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Non è un mistero. Basta vedere la top cento dei libri più scaricati per rendersi conto che i testi a contenuto erotico sono sempre presenti. Gli evergreen. L'Eros ha da sempre un ruolo primario nella cultura, in ogni dove, e la ricerca di un contatto  dell'uomo con il proprio lato erotico e con la sessualità, è un'attività che richiede un  investimento energetico notevole, e una buona dose di pensiero e di emozioni. È la sua natura, nonostante tutti gli artifici messi in campo per bloccare la procreazione, il DNA ci spinge ad accoppiarci il più possibile, a salvaguardia della specie.

Così come i siti a contenuto pornografico sono i più cliccati, con un giro di affari notevole, così come nei secoli l'arte che ha toccato l'erotico in modo più o meno sfumato, per esempio nella pittura o nella scultura, ha da sempre affascinato (citiamo, tra i tantissimi, "L'origine del mondo" di Coubert, "La venere dormiente" di Giorgione, le varie rappresentazioni di "Leda e il cigno"), oggi i libri erotici sono i più scaricati, nel privato del proprio pc. Ma l'erotico è anche uno dei generi più scritti.

E dopo la fortuna commerciale delle millemila sfumature quasi erotiche a pois, sono anche drasticamente aumentati, con il risultato di sfumature, se possibile, anche più scolorite. Merito del marketing o di una passione sottesa, sublimata dalle parole? 
Per prima cosa, è doveroso distinguere l'erotico dal pornografico, rinunciando a ogni valutazione morale, senza dire cosa sia meglio e cosa sia peggio, ma riconoscendo la diversità di questi due generi.
Un libro erotico utilizza il sesso per attivare i sensi e le emozioni di chi scrive e chi legge, tramesta sapientemente i termini per sfumare l'atto, usa la poesia e la prosa per far vibrare autore e lettore. Per scrivere di Eros occorre necessariamente saper scrivere e saper corteggiare, occorre risaltare profumi, sensazioni tattili, l'avvicinarsi e l'allontanarsi. È una danza di vibrazioni, dove la sessualità varia tra figura e sfondo: non è il fine ultimo, che consiste invece nell'eccitazione di tutti e cinque sensi del lettore. In questi libri, storia e descrizioni erotiche sono sapientemente dosate.
Il pornografico si pone l'obiettivo di mettere l'atto sessuale in figura, lasciando tutto il resto sullo sfondo. Mostra e non fa supporre, l'obiettivo non è l'eccitazione dei sensi, non vuole farsi assaporare: il fine ultimo è il dissipamento dell'eccitazione, di chi lo scrive e di chi lo legge.
Come il lettore fin dalla copertina ha la sensazione di ciò che troverà, e vorrà trovare in un libro, così l'autore sa cosa aspettarsi da sé. E c'è chi cerca la musicalità della danza erotica e chi vuol vedere (e vendere) sesso. Ci sarà l 'autore che vorrà masturbare il suo pensiero in voli pindarici sulle alucce di Eros, e l'autore che vorrà masturbarsi di fronte ai suoi personaggi e basta. Ugualmente il lettore.
Il pericolo è nel muoversi come ippopotami su di un filo di seta. Chi cerca l'erotismo può finire nel porno, chi cerca il porno può non risultare, infine, abbastanza pornografico. In ambo i casi si rischia anche di cadere nel banale, nello stucchevole, nell'offensivo o, peggio, nel già detto. Il rischio maggiore, poi, è che ogni lettore ha la sua sensibilità, ed è difficile turbarla nella giusta misura – né troppo, né troppo poco.
Chi scrive questo articolo non saprebbe se collocare Le cinquanta sfumature tra gli erotici o i pornografici non avendolo letto. Può però citare quattro testi che possono rientrare in queste due categorie.

Una carezza violenta, di Andrea Bolfi. Non è totalmente categorizzabile come erotico, affrontando più generi e più tematiche, eppure la componente erotica ha un ruolo centrale. Bolfi descrive l'Eros con sfumature poetiche, intreccia i corpi costruendo un quadro di sensazioni, che si moltiplicano l'una con l'altra culminando in orgasmi di percezioni accese. Il lettore ha la possibilità di immergersi con tutti e cinque i sensi in un erotismo scevro dalla banalità e dalla volgarità, pur essendo senza veli e senza peli sulla lingua  (non valgono quelli pubici...).

L'imprenditrice del sesso, di Fabio Brigazzi, i cui libri sono apprezzati pubblicamente da Tinto Brass (un uomo, una certezza...). È la storia di una giovanissima Lolita che sceglie di fare del sesso la sua attività commerciale. Brigazzi è una buona penna, ma il libro è borderline, si muove tra erotico e pornografico, per scelta. Non scade nel banale o nel volgare (chi legge sa cosa troverà, quindi adatta la sua mente a simbologie e termini che in altri contesti e libri risulterebbero oltre il limite). Si passa da rapporti sessuali ben congeniati, a quelli dove la trama viene a mancare. Lui incontra lei e si fanno allegre pigiate, tipico dei film porno dove la trama è un di più. In ogni capitolo c'è un rapporto sessuale. Pensate al vostro sogno più proibito? Fatto? Bene, nel libro di Brigazzi c'è.

Led&Zeppelin, storia di un amore precario, di Leopoldo Chiummo. Il sesso qui è parte di una trama più complessa, ma è volutamente presentato in modo totalmente pornografico. Per lo più è scontato, si racconta il rapporto nel dettaglio, spesso appare volgare, ma anche qui è una scelta voluta dall'autore.

Ultimo libro che si cita non è stato letto, ma il come si presenta rende bene l'idea di come l'erotismo sia una scelta commerciale. Si intitola Ho scelto di dirtelo, di Giada AnnGray. Dalla copertina, verrebbe da chiamarlo Ho scelto di dartelo... il selfie! Non fate pensieri cattivi... Che c’entra il selfie? Ecco la risposta: viene presentata come storia vera e, udite, udite!, promette ai lettori l'invio di selfie delle situazioni narrate. Ovviamente occorre acquistarlo per ottenere la password per accedere ai contenuti riservati. Avrà un pubblico di appassionati di lettura o di soli scopofili?

La natura umana sarà sempre attaccata al sesso e alle sue rappresentazioni. Unita alla letteratura, permetterà anche ai più timidi di poterne usufruire (leggo solo un libro, non è sconcio... scrivo le mie fantasie proibite, è solo arte... narro ciò che accade negli anfratti delle nostre città, è denuncia sociale...).

Ma ricordate, che il troppo… rende ciechi!

Sì, ciechi all'unico narratore che sa immergerci totalmente nelle sue trame: il mondo reale.

(articolo a cura di Giovanni Garufi Bozza)

 

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