Ho finito il libro già il week end scorso ma non ho mai avuto il tempo di commentare.
A me il finale è parso in perfetta linea con lo stile della Eliot: non è edulcorato, non finisce "e tutti vissero felici e contenti", la vita è fatta di una scala di grigi e in questo modo il romanzo lo rispecchia anche se magari non ne siamo molto contenti
Anna96 ha scritto: La parte del libro che mi ha fatto più riflettere è quella sui pettegolezzi e su quanto questi, indipendentemente dal fatto che siano fondati o meno, possono rovinare la vita delle persone.
Concordo assolutamente Anna, quello che viene fuori in maniera più forte dal libro è proprio questo. Cito:
"La gente parla", disse. "Anche quando un uomo è stato assolto dalla giuria la gente parla, scuote la testa, strizza l'occhio - e per quel che riguarda l'opinione generale l'assoluzione vale quanto la condanna. [...]"
Purtroppo ciò che prima accadeva solo nelle cittadine o nei villaggi oggi, con i social network dove tutti sanno tutto di tutti, oguno si permette di emettere giudizi e condanne senza avere le prove (vedi i casi del MeToo, di Kevin Spacey, ecc. ecc.) ed è una cosa tristissima e che rovina la vita a delle persone. Perché siamo sempre pronti a emettere giudizi, a giudicare l'operato e i difetti altrui e non guardiamo prima di tutto la nostra vita e i nostri comportamenti?
porthosearamis ha scritto: a tale proposito, ricordo come la Eliot faccia riferimento all'uso massiccio di oppio. il riferimento non è sicuramente decisivo per il libro, però possiamo ricomprendere anche la Eliot tra le scrittrici affascinate da questa droga come molti altri scrittori dell'epoca vittoriana
In realtà nell'epoca vittoriana l'oppio era considerato un medicinale perciò non è una sorpresa che la Eliot ne parli, soprattutto visto che uno dei protagonisti è un medico

Vi lascio due link che approfondiscono questo argomento, l'uso sconsiderato di oppio e laudano e soprattutto per i bambini mi mette i brividi!
weirdposse.wordpress.com/tag/droghe-vittoriane/
www.missdarcy.it/la-medicina-in-epoca-vittoriana/