Mi scuso per il biblico ritardo nell'esprimere le mie emozioni in merito a quest'opera.
Concordo con tutti voi, unendomi al coro di chi ritiene questo romanzo una vera perla rara, un capolavoro di estrema modernità.
Lo stile tagliente ed elegante di Mauriac omaggia la figura di Thérèse, protagonista inafferrabile di un dramma interiore che tanta inquietudine incute in coloro che la circondano e che inspiegabilmente, per noi, non ne ricercano le radici recondite per non sporgersi forse sulla profondità degli abissi insondabili dell'animo afflitto dal travaglio interiore.
Impareggiabile la capacità di Mauriac che in poche pennellate, con rara maestria dipinge un ritratto introspettivo, psicologico ed esistenziale della protagonista che dà i brividi.
Le sensazioni più recondite, l'indifferenza e l'odio, la ricerca di un sé perduto nei meandri di regole interiorizzate in secoli di negazione del proprio io e sacrificato sull'altare delle convenzioni socialmente ed eticamente accettate, le risonanze di un erotismo passivamente subito, delineano un quadro lacerante, purtroppo talvolta drammaticamente attuale...
La parabola di Thérèse mi ha inquietato, mi ha emozionato, mi ha imperiosamente indotta a riflettere sull'imprescindibilitá del riconoscimento e dell'affermazione della propria autenticità per non erodere il proprio io...
Tra i tanti meravigliosi passaggi struggenti e di ineffabile valore artistico, per me questo è uno di quelli particolarmente intensi e suggestivi
"Che importa amare questo o quel paese, i pini o gli aceri, l’oceano o la pianura? Degli esseri viventi la interessavano solo quelli di carne e sangue. “Quello che amo non è la città con le sue pietre, né le conferenze, né i musei, ma è la foresta viva che vi si agita, attraversata da qualsiasi tempesta. Il lamento dei pini di Argelouse, la notte, era emozionante solo perché si sarebbe detto umano."
Sono anch'io molto grata a Vincenzo per aver proposto questo romanzo che, stimolando cuore e mente, realizza uno splendido connubio artistico tra stile, prosa e contenuto, che non può lasciare indifferenti...
"Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall'alto, non avere macigni sul cuore"
Italo Calvino