Il mio libro numero 2 è "il piccolo principe", immagino che la maggior parte di voi l'abbia letto, per me rappresenta una lettura recente. Dicono sia il libro per l'infanzia per eccellenza ed è per questo che ho voluto leggerlo in età adulta: per riconnettermi al mondo dei bambini, quello fatto di immaginazione, di sogni, di purezza e semplicità, mondo con cui mi sto rapportando negli ultimi due anni grazie alla mia nipotina
A pag 90 ci sono solo due frasi e un'illustrazione, quindi riprendo il dialogo dalla pagina precedente, in cui il piccolo principe si trova in un giardino di rose:
Il piccolo principe le guardò. Assomigliavano tutte al suo fiore. "chi siete?" domandò loro stupefatto il piccolo principe. "siamo delle rose", dissero le rose. "ah!" fece il piccolo principe. E si sentì molto infelice. Il suo fiore gli aveva raccontato che era il solo della sua specie in tutto l'universo. Ed ecco che ce n'erano cinquemila, tutte simili, in un solo giardino. "sarebbe molto contrariato", si disse, "se vedesse questo.. Farebbe del gran tossire e fingerebbe di morire per sfuggire al ridicolo. Ed io dovrei far mostra di curarlo, perché se no, per umiliarmi, si lascerebbe veramente morire.." e si disse ancora: "mi credevo ricco di un fiore unico al mondo, e non possiedo che una qualsiasi rosa. Lei e i miei tre vulcani che mi arrivano alle ginocchia, e di cui l'uno, forse, è spento per sempre, non fanno di me un principe molto importante.." e, seduto nell'erba, piangeva.
Mi ha colpito il suo aver detto che le rose sono "simili", infatti all'apparenza possono sembrare uguali ma non lo sono, quindi, difatto, il piccolo principe possiede davvero un fiore unico al mondo, perché non ce ne sarà mai uno identico al suo, anche se così non sembra. Lo capirà più avanti, però, grazie ad una volpe che gli dirà: "è il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha fatto la tua rosa così importante".