Non appartiene cronologicamente dell'età vittoriana, ma ad essa si riferisce:
Leo Colston è un uomo di sessant'anni spento e inaridito dalla mancanza d'amore. Sta compiendo una ricognizione del passato attraverso una serie di oggetti della sua infanzia quando si rende conto che la sua memoria ha un vuoto evidenziato dall'apparire di un diario, datato 1900, la cui lettura lo riporta all'estate di quell'anno … Il fulcro del diario sono le tre settimane che, studente dodicenne, trascorre ospite nella fastosa dimora di Brandham Hall, invitato dal compagno di classe Marcus Maudsley. Qui Leo entra in contatto con i complessi sistemi comunicativi degli adulti e attraversa la sua linea d'ombra, non senza laceranti conseguenze che ne condizioneranno l'esistenza. Coinvolto suo malgrado - come inconsapevole latore di biglietti d'amore clandestini nella contrastata storia tra la sorella maggiore di Marcus, Marian, e il fittavolo Ted Burgess, ne rimane bruciato …
The Go-Between, romanzo del 1953 ad opera dell’inglese L.P. Hartley, fu pubblicato per la prima volta in Italia nel 1955 con il titolo
L’età incerta. Successivamente, nel 1970, ne venne tratto un film che vinse la Palma d’oro a Cannes. Sull’onda del successo cinematografico, il libro è stato quindi successivamente ristampato con il titolo di
Messaggero d’amore.
Che, di primo acchito, potrebbe far pensare a qualcosa di melenso e superficiale. Invece così non è. Perché Hartley riesce a dare profondità sia alla purezza di sentimenti del ragazzino dodicenne, sia all’amarezza dei ricordi dello stesso uomo ormai sessantenne.
Merito della scrittura, ma anche di una sensibilità d’animo che traspare a ogni pagina, intrisa di rimpianti. Rimpianto per un’età perduta; un’innocenza tradita; un’epoca ormai conclusa. Romanzo di formazione, lo si potrebbe definire, se la crescita di Leo Colston (e forse dello stesso Hartley, come ipotizza qualche critico) non fosse soltanto un puro dato anagrafico.
"Il passato è una terra straniera; fanno le cose in modo diverso laggiù" : nell’incipit è già racchiuso il senso dell’intera vicenda. Come se non ci fosse continuità tra passato e presente. Ma il finale, in qualche modo, apre uno squarcio sulla possibilità di riannodare i fili.
A me il libro è piaciuto: 366 pagine, ma molto scorrevoli. Consiglio la lettura a chi ancora subisce il fascino e l’incanto dei bigliettini d’amore; chi avesse invece tendenze meno romantiche, gusterà ancor di più l’affidabilità, la segretezza e la velocità di whatsapp …