Giovedì, 18 Luglio 2019

Giugno 2018 - Furore

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15/06/2018 12:08 #51 da Graziella
Risposta da Graziella al topic Giugno 2018 - Furore

EmilyJane ha scritto: www.avvenire.it/agora/pagine/popolizio-furore-steinbeck

Mi sono imbattuta in questo articolo (magari chi è dei dintorni di Milano può andare allo spettacolo): certamente fa riflettere sull'attualità di un libro come Furore in questi giorni in cui si parla tanto di migranti.

Io il libro lo inizio finalmente domani ;)


Ti ringrazio particolarmente per la segnalazione, ho letto l'articolo, peccato non ci possa andare ma l'ho girato a mio figlio. Grazie ancora, sempre ben informata!

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15/06/2018 22:50 #52 da Yashodara
Risposta da Yashodara al topic Giugno 2018 - Furore
Ecco a me la fine non è piaciuta molto. Mi è parsa stonata in mezzo a tanto realismo. Probabilmente è la cosa che mi è piaciuta meno di tutto il libro


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15/06/2018 23:23 #53 da VFolgore72
Risposta da VFolgore72 al topic Giugno 2018 - Furore
Ho scritto nell'altro thread le mie i prssioni. Le ribadisco brevemente qui. Libro capolavoro assolutamente da leggere. Si legge tutto d'un fiato, nonostante la mole (sono quasi 500 pagine).

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16/06/2018 14:20 #54 da vanna
Risposta da vanna al topic Giugno 2018 - Furore
L' ultima scena ha una grande forza simbolica e di speranza: il nutrimento di proprietà di chi "non è riuscito a venire alla luce" diventa salvezza per chi " può ancora salvarsi", è un' opera di misericordia, di solidarietà da parte di colei che ha sofferto l' illusione dell'amore ed ha trascorso un periodo delicato come quello della gravidanza in solitudine senza troppa comprensione da parte dei familiari forse ad eccezione della mamma.
Ancora non sono arrivata alla fine anche se me la ricordo bene e mi ha fatto pensare alla donazione di organi nel nostro tempo, una vita che si spenge può dar luce e speranza ad un' altra.
Infine mi viene in mente un quadro di Caravaggio: La madonna della misericordia dove vengono rappresentati episodi concreti , fra cui una donna porge la mammella per sfamare un vecchio carcerato che si affaccia tra le sbarre di una prigione, ad indicare che l' opera di carità deve aiutare i più deboli e bisognosi, con il fine precipuo del loro sollievo corporale.

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16/06/2018 16:41 #55 da Yashodara
Risposta da Yashodara al topic Giugno 2018 - Furore
@vanna... mah! Sarà, ma continuo a trovarla stonata. Ma si deve capirmi: amo Verga. Il messaggio di speranza in mezzo alla catastrofe non mi dice molto ;)


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17/06/2018 15:23 #56 da vanna
Risposta da vanna al topic Giugno 2018 - Furore
Nella catastrofe ( basta pensare agli effetti di un grave terremoto) se non ci fosse pietà, compassione , aiuto sarebbe difficile potersi risollevare, andare avanti e progredire.
Steinbeck ricorda Verga, ambedue sono realisti, raccontano le condizioni della classe più povera senza commenti, fanno parlare i fatti e non intervengono soggettivamente con giudizi morali nella narrazione, sono impersonali.
Ma per quanto riguarda la denuncia sociale trovo molto più incisiva e moderna quella di S. accusato addirittura di essere un comunista per la presa di posizione contro gli sfruttatori ( banche, grandi proprietari) mentre in Verga manca un' adesione ed accettazione di un'ideologia sociale per cui le sorti dei miseri ce le presenta come eterne e chi cerca di ribellarsi, staccarsi dal proprio ambiente è perduto.Queste pisizioni fanno del V. politicamente un conservatore e reazionario.Inoltre V. è molto pessimista, ritiene che la realtà data sia immodificabile mentre S. si sforza di denunciare quella rete di protezione sociale della sua epoca molto evanescente ma che vorrebbe veder migliorata, cambiata.
L' inizio di Furore inizia con la descrizione delle conseguenze di un forte vento polveroso e quel diluvio alla fine può avere un significato quasi di speranza?
Mi ricorda il terzultimo capitolo de I Promessi Sposi, quando su Milano, oppressa dall' afa e distrutta dalla peste , si abbatte un acquazzone che toglie il contagio, e al languore e alla spossatezza della disperazione si sostituisce un senso di purificazione e rinnovamento e una gioiosa speranza.

