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Il Libro del Mese di Settembre 2017, "Io, robot", torna a farci riflettere su una delle più grandi rivoluzioni dell'epoca contemporanea: l'invenzione dei computer, o più in generale di macchine che col passare degli anni si caricano di possibilità incredibili e ci stupiscono per le loro potenzialità sempre nuove. A questa estate risale un esperimento in materia diventato subito cronaca, interessante negli obiettivi quanto fallimentare nei risultati, almeno per adesso.

Nel mese di luglio la celeberrima azienda Facebook, uno dei social network più utilizzati al mondo, ha realizzato un esperimento utilizzando due computer, concepiti come due entità pensanti e pertanto autonome, le cosiddette Intelligenze Artificiali (IA). L'esperimento era molto semplice: i due computer, ai quali erano stati assegnati i nomi Alice e Bob, dovevano dialogare tra loro in una stanza chiusa, uno di fronte all'altro, senza l'intervento dell'uomo, utilizzando algoritmi predisposti per risolvere questioni che venivano via via poste dal conduttore dell'esperimento. Le macchine, dopo aver cominciato a scambiarsi frasi in inglese, hanno scelto un linguaggio diverso, modificando le strutture sintattiche e grammaticali per dialogare in modo sempre più semplificato, libero dalle ambiguità a cui ogni lingua è soggetta.

L'esperimento è stato presto interrotto e la notizia ha generato una grande quantità di commenti sui social, con la diffusione virale dell'idea che i conduttori dell'esperimento avevano bloccato tutto per la paura di cosa Alice e Bob avrebbero potuto fare se lasciati liberi di operare all'infinito, come se modificando la lingua di dialogo stessero volontariamente cercando di realizzare un linguaggio gergale comprensibile a loro soltanto. Una sorta di rivolta delle macchine, come vediamo in molti film e tantissimi videogiochi. In effetti l'uomo non è nuovo a questo tipo di suggestioni e la fortuna di scrittori come Asimov risiede proprio in questo incessante desiderio; la gente ha bisogno di realizzare qualcosa che possa avere una vita propria, assecondando l'innato desiderio di essere degli déi creatori.

L'esperimento condotto da Facebook è stato dunque infruttuoso, ma bisogna ammettere che le grandi scoperte nel campo dell'informatica e della tecnologia nascono proprio da tentativi, soprattutto in campo militare e medico. Basti pensare a due esempi: il drone che oggi può eesere tranquillamente acquistato per usi civili e ricreativi è nato come apparato bellico, realizzato per penetrare tra le linee nemiche senza la necessità di inviare neanche un soldato; la sonda endoscopica è nata dal tentativo di sperimentare un tipo di medicina meno invasiva e più diretta.

Quindi chissà se l'esperimento di Alice e Bob avrebbe portato a qualcosa di più di quello che sembra oggi solo un semplice gioco. C'è da precisare, tuttavia, che le fantasiose teorie circolate sui social sono state riportate alla più cruda realtà di un errore umano: i conduttori dell'esperimento avevano semplicemente omesso di impostare l'inglese come linguaggio obbligatorio di dialogo, relegando la scelta della lingua come opzionale e dando quindi adito alla possibilità di creare un nuovo gergo, incomprensibile all'uomo.

(articolo a cura di Francesco Isidoro Gioia)

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