Venerdì sarà la Giornata internazionale della donna, altrimenti detta Festa della Donna, giusto per farle perdere ancora un po' del suo spirito autentico. Da un lato il ramo di mimosa e lo spogliarello dei California Dream Men, dall'altro l'idea originaria alla base di questa ricorrenza: ricordare le conquiste raggiunte dalle donne - e quelle ancora da raggiungere - ma anche e soprattutto le discriminazioni e le violenze di cui sono protagoniste ancora oggi. Non si tratta solamente di donne lapidate in Medio Oriente, attenzione: in Italia, nello scorso 2012, sono state uccise 122 donne. Il fenomeno del femminicidio è sempre più allarmante e dilagante. Serena Dandini, alla fine dello scorso anno, ha dato il via ad un progetto teatrale da cui è stato tratto l'omonimo libro Ferite a morte, appena uscito nelle librerie.

Copertina del libro "Ferite a morte" di Serena Dandini

E' la stessa Serena Dandini a definire questi monologhi “la Spoon River del femminicidio”. La nota conduttrice, insieme alla demografa e ricercatrice del CNR Maura Misiti, ha attinto a fatti di cronaca (proprio per questo si legge che “ogni riferimento a fatti e persone realmente esistenti non è affatto casuale”) nello scrivere pagine, lette sul palco da tantissimi volti noti e raccolte nel volume edito da Rizzoli, nelle librerie dallo scorso 27 febbraio. Un paradiso popolato da queste donne, vittime di un marito, di un fidanzato, di un ex. Serena Dandini scrive: <<Mi sono chiesta: ‘E se le vittime potessero parlare?’ Volevo che fossero libere, almeno da morte, di raccontare la loro versione, nel tentativo di ridare luce e colore ai loro opachi fantasmi. Desideravo farle rinascere con la libertà della scrittura e trasformarle da corpi da vivisezionare in donne vere, con sentimenti e risentimenti, ma anche, se è possibile, con l’ironia, l’ingenuità e la forza sbiadite nei necrologi ufficiali>>. Racconti che coprono una vastissima gamma di emozioni - dal comico, al grottesco, al doloroso – che l'autrice riesce a delineare alla perfezione e senza perdere mai la delicatezza che un tema così particolare merita.
Ma questo libro non si ferma al racconto: è completato, infatti, da schede sul tema, che raccolgono dati e provano a risalire alle radici di questi episodi. Delitti che riempiono la cronaca dei giornali e vengono insistentemente raccontati ai TG, dietro i quali si celano molto spesso storie di paure e sofferenza, di cui “l’omicidio è solo la punta di un iceberg di un percorso di soprusi e dolore che risponde al nome di violenza domestica”.
Un libro nato dallo spettacolo teatrale debuttato nel novembre 2012 che, dato il grande successo, si replicherà a partire da domani sera a Milano (Teatro Carcano), per proseguire poi a Firenze (Teatro La Pergola) il 5 aprile, a Roma (Auditorium Parco della Musica) l'8 e infine a Torino (Teatro Regio) il 12. Il ricavato degli spettacoli verrà devoluto a realtà locali che si occupano di violenza sulle donne.
Il progetto tutto al femminile di "Ferite a morte" nasce espressamente per dare "un pugno nello stomaco" all'opinione pubblica, ai media ed alle istituzioni. Per far luce su ciò che realmente è il femminicidio, che in Italia conta una vittima ogni tre giorni. Per dare voce a chi, una voce, non la ha più. Per dare coraggio e speranza a chi può ancora salvarsi. Perché noi donne, insieme, possiamo essere ancora più forti.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

Fonti: Ferite a morte, International Women's Day, Rizzoli, La Feltrinelli