Rieccomi dopo giorni di assenza, ho finito adesso la tappa e devo dire che i capitoli italiani sono stati piuttosto pesanti, non so perché, ma mi facevano effetto soporifero, specialmente tutte le descrizioni che, ad un certo punto, ho iniziato a saltare... solo verso la fine,
la cosa ha iniziato a ingranare un minimo ma, nel complesso, finora sono stati i capitoli più noiosi. Anche io, come alcuni di voi, ho apprezzato molto di più la prigionia perché mi piace il dramma psicologico dei personaggi
Ah, ho letto altri romanzi che si svolgevano in mare e mi sono fatta una cultura sui termini, però Dumas spesso si dilunga davvero troppo!
Rispondendo un po' ai commenti altrui...
Secondo me Edmond perdona Caderousse perché non ha agito volutamente per fare del male. Prima era ubriaco e poi si è spaventato e, in fondo in fondo, era minacciato da Danglars. E poi dei tre è l'unico che ha fatto una vita da miserabile, gli altri si sono arricchiti. Inoltre è l'unico che potesse dirgli davvero come era andata. Certo, io al posto di Dantès non sarei stata di manica larga.
Per quanto riguarda il nostro protagonista, direi che lui è come se fosse morto in prigione. Nel senso che l'Edmond Dantès di cui leggiamo dopo la prigionia è un altro: cinico, spietato, freddo, calcolatore, vendicativo, soppesa tutto, colto (fin troppo), uomo di mondo (fin troppo), sa fare tutto (fin troppo)... come dice Maria Chiara, c'è una svolta "dark" nel suo personaggio. Forse non è un caso che Dumas non lo chiami più "Edmond Dantès" nel libro, ci avete fatto caso? Secondo me la descrizione perfetta del "nuovo" Edmond la abbiamo nei capitoli italiani, quando parla di giustizia, di morte e tutto il monologo sugli uomini al patibolo.
Non c'è una evoluzione "vissuta", cioè Dumas non ce la fa vedere passo passo, ma è spiegata. Questo, secondo me, non toglie niente alla narrazione perché anche io, come Guido, credo che questo non sia un romanzo di formazione, ma un romanzo di avventura; quindi, per forza di cose, Dumas ha spinto più su altro che sui risvolti psicologici, quelli li abbiamo avuti nei capitoli della prigionia (e secondo me sono stati anche intensi). Magari in futuro Dumas ci dirà qualcosa in più, vedremo. Però, ecco, sarà che io sono vendicativa, non dimentico e mi incattivisco quando mi fanno volutamente del male, ma l'evoluzione in tal senso di Edmond per me è normalissima, cioè non ho bisogno che Dumas mi spieghi punto per punto.
Povero Morrel, che pena che mi ha fatto ma fortunatamente si è risolto tutto bene. Qui è l'unica volta che Dantès si commuove, avete fatto caso alla lacrima che gli scende nello studio del suo ex datore di lavoro, quando è in penombra?
@Bea: Grazie per il video... in effetti l'isola la immaginavo proprio così, piena di sassi, cespugliosa e con 'ste povere caprette! Allora Dumas è stato bravo a descriverla
Per quanto riguarda la figura di Albert... (da leggere a tappa finita)
E adesso... ATROCE VENDETTA!
(spero!)