Lunedì, 26 Agosto 2019

Recensioni | Contemporaneo - Attualità - Sociale - Psicologico

Il mondo dei libri dal 1900 ad oggi: la svolta impressa alla letteratura dalla psicoanalisi; l'attenzione per l'individuo, le sue emozioni, i suoi sentimenti, le sue passioni e i suoi conflitti interiori; la ricostruzione romanzata della vita dei più deboli.

SINOSSI

«Capitava di rado che una femmina già passata per tre bordelli si sposasse... Era un segno del cielo inviato a tutte le puttane di Varsavia: non dovevano perdere la speranza, l'amore avrebbe continuato a governare il mondo». Ed è proprio l'amore la sostanza incandescente di questo romanzo: l'amore-passione, quello che non lascia scampo, quello che può indurre alla follia. A Keyla la Rossa nessuno resiste: né Yarme – un seducente avanzo di galera –, né il giovane e fervido Bunem – che pure era destinato a diventare rabbino come suo padre –, né l'ambiguo Max. Se questo magnifico libro è rimasto praticamente inedito fino a oggi, è forse perché Singer esitava a mettere sotto gli occhi dei lettori goy il «lato oscuro» di quella via Krochmalna da lui resa un luogo letterariamente mitico. In Keyla la Rossa si parla infatti in modo esplicito di due argomenti tabù: la tratta, a opera di malavitosi ebrei, di ragazze giovanissime, che dagli shtetl dell'Europa orientale venivano mandate a prostituirsi in Sudamerica, e l'ignominia di un ebreo che va a letto sia con donne che con uomini. Alle turbinose vicende dei quattro protagonisti (e dei numerosi, pittoreschi comprimari) fa da sfondo, all'inizio, la vita brulicante, ardente, odorante e maleodorante del ghetto in cui era confinata, in condizioni di estrema miseria, la comunità ebraica di Varsavia, e poi quella, non meno miserabile e caotica, delle strade di New York in cui si ammassavano gli emigrati nei primi decenni del secolo scorso: affreschi possenti, che non a caso molti hanno accostato a quelli ottocenteschi di Dickens e Dostoevskij.

RECENSIONE

L'autore e l'opera

A 26 anni dalla morte dell'autore premio Nobel per la letteratura, nel 1978, tradotto in italiano, in anteprima mondiale esce inedito perché Singer a suo tempo non aveva voluto pubblicarlo. Il romanzo sarebbe dovuto apparire nel 1979 in versione inglese, ma poi rimase nelle carte dimenticate del romanziere, probabilmente per la crudezza del testo, l'ossessione erotica, la descrizione fin troppo realistica di malavitosi ebrei senza scrupoli né pentimenti. Ambientato nei bassifondi di Varsavia e di New York è una storia di gangster. In via Krochmalna a Varsavia, vive una strana coppia di coniugi. Sono due derelitti: Keyla, bellissima e fulva, è una prostituta in cerca di una vita migliore dopo aver soggiornato in tre bordelli; Yarme è un ladruncolo grigio e perdente. Uniti indissolubilmente dal loro passato e dal loro sogno di redenzione che si consuma nella povertà e nell'alcool. E' una coppia felice finché nella loro vita non fanno irruzione il Bene e il Male. Il Male è Max, coinvolto nella tratta delle prostitute in America; il Bene è Bumem, figlio di un rabbino che porta con sé Keyla a New York per sfuggire dalla polizia zarista e per un profondo senso di compassione nei confronti della stessa. Anche loro, come altre figure singeriane, non troveranno in America una vita migliore. Keyla non sa "ricominciare" oppressa dal suo passato e dalla miseria e Bumem non trova la sua strada, finchè tutto si incaglia nella ricomparsa del passato.

