Ci sono romanzi, ci sono autori che ti fanno venire subito la voglia di condividerne la lettura, i contenuti, il godimento, la meraviglia. E questo è l’effetto che ha fatto a me questo romanzo. E come quando da bambini si riusciva, dopo tanta fatica, a catturare una lucertola e poi si andava dalla mamma per esibire il prezioso trofeo. Ovviamente, la mamma, che sembrava ignara della gioia provocata da quell’impresa, si limitava a reagire con disgusto e a intimare l’immediato rilascio del piccolo animale.
Quando ieri ho iniziato il romanzo, già alle primissime battute mi imbatto (scusate il gioco di parole) in questo passaggio:
“Ora ho riletto quel che ho appena scritto e mi accorgo che sono molto più intelligente di quel che ho scritto. Come può accadere che le cose dette da una persona intelligente siano assai più stupide di quanto rimane dentro di lui?”.
Aaah (di meraviglia). Mi viene da sorridere, e tutto compiaciuto e sornione dico a mia moglie: “Mari, che genio Dostoevskij! Senti qua… E, con la stessa gioia del suddetto bambino, le riferisco il passaggio”. Lei non reagisce con disgusto, ma nemmeno con l’entusiasmo che mi sarei aspettato e si limita a farfugliare di non aver capito bene. Ma è chiaro! Nemmeno io l’ho capito bene, perché è pieno di implicazioni. Ci si potrebbe fare una riflessione filosofica di cento pagine. Si tratta per esempio della nostra incapacità a esprimerci come vorremmo, le incomprensioni, i fraintendimenti o, per esempio, la limitatezza (per quanto grande sia), del linguaggio (soprattutto quello scritto) come mezzo espressivo. Però ne colgo la genialità, anche se solo a un livello superficiale e subconscio.
E per fortuna, mi viene in aiuto il CdL a cui, spero con più successo empatico, posso comunicare (per iscritto) la mia meraviglia, il mio stupore, il mio compiacimento.
Buona lettura.
"Bea sostiene che leggere è un'arte in via di estinzione e che i libri sono specchi in cui troviamo solo ciò che abbiamo dentro di noi, e che la lettura coinvolge mente e cuore, due merci sempre più rare"
Carlos Ruiz Zafon