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18/06/2018 23:39 #57 da Blue
Risposta da Blue al topic Giugno 2018 - Furore
Anche se in ritardo ho iniziato la lettura. Quello che più mi ha colpito di Steinbeck, oltre alle affascinati descrizioni, è l'assoluto realismo della narrazione. L'autore descrive in maniera diretta le condizioni di vita degli agricoltori amercani durante la grande Grande Depressione e di come sono costretti a svendere la propria vita per poter intraprendere un vero e proprio viaggio della speranza.
@Vanna mi è piaciuto molto il parallelo con Verga. Premetto che ho sempre mal tollerato il pessimismo e l'impotenza del realismo verghiano per cui sono molto curiosa di scoprire la vena di speranza presente in Steinbeck.
Anche se in "Uomini e topi" per esempio io non la ravviso.
Bellissimo il riferimento alle Sette opere di Misericordia di Caravaggio, ma per coglierlo a pieno devo finire la lettura ;)

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19/06/2018 11:01 #58 da Yashodara
Risposta da Yashodara al topic Giugno 2018 - Furore

vanna ha scritto: Nella catastrofe ( basta pensare agli effetti di un grave terremoto) se non ci fosse pietà, compassione , aiuto sarebbe difficile potersi risollevare, andare avanti e progredire.
Steinbeck ricorda Verga, ambedue sono realisti, raccontano le condizioni della classe più povera senza commenti, fanno parlare i fatti e non intervengono soggettivamente con giudizi morali nella narrazione, sono impersonali.
Ma per quanto riguarda la denuncia sociale trovo molto più incisiva e moderna quella di S. accusato addirittura di essere un comunista per la presa di posizione contro gli sfruttatori ( banche, grandi proprietari) mentre in Verga manca un' adesione ed accettazione di un'ideologia sociale per cui le sorti dei miseri ce le presenta come eterne e chi cerca di ribellarsi, staccarsi dal proprio ambiente è perduto.Queste pisizioni fanno del V. politicamente un conservatore e reazionario.Inoltre V. è molto pessimista, ritiene che la realtà data sia immodificabile mentre S. si sforza di denunciare quella rete di protezione sociale della sua epoca molto evanescente ma che vorrebbe veder migliorata, cambiata.
L' inizio di Furore inizia con la descrizione delle conseguenze di un forte vento polveroso e quel diluvio alla fine può avere un significato quasi di speranza?
Mi ricorda il terzultimo capitolo de I Promessi Sposi, quando su Milano, oppressa dall' afa e distrutta dalla peste , si abbatte un acquazzone che toglie il contagio, e al languore e alla spossatezza della disperazione si sostituisce un senso di purificazione e rinnovamento e una gioiosa speranza.

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Vanna scusa ma secondo me ti lanci un po‘ in voli pindarici... intanto è una questione di opinioni, non c‘è giusto e sbagliato. IO trovo il finale deludente, TU no. Per altro se proprio dobbiamo entrare nel discorso, comparare come fai, senza prendere in considerazione il periodo storico in cui sono vissuti e il loro background, Verga e Steinbeck è fuori luogo e riduttivo. Dargli poi un giudizio politico!

SPOILER

Vedere un segno di speranza nella fine di Furore è senz‘altro lecito, ma per me personalmente è impossibile perchè la lettura del capitolo precedente già ci dice come sarebbe andata a finire: male, molto male.

