Graziella, eccomi, non commenterò (durante la settimana mi è difficile, a meno che non abbia ferie tipo oggi

), ma procedo: sto al capitolo 41 e continuo ad essere soddisfatta; tuttavia, se fino al matrimonio riuscivo a capire la noia e la monotonia che si può provare a leggere un libro con molta poca azione nonostante a me non pessasse affatto e restavo affascinata dalla scrittura, negli ultimi capitoli mi è successo spesso di dover rileggere più volte una stessa pagina perchè non riuscivo ad entrare nella narrazione. Quindi la fase un po´ sottotono che avete vissuto anche voi in diversi momenti del libro, temo stia prendendo anche me. Anche se in realtà se mi rimetto a leggere le parti lette non lo faccio perche penso di essermi persa qualcosa, quanto perchè mi piace molto la scrittura in sè, il modo di costruire i periodi, la scelta delle parole, le immagini che si creano. E mi allaccio a quello che ha detto Pierbusa nella conversazione sulla scelta del libro di aprile, ovvero che a volte il modo in cui è scritto un libro può colpire molto più della trama. Credo a me prima di Ritratto di signora non fosse mai successo che mi piacesse e colpisse così tanto un libro unicamente per il modo in cui è scritto. La costruzione del personaggio di Isabel anche è particolare, ma non mi ha colpito fino adesso altrettanto. L´ho trovata a volte contraddittoria, ma chissà, credo che al punto in cui sono arrivata stia avvendo una terza evoluzione del suo personaggio, vediamo un po´.
Un punto che invece voi non avete toccato e che a me sta piacendo molto sono le descrizioni dei luoghi: sia il soggiorbno a Londra, che la campagna toscana e Roma penso siano descritti benissimo, non che descrizioni lunghe, pesanti, scontate o dettagliate, ma tali da creare un´atmosfera particolare, tipica di ciascuno di questi luoghi.