Per me la differenza fondamentale tra Klara e gli esseri umani è la base biologica. Da questa dipende anche il diverso rapporto con il tempo: Josie cresce, cambia e arriva a frequentare il college; Klara invece non invecchia, ma i suoi meccanismi si usurano. Klara ha una superficie simile alla pelle, che la fa assomigliare a un essere umano, ma un interno che non è biologico. Lo vediamo quando utilizza parte del liquido P-E-G Nine, necessario al proprio funzionamento. I replicanti del film
Blade Runner sono esseri artificiali costruiti biologicamente. Sono fisicamente indistinguibili dagli esseri umani. Non invecchiano normalmente perché hanno una durata di vita programmata e gli vengono innestati falsi ricordi. La distinzione tra esseri umani e replicanti diventa molto più problematica in Blade Runner. Il test utilizzato in
Blade Runner (che se non sbaglio P.K.Dick ha dichiarato ispirato al test di Turing) cerca di stabilire se un individuo possieda la risposta emotiva considerata caratteristica degli esseri umani. Con Klara la situazione è molto diversa. Non abbiamo mai dubbi sul fatto che sia una macchina e non esiste un vero problema di identità: Klara sa perfettamente di essere un'Amica Artificiale e anche gli altri personaggi la riconoscono come tale. Eppure Klara è una sorta di "deviante" rispetto a Rosa.
Grazie a qualche giorno di ferie sto leggendo
Quel che resta del giorno. Avevo visto il film moltissimi anni fa, e mi ricordo che non mi era piaciuto, se riesco provo a rivederlo. Non avevo mai letto nulla di Ishiguro. Beh, in realtà non ho letto molto in generale.
Klara e il sole mi ha incuriosito su questo autore. Ritrovo il suo stile, con quella capacità, che
alcune volte trovo pesante
, di rivoltare un evento nei suoi più minuti aspetti
.
Sono rimasto sorpreso dai numerosi punti di contatto tra il maggiordomo Stevens e Klara. Nel romanzo Stevens è un maggiordomo inglese che ha dedicato tutta la propria vita al servizio di Lord Darlington. Durante un viaggio attraverso l'Inghilterra, ripercorre mentalmente la propria esistenza e comincia lentamente a interrogarsi su quell'ideale di servizio. Sia Stevens sia Klara sono al servizio di qualcun altro.
Stevens tende ad annullarsi nella propria missione. La sua idea di “dignità” consiste proprio nel mettere da parte emozioni, giudizi personali e desideri per servire nel modo più perfetto possibile Lord Darlington. Arriva a rinunciare alla propria individualità.
Klara è stata costruita per servire. Eppure sembra sviluppare qualcosa che va oltre la semplice funzione per cui è stata progettata. Osserva il mondo, formula giudizi, sceglie di sacrificarsi e soprattutto costruisce una propria forma di spiritualità legata al Sole.
Stevens è biologicamente umano, ma finisce per comportarsi quasi come se fosse programmato e rinuncia progressivamente alla propria libertà.
Klara è una macchina programmata per servire, ma all'interno di quei limiti sembra sviluppare una dimensione personale e spirituale che le permette, almeno in parte, di andare oltre la propria funzione e di conquistare un piccolo margine di libertà.
Sono due libri molto diversi eppure si toccano quanto meno nel ruolo del personaggio principale. Questo mi fa pensare che Ishiguro abbia affrontato lo stesso argomento da due punti di vista diversi, e che tutto sommato il fatto che Klara sia un robot è quasi un pretesto per mostare altro, anche se ancora non ho idea di cosa sia. O forse che abbia inserito un robot all'interno delle sue consuete tematiche.