Ovviamente ci sono anch'io!
Sono molto avanti con l'ascolto, capitolo 7 dell'audiolibro, ovvero superata ampiamente la metà.
A me la penna di Ishiguro piace davvero molto. Ha uno stile di scrittura che trovo moderno ed efficace. Lo sto ascoltando davvero volentieri.
Relativamente ai temi trattati dal libro, inevitabilmente li trovo molto attuali ed è normale in questo momento storico fare parallelismi tra l'AA (Amica Artificiale) e l'IA (Intelligenza Artificiale) che sta cambiando le nostre vite. Questa discussione, fatta qua sul Forum due anni fa, non sarebbe stata la stessa. Questo mi fa pensare a come un libro, letto in momenti diversi della nostra vita, possa trasmetterci sensazioni e spunti di riflessione sempre diversi.
Ad ogni modo, mi trovo assolutamente d'accordo con te Gian.Luca quando scrivi:
la tecnologia in sé è cosa neutra, né positiva né negativa; a essere buono o cattivo è semmai l'uso che se ne fa. Non va temuta ma governata con saggezza.
Io sto adottando tool di IA quotidianamente ormai sia sul lavoro, sia per hobby (tra cui Il Club del Libro su cui ho risolto da solo almeno sette bug nelle ultime due settimane con estrema soddisfazione
) ma anche per questioni che a cose normali avrei cercato sui motori di ricerca. Ad esempio, ieri qua a Firenze è stata una giornata molto calda, con vento caldo, e la sera ho trovato la mia pianta di limone super abbacchiata, con le foglie quasi richiuse su loro stesse. Ho scattato una foto e chiesto a ChatGPT (modalità giardiniere) di darmi un consiglio che ho applicato e stasera il limone sta molto meglio
La mia riflessione è che tutto questo sicuramente è molto utile e ci farà risparmiare tempo e denaro, oltre a dare la possibilità e i mezzi a chiunque abbia un minimo di creatività di implementare qualcosa di interessante. Allo stesso modo, la criticità che ci vedo a livello umano è che probabilmente tenderà ancora di più a isolare le persone. Mi spiego con un esempio banale. Nell'esempio del limone di cui sopra, magari due anni fa avrei contattato un amico con il pollice verde e gli avrei chiesto un consiglio. Nell'esempio dei bug, due anni fa avrei ingaggiato uno sviluppatore e mi sarei fatto aiutare a risolvere i problemi. In entrambi i casi, sono stato autonomo e non ho avuto bisogno di questi contatti, di queste relazioni.
E sul lavoro noto la stessa cosa. Quello che prima facevamo necessariamente con l'aiuto dei colleghi, oggi iniziamo a poterlo fare autonomamente. Dove ci porterà tutto questo? Però, nonostante questo, non sono impaurito al momento, piuttosto direi incuriosito e interessato a studiare il fenomeno.
Tornando specificatamente al libro, il fatto che gli adolescenti debbano essere affiancati da un robot per poter interagire e imparare a relazionarsi con il prossimo perché non sanno più farlo è però una distopia rispetto a quello che scrivo sopra, è un'estremizzazione, ovvio, però può starci.
Poi una cosa che secondo me sarebbe interessante approfondire è cos'è la "macchina cootings". Cercando velocemente su Internet ho trovato scritto che secondo molti è un'allegoria e rappresenta il male, il diavolo per Klara.
Al momento ho più domande che risposte ma è sicuramente un libro stimolante.
In merito a come dovrebbero questo genere di invenzioni stimolare la crescita di un bambino, non saprei. Devo pensarci Bea. A pelle mi viene da dire che sono il male. Però il contesto che racconta l'autore è quello di una società ormai degradata a livello di relazioni sociali, in cui i bambini devono fare corsi e essere affiancati da androidi per imparare a relazionarsi col prossimo. Quindi, in un contesto come quello raccontato, non credo che Klara sia il male. Anzi, forse è meno male lei della madre di Josie (che però si comporta come si comporta perché ha avuto un'esperienza brutta con l'altra figlia e quindi posso anche comprenderla umanamente, anche se il fine non giustifica i mezzi... se sei ancora all'inizio mi taccio altrimenti spoilero ma almeno incuriosisco... forse... spero...
). Chiaro che in una società come quella nostra attuale, che fortunatamente secondo me è ancora lontana da quella descritta nel libro, molto meglio interagire con Emilio
Anche perché non era autonomo e spingeva chi ci giocava a mille usi diversi stimolando la creatività (Roby con questo Emilio ci hai sbloccato un ricordo incredibile
).