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19/06/2018 15:22 #59 da vanna
Risposta da vanna al topic Giugno 2018 - Furore
Yashodara sono d' accordo con te, io esprimo le mie considerazioni ma senza la pretesa di farle cambiare ad altri ognuno si deve sentire libero di palesare giudizi diversi o negativi, talvolta ci si arricchisce o si può cambiare opinione e pure divertirsi quando ti viene distrutta una tua certezza.
Ho fatto quei confronti fra Verga e S.quasi d' istinto, del primo conosco praticamente quasi tutte le opere e varie lettere che scriveva alla famiglia nei soggiorni fiorentini e milanesi e questo gentiluomo del sud anche se vissuto in un contesto diverso da quello americano, da un punto di vista sociale non é certo un rivoluzionario , appoggiò la repressione nel ' 98 guidata da Bava Beccaris contro una dimostrazine popolare per l' aumento del pane e la folla fu presa a cannonate ed i morti furono un centinaio ma forse di più.
Inoltre potrei dire altro ma non voglio fare la maestrina e gettare qualche ombra su uno scrittore che ti piace tanto ma per alcuni aspetti anch'io apprezzo.
Di Furore inoltre ho discusso tempo addietro in un salotto letterario con miei coetanei dove erano emersi apprezzamenti profondi per l' opera e l' autore nonché quelli che ironicamente chiami voli pindarici!

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20/06/2018 23:56 - 21/06/2018 00:23 #60 da remembrandt
Risposta da remembrandt al topic Giugno 2018 - Furore
Ciao a tutti!
Ho da poco passato la boa della meta del libro, circa pagina trecento quindi, e il mio piacere è più o meno costante. Gran bella lettura.
Per ora, tra i capitoli dedicati specificatamente alla famiglia protagonista e sue passeggere compagnie ed incontri, il voto pieno e maggiore lo assegno al capitolo due. Ne sono passati tanti altri, a loro modo molto belli ed unici, soprattutto in quanto a descrizione di ambienti e interazioni sociali, ma il secondo mi ha scavato dentro qualcosa. Quel qualcosa che nella lettura ti costringe a fermarti, abbassare e socchiudere il libro tenendo il segno con un dito, e dire caaaazzo. Eccola. Stavo resistendo.. ma l'ho detta e.. ti pareva che alla fine non la mettevo pure qua... Sempre sicuramente una parolaccia, ma una di quelle in qualche modo "buone". Non sono tra coloro che le "vetano", in qualche modo vietano o evitano. Ne tra coloro che le dicono come respirano... Ma in un contesto non aggressivo ci possono stare eccome. Del tipo se ti casca un martello su un piede. O se un libro con un solo capitolo o passaggio ti scava e lascia dentro certe immagini e dialoghi con certe perfette irripetibili combinazioni di parole. Insomma si, come il capitolo due. Da che... Un grosso camion rosso era fermo davanti alla piccola bettola sullo stradone, fino a... Colpì lo sportello con il palmo della mano e Grazie del passaggio, disse. E ovviamente le successive ultimissime righe e punto definitivo del capitolo. E' praticamente l'inizio e ormai lo avrete letto tutti. Io mi ci sono ammetto piacevolmente fissato. Dajeee...
Tra il camion in strada e come ci si muove intorno Tom, l'interno della bettola con il dialogo tra il camionista e la barista, ed infine il duetto tra il camionista ed il breve passaggio che questi da ad uno dei nostri protagonisti, io ci ho trovato un vero e proprio microcosmo. Un piccolo universo. Come un piccolo racconto quasi pubblicabile individualmente. In generale invece, tra le descrizioni più belle, più intime e finemente psicologiche.. ci metterei tutti quei piccolissimi dettagli umani, senza esclusione per gli ottimi dialoghi, che vivono però anche solo attraverso i "semplici" movimenti dei corpi. Il loro adattarsi in piccoli e piccolissimi spazi, il sedersi su di un predellino o magari nell'acqua di un ruscello, o seduti su di una semplice sedia. O su una poltrona dondolante di una veranda e seduti in terra, come nel caso della discussione che avviene tra un proprietario terriero e il Tom della famiglia migrante del libro. Un proprietario terriero appunto comodamente seduto su una poltrona in veranda che fa comunque pagare a una moltitudine di migranti anche il semplice sedersi in terra perfino ai suoi piedi e comunque fuori di casa. Piccoli dettagli ma tanta psicologia dicevo, come infatti in quest'ultimo esempio. Quando l'insicurezza nell'agire del proprietario sta tutta nei suoi movimenti dondolanti sulla sua sedia. Quando smette di dondolarsi temendo per cosa può succedere... O quando la quantità e il sentire delle persone migranti presenti sulla scena è resa dal loro semplice voltare la testa tra il proprietario di poco prima ed il nostro Tom durante il diverbio tra i due. Simbolicamente poi trovo bellissimi i passaggi in cui Morte e Vita letteralmente si sfiorano e coesistono. Quando il personaggio in cinta sussurra confortandolo il personaggio morente e anche da poco vedovo del suo più prossimo caro. O ancora, quando un atto sessuale tra la coppia partorente vive praticamente ad un passo dalla morte di un altro membro della famiglia. Tutto reso molto realistico e appunto.. molto simbolico.
E la madre poi... Questa bellissima presenza. Collante ed occhio universale.
Come sovrintende la salatura del maiale per capire se potersi fidare e lasciarla fare ad altri per spartirsi meglio i compiti tra tutti prima della partenza. O come ha deciso di reggere e tenere solo per se una morte nel gruppo nell'ultimo tratto prima dell'arrivo. Personalmente, se possibile, sono per la condivisione di certi "momenti".. ma questo è "solo" un momento di un libro, ed è scritto benissimo. Come anche il fatto che, sempre la madre.. sapeva che dopo quella notte di Morte avrebbe retto solo se non fosse stata toccata, consolata. Di nuovo.. non lo condivido, ma quante volte sarà comunque capitato, anche nella realtà, di aver dovuto reggere, più o meno da soli, a certi "momenti", eventi. E non a caso, per quanto mi manchi l'altra meta dell'oceano prima della prossima riva alla fine del libro, mi è tornata alla mente un immagine. Per chi volesse.. è su un edizione Mondadori di un quindici fa del libro Un amore di Dino Buzzati. Non centra niente il libro di Buzzati, ne tutt'ora l'ho letto. Ma l'immagine della copertina mi è comunque rimasta da allora. Si tratta di un profilo formosamente femminile raffigurato stilizzato in un campo. Ci sono poi due figure umane appena visibili in superficie, e nella versione completa del disegno anche un cielo in tempesta...
Chissà. Fino ad ora, in questi giorni cercavo o pensavo di vederci rappresentata la madre di cui sopra.
O più affettivamente, dai.. la nostra Ma'. Così onnipresente...
Ma più leggevo e già adesso, mi sa che cambio idea. E più che la figura, invece mobile e positiva, della madre vera, di Ma'.. questa figura umana disperata e drammatica, cosi terrigna e terrestre, con l'aggiunta di quelle due figure umane appena accennate e presto "fuori" dal quadro..
secondo me raffigura meglio una sorta di madre terra. E nello specifico, quella situazione di vita e rapporto costruttivo e vitale con il quotidiano con cui queste centinaia di migliaia di contadini o mezzadri sono nati e che hanno perso. E che a quanto leggo sul forum e fin dove ho letto nel libro, a quanto pare non tornerà più. Neanche dall'altra parte dell'America.
Ultima Modifica 21/06/2018 00:23 da remembrandt.