Recensione

Keyla è una donna di 29 anni ormai, abita in un quartiere malfamato di Varsavia, ha fatto la prostituta in vari bordelli ma all'inizio del romanzo è sposata con Yarme, un ladruncolo perdente. I due, di religione ebraica, sono uniti dal loro passato e sperano in un futuro migliore. Keyla crede fermamente in ciò: la religione dei suoi padri la sostiene, fa di tutto per non ricadere nel suo vecchio lavoro, che non le è mai piaciuto e per svolgere il quale ricorreva all'alcool. Tutto il romanzo ruota attorno a questa donna che vuol cambiare: ama cucinare, ama festeggiare le ricorrenze ebraiche, nella giornata del digiuno (Yom Kippur) vuole andare in sinagoga a pregare, ma non la fanno entrare perché ha la fama di prostituta. Molto belle sono le pagine in cui Keyla parla con sé stessa, circa la religione, le ricorrenze, i suoi parenti che non vede da anni, le tombe dei suoi genitori ormai non più visitate. In lei c'è sempre il timore di Dio: "Quest'anno anche il mio nome verrà scritto sul libro di quelli che moriranno". Keyla si fa molte domande in quei giorni: "Quanto mancava all'arrivo del Messia? Quando sarebbero risorti i morti? Keyla sentì un gran bisogno di parlare con qualcuno che conoscesse i libri sacri." Nel torpore fra sonno e veglia, proprio il mattino del giorno del digiuno, Keyla viene violentata in casa sua da Max, un losco figuro amico di suo marito. Max si è arricchito facendo la tratta di prostitute in giro per l'America: Buenos Aires, e altri posti ancora, ed ora con il beneplacito del marito di Keyla, si impossessa anche di lei. Molto pittoresca e quasi fotografica la descrizione di tale stupro. Qui comunque ogni personaggio viene scandagliato e rivoltato come un calzino. Singer descrive i suoi personaggi in modo introspettivo, con i loro incubi angosciosi, le loro paure dalle quali cercano di sfuggire durante la veglia, ma che compaiono inesorabilmente di notte sotto forma di incubi spaventosi. Max è uno di questi, una sorta di borderline dei giorni nostri: "Così Dio aveva creato il mondo: qualcuno era costretto a sgobbare per un tozzo di pane mentre altri spendevano e spandevano, considerò Max. E nessuna Duma, nessuna costituzione, nessuna rivoluzione avrebbe cambiato le cose. Fin dall'infanzia Max sentiva che sarebbe morto giovane. Spesso di meravigliava di essere arrivato alla sua età. Questo presentimento acutizzava il suo bisogno di arraffare e consumare, di più sempre di più prima della fine. Aveva fame di trasgressioni, di avventure, di imprese tali per cui il mondo avrebbe riso e pianto; voleva finire sui giornali e sui libri di storia." Non manca la sempre presente Varsavia, quella dei quartieri più poveri, la famosa via Krochmalna, con le sue malsane abitazioni, la sua sinagoga, i suoi negozi e anche il suo bordello. Singer racconta qui i suoi personaggi. Racconta una città fatta di credenti delle sacre scritture e timorati da Dio e da altri che quel Dio lo negano con tanto di argomentazione. I dialoghi infatti sono spassosissimi, tipici degli ebrei polacchi del 1900. Immergersi in queste pagine è veramente un tuffo nel passato, un passato poco conosciuto e che poi è finito definitivamente con l'avvento del nazismo, dell'occupazione della Polonia da parte dell'esercito tedesco, della deportazione in blocco di tutte per persone che abitavano i quartieri ebraici di Varsavia. Singer, per chi lo conosce, è un romanziere pieno di spirito tipicamente ebraico, che ritroviamo nelle rappresentazioni di Moni Ovadia, nelle barzellette ebraiche che racconta nei suoi spettacoli.

[RECENSIONE A CURA DI GRAZIELLA]

Ultimi commenti

  • I leoni di Sicilia. La saga dei Florio
    SoniaB 24.07.2019 07:55
    Bellissimo. Storico ma incentrato sulle personalità dei protagonisti, mette in evidenza la situazione ...
     
  • Il buio oltre la siepe
    Tempovariabile 14.07.2019 00:22
    Ciao a tutti, essendo un'insegnate, ho provato a far leggere il libro ad una mia classe. Tralascio ...
     
  • Un arcobaleno nella notte
    Gianluca88 11.06.2019 18:33
    lo leggero' presto sicuramente. grazie per la recensione
     
  • Un arcobaleno nella notte
    Anna96 09.06.2019 00:11
    Wow grazie mille :oops:
     
  • Un arcobaleno nella notte
    guidocx84 08.06.2019 16:29
    Questo libro finisce dritto dritto nella mia Readlist! Grazie per la tua recensione Anna, fantastica!