pierbusa ha scritto: Se fossi Novel ma non lo sono gli darei un voto sufficiente ...
E invece probabilmente lo sei, perché appena chiuso il libro mi son detto: gli darei un 6!

Poi però, non riuscendo ad essere imparziale con Dickens, sono arrivato a concedere un 7, anche se con qualche meno.
Concordando infatti - per una volta

- con quanto evidenziato già da EmilyJane (l'eccessiva lunghezza, l'interminabile finale, il paragone con
Grandi speranze ...), ho trovato
David Copperfield meno appassionante di quanto mi sarei aspettato e di quanto avrei addirittura desiderato.
Non è infatti forse un caso che, parlando di personaggi, nessuno abbia ancora menzionato quello che in realtà avrebbe dovuto essere il vero protagonista, David, che invece - è una mia impressione - crescendo quasi scompare, sottraendosi alla nostra attenzione. E' perché ci siamo immedesimati totalmente in lui, da perderlo totalmente di vista, o perché è troppo trasparente e incolore, rispetto agli altri?
Viene invece spontaneo pronunciarsi sul resto della compagnia. Per quanto mi riguarda, anche a me è piaciuta la caratterizzazione della zia Betsey, ma ho trovato molto interessante anche Rosa Dartle: entrambe, tutto sommato, sono figure più complesse e suscettibili di sviluppo e cambiamento, nel corso dei capitoli. E lo stesso credo avrebbe potuto essere per Steerforth, se Dickens non l'avesse a un certo punto piantato in asso ...
Tutti gli altri, invece, sono assolutamente statici e prevedibili, dall'assurdo Micawber, al generosissimo Peggotty, dalla capricciosa Dora alla paziente Agnes (oh, quanto entrambe sono lontane dalla più realistica e volubile Estella di
Grandi speranze!), e così via ... E proprio per questo non lasciano un segno, se non superficiale. E non è così del tutto fuori luogo l'osservazione di Pierbusa sul cagnolino Jip: la sua morte - non sto scherzando - è stata per me il momento più commovente del romanzo ...