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Il corpo umano di Paolo Giordano, Libro del Mese di Novembre 2015, racconta le vicende dei soldati italiani impegnati in Afghanistan durante la guerra contro il fondamentalismo talebano. Anche la guerra, seppur biasimevole, è stata d'ispirazione per la nascita di canti e musiche che oggi sono diventati celebri e che vengono ancora eseguiti. Per restare in Italia, si possono citare tre esempi interessanti e particolari per la loro storia.

Forse il più famoso in assoluto tra i canti italiani della Prima guerra mondiale è La leggenda del Piave, altrimenti nota come La canzone del Piave. Questo brano fu realizzato in funzione celebrativa per le vittorie dell'esercito italiano su quello austro-ungarico dopo le tre cosiddette battaglie del Piave che furono combattute lungo tutto il 1918 e che portarono, con la Battaglia di Vittorio Veneto, alla sconfitta dell'esercito imperiale. Per celebrare la vittoria italiana sul nemico, l'opera fu commissionata nello stesso anno al compositore napoletano Giovanni Ermete Gaeta (noto come E.A. Mario), uno dei massimi esponenti della canzone napoletana di inizio Novecento, nonché paroliere e compositore di musiche e testi anche in lingua italiana. La leggenda del Piave divenne subito famosa, ma ad imprimerla indissolubilmente nella storia d'Italia fu la scelta di eleggerla come inno nazionale provvisorio dopo la caduta della monarchia dei Savoia in seguito all'armistizio dell'8 settembre 1943. Da quella data per tre anni, precisamente fino al 12 ottobre 1946, La leggenda del Piave sostituì la Marcia Regia Sabauda, prima che un'apposita commissione eleggesse l'effettivo inno d'Italia, facendo ricadere la scelta su Il canto degli Italiani di Goffredo Mameli.
Un'altra celebre canzone nacque dalle battaglie del Piave, anche se la sua genesi non fu celebrativa, bensì motivazionale. Monte Grappa, tu sei la mia patria, infatti, fu scritta dal generale di brigata Emilio De Bono per galvanizzare le truppe prima del combattimento del marzo 1918 contro l'esercito austro-ungarico lungo le pendici del massiccio del Grappa. Il testo di questo brano non è celebrativo, ma si configura come un vero e proprio inno alla guerra: il generale De Bono compose il testo chiedendo al capitano Antonio Meneghetti di metterlo in musica. L'idea venne a De Bono da una frase comparsa di notte sul muro di una casa italiana occupata dagli austriaci: Monte Grappa tu sei la mia patria, appunto. Poche parole che conquistarono l’animo dei soldati e che divennero un canto di rivolta contro l'oppressione dell'esercito nemico.

Fanfara dei BersaglieriUn ultimo esempio di musica sorta in ambito militare che risulta molto interessante per la storia della sua formazione, è la nascita della Fanfara dei Bersaglieri, l'unica banda al mondo ad esibirsi a passo di corsa. La fanfara del corpo militare dei Bersaglieri nacque in contemporanea della formazione del corpo stesso: nello statuto del 1836, infatti, si legge chiaramente che una compagnia di Bersaglieri non poteva uscire dalla caserma senza una propria fanfara, composta almeno da tredici trombettieri. Con il passare del tempo le riunioni che si facevano per preparare i musicisti delle singole compagnie diedero vita ad una fanfara unica, tanto che dopo pochi anni fu costituita una compagnia esclusivamente di trombettieri. Nel 1860 la Fanfara dei Bersaglieri si dotò di un proprio inno, musicando un poema di Giuseppe Regaldi. La musica originale fu composta da Giulio Ricordi, ufficiale dei Bersaglieri, ma fu successivamente rivista più volte fino a raggiungere la sua veste definitiva nel 1886 (Marcia dei Bersaglieri).

Ascolti consigliati:

La leggenda del Piave;

Monte Grappa, tu sei la mia patria;

Marcia dei Bersaglieri

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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