Provo a recuperare il libro di ieri
"
Le rose di Atacama" pag. 72
In questo capitolo, intitolato "il paese delle renne", l'autore racconta la storia del resiliente popolo lappone.
Tali uomini e donne, che si riconoscono soltanto nel nome di "samar", caparbiamente tramandano la loro storia di generazione in generazione nonostante i tentativi del tempo, del progresso e del popolo svedese che rendono sempre più ardua la vita di questa minoranza.
I lapponi per secoli hanno vissuto grazie all'allevamento delle renne, una cultura ancestrale che ha reso i samar legati indissolubilmente a questi animali e al resto della natura che li circonda.
Nel 1971 venne messo in discussione dagli svedesi il diritto all'usufrutto dei territori dove le renne venivano allevate. Agli stessi fu riconosciuto il diritto parziale ad usufruirne a causa di una legge risalente al 1523 coincidente con la nascita dello stato svedese che sanciva che solo quest'ultimo poteva deciderne destinazione e uso dal momento che la Lapponia è proprietà del governo.
I lapponi persero così la battaglia, il progresso fece costruire una centrale idroelettrica causa del disboscamento e a cercare di piegare la resistenza della loro tradizione ci pensò nuovamente una legge del 1971 che diceva che né la cultura, né la lingua, né l'artigianato, né i legami storici o quelli di nascita erano determinanti per essere o non essere lapponi. La cosa fondamentale era vivere dell'allevamento di renne.
Peccato che nel 1980 solo 2300 lapponi dei 15000 occupanti il suolo svedese si dedicavano all'allevamento delle renne. A peggiorare il tutto la catastrofe di Chernobyl, diventarono 1500 poiché le radiazioni contaminarono gran parte delle mandrie, oltre gli esseri umani.
Tuttavia questi uomini seppur in numeri sempre minori continuano a portare avanti le loro tradizioni, ad insegnare la loro lingua e i loro usi e costumi.
Del popolo lappone se ne parla anche in un altro libro che è stato proposto sul Cdl e credo fosse "Trans Europa express"