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Il fascino del Narciso in letteratura

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C’è un credo piuttosto diffuso tra chi scrive, ovvero che sia più coinvolgente e arricchente trattare di un personaggio femminile, piuttosto che di uno maschile. Questo credo deriva dal fatto che le donne sono palesemente un mistero, difficile da districare. Lo precisava già la Wolf, in Una stanza tutta per sé: "Perché le donne sono assai più interessanti degli uomini di quanto gli uomini possano essere interessanti per le donne? (...) Goethe le onorava; Mussolini le disprezza. Ovunque si volge lo sguardo, gli uomini stanno pensando alle donne, e pensano cose diverse". La sua convinzione era netta: "quando le donne inizieranno a scrivere", precisava, "scriveranno comunque di altre donne". C’è dunque la percezione che il personaggio maschile sia più semplice da delineare e, per certi versi, sia più scontato di un tre per due al supermercato. Talmente scontato da risultare banale. Eppure esiste una tipologia di personaggio che ha travalicato la letteratura, complesso, pieno di sé, entusiasmante e sofferente: il narciso.

Narciso CaravaggioNarra il mito: era un giovane di tale bellezza che ogni abitante della città, uomo o donna, giovane o vecchio, si innamorava di lui, ma Narciso, orgogliosamente, respingeva tutti. Si innamorò di lui anche la ninfa Eco, che furtivamente seguì il bel giovane tra i boschi, desiderosa di rivolgergli la parola, ma incapace di parlare per prima perché costretta da una vendetta di Giunone a ripetere sempre le ultime parole di ciò che le veniva detto; Narciso, quando sentì dei passi, gridò: “Chi è là?”, Eco rispose: “Chi è là?” e così continuò, finché Eco non si mostrò e corse ad abbracciare il bel giovane. Narciso, però, allontanò immediatamente in malo modo la ninfa dicendole di lasciarlo solo. Eco, con il cuore infranto, trascorse il resto della sua vita in valli solitarie, gemendo per il suo amore non corrisposto, finché di lei rimase solo la voce.
Nemesi, ascoltando questi lamenti, decise di punire il crudele Narciso. Il ragazzo, mentre era nel bosco, si imbatté in una pozza profonda e si accucciò su di essa per bere. Non appena vide per la prima volta nella sua vita la sua immagine riflessa, si innamorò perdutamente del bel ragazzo che stava fissando, senza rendersi conto che fosse lui stesso. Solo dopo un po' si accorse che l'immagine riflessa apparteneva a lui e, comprendendo che non avrebbe mai potuto ottenere quell’amore, si lasciò morire struggendosi inutilmente; si compiva così la profezia di Tiresia
.

Ecco un personaggio, tipicamente maschile, che appare pieno di sé, brillante, grandioso, con un Io espanso fino all’inverosimile, per il quale l’altro è e resta uno specchio, un riflesso in cui rimirarsi per definire la propria grandiosità e rafforzare il proprio ego. Perché il narciso, a ben vedere, ha un’autostima talmente bassa che senza l’altro come strumento, come oggetto per se stesso, soccomberebbe. Deludente e delusivo, usa chi lo ama, per amare se stesso. Se pesta il piede a qualcuno, accuserà l’altro di aver messo il proprio piede sotto il suo.

Una particolarità è che troviamo in letteratura più narcisi uomini che donne, le quali appaiono spesso vittime predilette dei narcisi, oppure nevrotiche, alcolizzate, puttane, ma è difficile trovare un personaggio femminile forte e debole al contempo, che fa innamorare per la sua personalità complessa.

Nella storia, diversamente dalla letteratura, troviamo dei personaggi femminili splendidamente complessi, come la Contessa di Castiglione, la femme fatale, il personaggio chiave del Risorgimento italiano, la donna invidiata e venerata per la sua bellezza, che sopravvisse al suo fascino e soffrì PER questo, coprendo gli specchi di casa, celando il volto dietro veli. Perché un narciso teme il tempo, è il suo nemico numero uno, perché l’età uccide il fascino.

Si propone qui un elenco di testi dove compare il narciso, il lettore troverà questi stessi libri e i suoi protagonisti certamente affascinanti, perché il compito principale di un Narciso è far innamorare. Lo fa per se stesso, sì, ma conquista.

Il ritorno di Casanova, Schnitzler: qui si ritrova il narciso più famoso della storia, sotto una veste decadente. Un Casanova invecchiato, che continua ad essere pieno di sé, a curare in modo ossessivo il suo aspetto e il suo vestiario, ma che soffre per una giovinezza che lo abbandona. La sua sfida è sedurre una giovane che lo rifiuta. È certo che una volta assaporato il suo amore, ella cadrà ai suoi piedi. Ordirà un complesso inganno per sedurla, rifiutando contemporaneamente le avances di una coetanea, troppo facile da conquistare e troppo vecchia. Il ribrezzo della giovane gli provocherà ferite narcisistiche senza eguali.

Doppio sogno, Schnitzler: il protagonista è Fridolin, che ha dei lati narcisistici molto affascinanti. Tutto il libro è un continuo cercare, invano, di tradire la moglie Albertine, che riuscirà a devastarlo nel profondo con un tradimento irreale, sognato. "Condurre una sorta di doppia vita, essere da un lato il medico capace, affidabile, dal brillante avvenire, il buon marito e padre di famiglia, e dall’altro un libertino, un seduttore, un cinico che giocava con le persone, uomini e donne, seguendo il proprio capriccio: in quel momento tutto ciò gli apparve assolutamente delizioso".

Il ritratto di Dorian Gray, Oscar Wilde: il protagonista altri non è che un dandy pieno del suo narcisismo, che affida a un quadro il compito di invecchiare al suo posto, così da sconfiggere il mortale nemico Tempo.

Non ti muovere, Mazzantini: Timoteo è il protagonista ed è narciso. Ripercorrendo la sua vita spiega il non amore per sua moglie, donna considerata algida, e per Italia, donna priva di qualità, con il solo pregio di dipendere totalmente da lui.

Mercoledì delle ceneri, Hawke: Jimmy si è arruolato nell'esercito per capriccio, Christy è una giovane infermiera con la testa sulle spalle. I due si amano, si lasciano, si rimettono insieme, litigano, aspettano un figlio, si adorano, si odiano e si sposano. Giungono a New Orleans, dopo un viaggio ai limiti del surreale, sul finire del Martedì Grasso, sempre più confusi e instabili. Jimmy narra senza remore la difficoltà a stare in coppia, ma riuscirà a smussare le sue spigolosità narcise, pur di stare assieme a Christy.

I libri di Philip Roth, che spesso hanno come protagonista un narciso sessualmente egoista e assatanato, incapace di invecchiare senza una donna accanto. Ad esempio L’animale morente o Il professore di desiderio. Si racconta che i suoi personaggi siano lo specchio del suo narcisismo.

Coppie, John Updike: l’autore esplora, in modo crudo e sottile, le tensioni nascoste, le nevrosi e le contraddizioni della middle class americana, facendo assurgere la sessualità a metafora esistenziale. Libro culto, che fece scandalo quando apparve e ormai diventato un classico moderno dell'erotismo, Coppie ripropone oggi la sua incisiva critica nei confronti di una società eternamente insoddisfatta e alla ricerca impossibile dell'assoluto. In questo romanzo Piet appare essere un narciso, ogni donna vale l’altra, purché serva a rimirarsi.

(articolo a cura di Giovanni Garufi Bozza)

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