porthosearamis ha scritto: volevo riprendere questa discussione....
come ho detto altrove da ieri sto leggendo un libro di Dorfles "i 100 libri che rendono la vita più ricca"
tra i libri proposti c'è anche 1984 di Orwell rispetto al quale Dorfles fa una riflessione che ricalca perfettamente il mio pensiero...prima di scriverla volevo controllare alcuni concetti per non cadere in errori dal punto di vista storico...
e quindi Dorfles mi ha tolto un problema....ecco le sue parole:
"C’è da chiedersi perché alcuni tra i più importanti libri del Novecento che descrivono utopie negative prendano ferocemente di mira la degenerazione comunista piuttosto che i totalitarismi fascisti. Il fatto è che i princìpi su cui si fondano i fascismi, dietro una verniciatura di modernismo e di populismo, sono quelli dell’intolleranza, del razzismo, del machismo e del bellicismo. Mentre quelli del comunismo sono quelli della tolleranza, dell’egualitarismo e della solidarietà sociale. I fascismi, in fondo, hanno tradito solo la loro aspirazione all’efficientismo e alla modernizzazione, mentre i regimi comunisti hanno tradito il senso profondo di un’aspirazione umanitaria alla giustizia sociale."
mmm in realtà io credo che il confine tra fascismo e comunismo sia indefinibile in questi romanzi, perchè
:
1) il fascismo è già di per se intolleranza
2) il comunismo descritto non è quello teorico ideale, ma una degenerazione che lo ha trasformato in un fascismo con un diverso nome.
Cioè fascismo e comunismo degenerato sono la stessa cosa, usano gli stessi mezzi (ad esempio in europa i campi di concentramento, in Russia i gulag, in Europa dovevi essere fedele al partito, in Russia dovevi essere fedele al partito, in Europa non potevi esprimere la tua opinione, in Russia non potevi esprimere la tua opinione).
In fondo si parla della stessa cosa, cioè non si parla di nessuno dei due in particolare ma di entrambi allo stesso momento.
Poi non saprei, non ho studiato le due teorie e l'argomento