La Rubrica Letteraria analizza alcuni fenomeni legati al mondo l'informazione e a coloro che possono essere definiti diversamente liberi. Lo fa prendendo in considerazione tre libri: "Fahrenheit 451" di Ray Bradbury, "Disonora il padre" di Enzo Biagi e "Cielo di stelle" di Paolo Faggiano. Tre letture davvero interessanti, suggerite per approfondire proprio il tema dell'informazione, con un occhio rivolto in particolare al nostro paese.

Il 5 giugno 2012 si è spento Ray Bradbury, autore tra l'altro di Fahrenheit 451. Il romanzo è ambientato in un futuro immaginario, nel quale è vietato leggere libri, reato combattuto attraverso una vera e propria task force di "vigili del fuoco", pronti a bruciare qualsiasi volume clandestinamente tenuto dalle persone. Il solo mezzo di comunicazione ammesso è la televisione, attraverso cui il governo riesce ad irreggimentare i cittadini. La ribellione dell'ex vigile del fuoco Montag assume, allora, la forma di un lento risveglio, di una lenta e dolorosa conquista della propria libertà. Il libro è pubblicato nei primi anni '50, quando gli Stati Uniti attraversano il cd. maccartismo, e vivono, in nome della lotta al comunismo, una nuova caccia alle streghe. Tuttavia, Fahrenheit 451 è divenuto, nel tempo, il manifesto di quanti lottano contro ogni forma di censura e di restrizione della cultura e contro ogni tentativo di manipolazione dei mezzi di comunicazione di massa. Questo libro offre, infatti, importanti spunti di riflessione, sia in relazione ai regimi totalitari degli anni '20 e '30 del secolo scorso, durante i quali erano bruciati i testi invisi al regime, sia in relazione al ruolo che hanno assunto i mezzi di comunicazione di massa nelle moderne democrazie occidentali. Prima di tutto ciò, però, Fahrenheit 451 rimane una dichiarazione d'amore nei confronti dei libri. In un futuro ultratecnologico, infatti, il vuoto che lascia la mancanza di volumi rilegati è incolmabile e tutto ci appare di un grigiore insopportabile.

Ray Bradbury, Fahrenheit 451, Oscar classici moderni, Mondadori, 210 pagine, Euro 6,75

In Italia, quello dell'informazione è un problema reale. I rapporti che annualmente sono pubblicati da Freedom House, organizzazione indipendente statunitense, e da Reporters sans frontières ci avvicinano, pericolosamente, a paesi nei quali la cultura e la tradizione democratica sono più recenti e meno radicate, e in alcuni casi del tutto assenti. Particolarmente interessante è la valutazione portata avanti, in relazione alla libertà di stampa, da Freedom House, in quanto utilizza, tra i vari criteri di valutazione, anche l'esistenza di influenze politiche e di pressioni da parte degli ambienti economici. A tal proposito, il dato lampante del nostro sistema è che la maggior parte dei mezzi di comunicazione è in mano a privati, nello specifico in mano a grandi gruppi economici e finanziari. Si crea, dunque, una serie infinita di piccoli o grandi conflitti di interesse, nei quali il nostro paese rimane impantanato. Dunque, la mancanza di trasparenza, i tagli alla piccola editoria, i tentativi di censura della rete, la prolungata lottizzazione politica della RAI per opera dei partiti politici sono problemi cronici del nostro paese, aggravati negli ultimi anni dall'enorme conflitto di interessi dell'ex Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi. In realtà non è sufficiente che in un paese vi siano istituzioni democratiche, ma è necessario operare costantemente perché queste non siano svuotate di valore, e la democrazia di cui sono espressione sia effettiva, sostanziale.

Enzo Biagi, Disonora il padre, Scrittori contemporanei, Bur, 182 pagine, Euro 7,23

Negli ultimi giorni del 2011, il presidente dell'Ordine dei giornalisti Enzo Iacopino ha annunciato l'entrata in vigore, a partire dal primo gennaio 2012, della cd. Carta di Firenze. Si tratta di una sorta di statuto deontologico che si propone di tutelare la dignità professionale di tutti i giornalisti, e in particolare di quelli precari (freelance), i quali sono sempre più numerosi e le loro condizioni di lavoro sono diventate ormai insostenibili. La Carta sancisce le pari dignità tra colleghi e il diritto a non essere discriminati o sfruttati. Inoltre, di grande importanza è la possibilità di aprire procedimenti disciplinari in caso di violazione della Carta stessa. Un anno fa, il 21 giugno 2011, moriva suicida Pierpaolo Faggiano, giornalista precario che in un momento di sconforto non ha più trovato la forza di resistere a questa grave situazione di incertezza. Il suo gesto ci annichilisce, e soprattutto ci fa capire quanta strada ancora bisogna percorrere per il pieno riconoscimento del lavoro di queste migliaia di persone, che hanno esperienze di lavoro importanti e che spesso costituiscono la struttura portante di molte testate giornalistiche.

Pierpaolo Faggiano, Cielo di stelle. Parole e musica di Mario Schiano., Manifestolibri, 135 pagine, Euro 15,30

 

(articolo a cura di Emiliano Marzinotto)


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