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Avatar di Fede95 Fede95 - 18/07/2019 - 07:27

! *

Avatar di Fede95 Fede95 - 18/07/2019 - 07:27

Ciao a tutti! Benvenuti e buona lettura ?

Avatar di paolagianella paolagianella - 17/07/2019 - 10:54

... Gruppo di Roma...

Avatar di paolagianella paolagianella - 17/07/2019 - 10:47

Buongiorno a tutti! Ci si incontra ad agosto? Qual è la lettura? Grazie. Paola

Avatar di Fede95 Fede95 - 09/07/2019 - 10:35

Ottimo :D

Avatar di davpal3 davpal3 - 02/07/2019 - 13:07

Il libro è "La vita è altrove" di Milan Kundera. L'incontro è previsto per il 13 luglio alle 16, presso Castel Sant'Angelo. Credo che verrà inserito nel calendario eventi presto.

Avatar di manulas82 manulas82 - 02/07/2019 - 09:31

Buongiorno a tutti, quale sarà il libro da leggere per l'incontro di luglio,del gruppo di lettura di Roma? Grazie :)

Avatar di manulas82 manulas82 - 29/06/2019 - 17:49

@aleinviaggio grazie ?

Avatar di aleinviaggio aleinviaggio - 28/06/2019 - 11:49

ciao! sabato 13 luglio alle 16:00 al parco di castel sant'angelo :) a breve sarà pubblicato anche qui sul sito

Avatar di manulas82 manulas82 - 27/06/2019 - 08:58

Buongiorno, per l'incontro di luglio del gruppo di lettura di Roma c'e' qualche notizia ?? Grazie ?

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