Bene, bene..
Libro numero 4
"
A sud del confine a
ovest del sole" H. Murakami
Inizio col dire che il mio rapporto con gli scrittori giapponesi finora non è stato idilliaco...
ma poiché cerco di tenermi alla larga dai pregiudizi e dalle generalizzazioni, continuo a immettere nella mia libreria autori giapponesi per trovare quello che mi farà " sognare"!!!
Ora di Murakami ho sentito parlare molto bene
...e molto male...
A pag 125 assistiamo ad una conversazione poco gradevole tra genero e suocero...e qui inizia già il mio disappunto perché vorrei sentirmi immersa negli aspetti della cultura orientale che mi affascinano di più e che vivono nel mio immaginario, tra fior di loto, kimoni, katana, samurai... ma sarebbe come se chi legge un libro scritto da un autore napoletano si aspettasse : mandolini, sfogliatelle, panni stesi e babà ad ogni piè sospinto
capisco bene che le mie aspettative sono a dir poco.bizzarre...
E invece mi ritrovo con il suocero che fa cadere un po' di cenere dalla sigaretta nel portacenere, che ragguaglia il giovane sulla non ben specificata fine di fondi (in parte i destinatari sono politici e funzionari pubblici).
Poi si paventa la misteriosa "yacuza" ( e qui cominciò a provare più interesse)
E a questo punto il suocero, che mi pare voglia nascondere la sua corruzione dietro un dito, rassicura il giovane genero dicendo:
"Questo no. Non mi è mai piaciuto avere rapporti con quella gente. Io non uso la violenza per prendermi dei terreni. Ci guadagnerei, ma certe cose non le faccio. Sono solo un costruttore "
Immagino si tratti di criminalità organizzata...
Il povero giovane, che coincide col narratore, manifesta il desiderio di non essere coinvolto, ma non perché l'affare sia losco e illegale,
ma perché, cito le sue parole:" ...sono una persona normalissima che conduce una vita normalissima."
Il suocero lo rassicura, in uno sprazzo di dignità e amor paterno, che non lo coinvolgerà per amore della figlia e delle nipotine...
Mah...