Al momento mi trovo al
Capitolo 7. Anche a me piace come l'antagonista principale, Danglars, viene presentato già nelle prime pagine, e che grazie a questa introduzione sono chiare fin da subito le sue intenzioni e le conseguenze che ci saranno per il povero Dantès. Concordo un po' con
@mulaky per il fatto che per essere definito puro di cuore, il protagonista nutre un sano sospetto verso gli altri, cosa che una persona appunto "pura di cuore" non fa, perché solitamente caratterizzata da una certa ingenuità e buona fede. Però Dantès è sicuramente una persona buona. Nonostante non sia ignaro verso chi non nutre una particolare stima verso di lui, si comporta sempre in modo educato e cordiale, che sia con il velenoso Danglars o l'avido vicino, oppure il cugino di Mercedes che lo vede come un rivale per l'amore della ragazza. Non si lascia mai coinvolgere a parlare male di qualcuno. E' molto affezionato al padre, lo rispetta e si prende cura di lui. E' sconcertante leggere tanto odio, sicuramente non giustificato, e invidia, magari questa un po' di più, per qualcuno che (almeno così pare da questi primi capitoli) non ha fatto del male a nessuno.
L'invidia è una brutta bestia. Non credo che Dantès se lo aspettava, annebbiato dalla gioia che provava per essere tornato a casa dopo tanto tempo, con la prospettiva più o meno concreta di diventare capitano, il matrimonio imminente con la sua amata Mercedes, i soldi che ha portato a casa con cui può prendersi cura del padre.
Mi sono dilungata un po' troppo, ma finora il libro mi piace molto. Dumas ha un modo di scrivere molto bello, molto elegante senza risultare pomposo. E' molto utile il fatto che scrive l'età dei personaggi, cosa molto insolita per altri autori, ma che trovo molto utile perché mi permette di avere un'idea più concreta sull'aspetto esteriore dei soggetti. C'è stato un momento, all'inizio del Capitolo 6...
Anche se non molto attinente alla trama principale, mi è piaciuta molto questa parte: