Le parole di Tom non vogliono dire che li sarà lì, non con il suo corpo, ma con lo spirito con la sua ideologia, con ciò che gli è rimasto dentro dai discorsi dell'amico predicatore. E' un passaggio di testimone, un passaggio di una bandiera ideologica che Steinbeck fa sventolare idealmente sopra il capo dei poveri reietti e Tom sa bene che anche lui farà la fine del suo amico predicatore. Le sue parole indicano la volontà di non arrendersi, di combattere per un futuro senza la fame. Nella lotta si creano degli eroi, dei leader da seguire anche solo nel loro ricordo, non necessariamente Tom sarà lì per dar da mangiare a chi è affamato, ma sarà lì il suo ricordo, le cose che avrà detto e al suo posto ci sarà un altro Tom con un altro nome che prenderà quella bandiera, quel testimone, perché il Furore è inarrestabile, la marcia di chi muore di fame è inarrestabile, la forza di chi non ha nulla rispetto a chi a tutto ed è mollemente adagiato sui suoi soldi, è inarrestabile. Così è sempre successo, la lotta dell'uomo contro l'uomo, con mezzi sempre più raffinati (quelli che tutto hanno e non mollano niente) con mezzi sempre più miserandi ma di massa (quelli che non hanno nulla).
E siccome, prima, come diceva Marx, parlando delle masse che avevano solo da perdere le loro catene e avrebbero perciò fatta la rivoluzione, le masse le catene le avevano perse dopo la fine della schiavitù, non per questo hanno avuto meno fame. Ora le masse hanno da perdere solo la loro vita, non hanno altro, ma i ricchi hanno accumulato moltissimo e hanno molto da perdere e non vogliono assolutamente perdere, hanno soldi per pagare eserciti armati per difenderli, hanno soldi per avere giornali, hanno giovani disposti ad entrare in politica per difenderli.
Poi ci siamo noi, i lettori, quelli che stanno alla finestra di una democrazia sempre più finta, bugiarda, imbrogliona.
Il furore continua con gli sbarchi, un'ondata difficilmente arrestabile. Anche qui i sono i vari Tom, pochi, pochissimi, gli altri sono degli imbroglioni come in California allora.
"ESSERE! ESSERE E' NIENTE. ESSERE E' FARSI".
(Da "Come tu mi vuoi" di Pirandello)