Qualche giorno fa , parlando di
Anna Karenina, qualcuno ha proposto una distinzione tra capisaldi della letteratura mondiale e capolavori senza tempo. Personalmente, nel caso de
Il conte di Montecristo (e non solo), mi troverei in forte difficoltà nell’assegnare il romanzo all’una o all’altra delle suddette categorie.
Due mesi e mezzo per leggere 1300 pagine, riga più, riga meno (dipende dall’edizione: la Garzanti, a mio avviso, è davvero ottima): “uno dei romanzi più appassionanti che mai siano stati scritti”, lo definisce Eco. Ma anche “uno dei romanzi più mal scritti di tutti i tempi e di tutte le letterature”, riconosce sempre Eco (insieme a molti altri): il che forse non pregiudicherà la scorrevolezza della lettura, ma probabilmente neppure risparmierà qualche sbadiglio al lettore (in particolare, nella digressione “romana”). Così, anche giudicare se questo sia a tutti gli effetti romanzo “coinvolgente da capo a coda” potrebbe diventare questione complessa.
Tornando a me, devo dire che non avevo mai letto Dumas padre (o almeno, non ricordo) e la scoperta, tutto sommato, s’è rivelata piacevole. Non condivido tuttavia fino in fondo l’entusiasmo che suscita nei tanti appassionati dei romanzi d’avventura, ch’io invece non amo. Ma in ogni caso qui c’è anche dell’altro, perché il
feuilleton non si risolve esclusivamente in una lunga sequela di colpi di scena.
Ciò non toglie che
Il conte di Montecristo sia, per sua natura, opera anzitutto d’intrattenimento. Ma basta questo a relegarla in secondo piano rispetto ad altri capolavori conclamati e riconosciuti e magari più densi di significato?
Non ne sarei così convinto, perché la capacità d’intrattenere d’un romanziere non andrebbe sottovalutata: e il successo persistente di questo romanzo mi pare la miglior dimostrazione che effettivamente trattasi di capolavoro senza tempo. Il gusto personale può tuttavia seguire altre vie, sicché, per dare un’idea di quanto abbia gradito io la lettura, porrei
Il conte di Montecristo sullo stesso piano di
Anna Karenina : sì, bello … però preferisco
La signora delle camelie 
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