,@ per Bibi.
Sono sinceramente contenta per te nella parte della zia. I bambini, non tutti, sono abbastanza simpatici e quindi adorabili. Non chiedono molto, attenzione e partecipazione degli adulti. E non fa nulla se l'adulto che sta un certo tempo con loro, sia il genitore.
Io come insegnate di scuola materna ho sempre cercato di stare loro vicina il più possibile e di proporre attività interessanti per loro.
Soprattutto nel fatidico orario pomeridiano, dalle 16 alle 18, quando le classi si svuotavano e quasi tutti andavano a casa con genitori o con i nonni. Restavano pochi due o tre per ogni classe, che venivano riuniti in una sola sezione con una sola insegnante: quella che faceva il turno 12/18 a turno. La suola si svuotava, e in inverno alle 17 arrivava il buio. Importante in quelle due ore, non far sentire a quei bimbi, di aver perso momentaneamente la propria maestra e alcuni amici che erano andati a casa.
Quindi, ti capisco, il nostro povero Arkadij ha avuto zero amore, è stato abbandonato e in più sapeva di essere un "bastardo". Allora questa cosa aveva il suo peso.
Dostoevskij spesso parla di suicidi anche efferati nei suoi romanzi. Quello di Kraft, io l'ho letto come di uno che era stanco della vita non mi ricordo neppure del fatto "Ecuba" che ricordo come la moglie di Priamo, re di Troia, che ha avuto molti figli uccisi.
Kraft, infatti compare come personaggio di breve durata, a me è sembrato un depresso, schifato della vita e delle persone, girava con un pistola proprio per uccidersi.
In quanto a Olja, mi è sembrata una donna molto orgogliosa e con un alta stima di sé, una che è riuscita a controllare molto bene le sue disgrazie, ma non è riuscita a sopportare lo "scherzo" che molto crudelmente gli ha fatto Varsilov, con l'offerta di soldi, mentre lei chiedeva semplicemente un lavoro come insegnante. L'orgoglio ferito l'ha fatta impazzire e quindi scegliere l'impiccagione. Nessuna l'ha uccisa, niente pulce nell'orecchio Bibi.
Sentiamoci quando sarai riuscita ad andare ancora un po' più avanti.
"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)