto di idee
Realmente non mi ha mai ispirato questa scrittrice e dopo il tuo commento confermi la mia idea. Non stava in lista e continua a non esserci

La Gamberale non ha mai ispirato neanche me, è uno dei classici esempi di un pregiudizio nei confronti di un determinato autore, cui non mi sento di dare neanche il beneficio del dubbio.
Invece ho letto di recente
Casa d'altri ed altri racconti di Silvio d'Arzo, ritenuto uno dei più grandi scrittori di racconti del Novecento morto solamente a 32 anni. Il racconto principale della raccolta, Casa d'altri, venne ritenuto da Montale un "racconto perfetto", ma in realtà io ho avuto un sacco di difficoltà a leggerlo, forse perchè troppo allegorico e profondo per me

Di solito le raccolte di racconti non mi piaccono molto perché non riesco ad appassionarmi, a meno che non ci sia un filo conduttore effettivo (in tutte le raccolte di racconti c´è sempre un filo conduttore, ma a volte è, per me, troppo generico). Di questi mi è piaciuto che anche se il tema della guerra/dopoguerra ricorre quasi sempre (ma è un tema che fa da sfondo per raccontare la personalità dei protagonisti di turno,non ci sono mai scene di guerra) e così anche il paesaggio (montagne emiliane), in realtà ogni racconto è molto diverso dagli altri e, nonostante ciò, è sempre distinguibile lo stile dell´autore. Quindi c'è un giusto equilibro tra il legame che lega le varie storie e l'originalità delle storie stesse. Sono soddisfatta di aver conosciuto un altro autore della nostra letteratura