La nostra vela riprende il largo e ancora una volta rimaniamo stupiti dall'ecletticità del nostro lettore - scrittore. In questa puntata siamo alla volta della storia di un santo; della riscoperta di un genere un po' perduto: il western; della raffinatissima arte dell'architettura; della storia di una ragazza che, desiderosa di vendetta, si ritrova a fare a pugni nient'altro che con l'ombra del passato; della prima opera di un bravissimo scrittore e del libro consigliato da Baricco da leggere sotto l'ombrellone...

Il primo libro di quest'episodio parla di una figura ormai storica della Chiesa: Padre Pio. Il libro di Sergio Luzzato "Padre Pio. Miracoli e Politica nell’Italia del Novecento" (Einaudi) ci contestualizza la figura del Santo in un'Italia travagliata dalla seconda guerra mondiale, dalla guerra fredda e dalla crisi della Chiesa risanata solo con il Concilio Vaticano Secondo. La domanda che domina tutta l'opera e che regge il filo del discorso è: perché di quella che apparentemente sembra un'anomalia (Padre Pio e i suoi miracoli) invece di dimenticarsene, l'Italia ne fa parte della sua stessa storia?? Punto di vista estremamente originale e molto accattivante per quel lettore che non vuole trovarsi a leggere una semplice biografia. In questo modo si cerca di inquadrare il santo anche in una nuova ottica, infatti, ahimè, oggigiorno si sta cadendo un po' nel fanatismo nei suoi confronti... a riprova di questa mia convinzione, poco tempo fa ho sentito un carissimo prete dire durante un'omelia: "Se si dovesse stilare una lista dei santi più famosi e amati, beh il primo sarebbe indubbiamente Padre Pio, per il quale si sta instaurando una vera idolatria...". Opinioni personali a parte, l'articolo ci permette infine di aggiungere un altro pezzetto al nostro puzzle, si scopre qualche cosa di più sul Maestro Baricco: anche lui ha avuto un'educazione cristiana ma, come dice lui stesso, "molto nordica e conciliare". La seconda opera, o meglio, il genere della seconda opera ci lascia un po' di stucco. Un western. Dunque, penso che il 90% se non il 99% delle persone se dico western pensa a un film, ai capolavori di Sergio Leone o ai film con Jhon Wayne o l'attore-regista Clint Eastwood, ma in questo caso ci si sta riferendo a un libro. Una volta iniziato l'articolo mi sono subito chiesta: ma io quanti libri Western ho letto? Bene, possibile che non me ne venga in mente neanche uno? Mi piacerebbe sapere, invece, se i lettori del club sono amanti di questo genere e se hanno titoli diversi da "Tutti i racconti western" di  Elmore Leonard (Einaudi) da consigliarmi. Anche in questo caso, come  nell'articolo precedente, ci vengono forniti dei nuovi tasselli da Baricco e questa volta sono ben due. Il primo ci dice che anche lui applica i diritti del lettore stilati da Daniel Pennac e ogni tanto fa valere il 3°: il diritto di non finire un libro. Infatti ci dice che questo è l'unico libro di Leonard che sia riuscito a leggere fino all'ultima pagina, gli altri ha dovuto lasciarli a metà: per questo non ci sa dire se l'autore sia bravo o meno nei finali. Il secondo è una sua convinzione personale a mio giudizio bellissima: "Ogni tanto immagino la vita culturale degli uomini come una sorta di tenace crosta terrestre, e i grandi autori come cariche di dinamite che riescono a creparla e a far uscire fuori fiumi sotterranei". Con il terzo libro veniamo scaraventati nel mondo dell'architettura e in modo particolare in quella classica, la cui opera per antonomasia è e sempre resterà il Partenone. Nel suo libro la Beard (Il partenone, edito da Laterza) ci presenta il simbolo dell'Acropoli ateniese sotto una nuova ottica: non è più solo la mastodontica opera di Fidia, l'autrice, infatti, ci svela tutti i segreti sulla sua storia, segreti che anche conoscitori del mondo greco ignorano. Particolare è anche la prospettiva che viene usata,  la struttura architettonica viene analizzata chiedendosi non perché sia bella ma perché ancora oggi, a distanza di secoli rappresenti pur sempre un Totem. Baricco ci ricorda tra l'altro che una tale ottica potrebbe essere usata anche in ambito letterario: come mai Madame Bovary è meglio di tante altre opere contemporanee? Cosa la rende speciale tanto da essere un (passatemi il termine) cult anche in epoca moderna? Forse la risposta a queste domande si può ritrovare nell'essenza dell'arte stessa. Questa infatti oltre ad avere un valore edonistico ha in alcuni casi un vero e proprio dovere: quello di trasmettere emozioni, sensazioni, ma soprattutto la storia di una civiltà. Certo, come dice Baricco, una cosa ci dispiace: non avremo modo mai di vedere il Partenone per come era stato concepito all'epoca... per noi oggi è un edificio semplice e scarno, ma avremmo avuto le stesse sensazioni se l'avessimo visto appena costruito? La Beard con la sua ricostruzione riesce pertanto a darci un assaggio di ciò che era e di ciò che non sarà più. Infine : amanti delle descrizioni alzatevi e correte in libreria c'è un libro che fa a caso vostro!!!! Sto parlando di "La ragazza che fa a pugni con l'ombra" di Inka Parei (Instar Libri). Per chi ha ancora in mente le intense pagine de "Il nome della rosa" dedicate alla descrizione della porta che mette alla prova anche i più bravi lettori, bene, si prepari, la Parei non fa neanche un baffo a Eco. Lo stesso Baricco dichiara che per quanto gli piaccia molto leggerla lui (il maestro di scrittura) non scriverebbe mai così. Beh, "A ciascuno il suo" diceva Sciascia. Descrizioni a parte (sappiate che chi vi scrive le adora particolarmente!!!), la trama è molto invitante tant'è che potrebbe meritarsi un posticino nei Libri del Mese. Berlino dopo il muro, una ragazza di nome Hell, in seguito alla scomparsa dell'amica e vicina di casa, decide di mettersi sulle sue tracce. Nel suo viaggio fa conoscenza con un giovane che a sua volta sta cercando il padre ed è a conoscenza di fatti del passato dell'amica di Hell. Baricco, come in precedenza, ci prepara a ciò che verrà, butta un amo. L'interrogativo è il seguente: dato che tutti ormai scrivono, capaci e non, come mai autori del calibro della Parei si allontanano del tutto dal mondo della scrittura? Bene, la scrittura non basta, è un'arte e bisogna metterla da parte... Ma in un certo senso anche condividerla. Questa è la risposta di Dave Eggers, che una volta scritto un capolavoro come "L'opera struggente di un formidabile genio" (Mondadori), libro dal carattere fortemente autobiografico, decide di dar vita a una "Scuola di creative writing" per bambini nella convinzione che saper padroneggiare bene la lingua possa essere un’arma micidiale nei confronti di coloro che, nella vita, spesso e volentieri, cercano di metterti il bastone tra le ruote. Distrutti dalla morte a distanza di pochi giorni di entrambi i genitori, Dave e il fratellino, di cui deve imparare a prendersi cura, vendono la casa e abbandonano Chicago alla volta della "mitica" California. Un posto dove poter ricominciare, dove poter mettere nuove radici e dove poter crescere in piena libertà. Prima opera dell'autore, che manifesta indubbiamente la sua bravura nel manipolare la lingua e le parole, ma anche la volontà di fare bella figura. Eggers, infatti, arriva a curare anche il colophon... Nel salutarci per la pausa estiva per quanto riguarda l'appuntamento con Baricco, ci lasciamo con quello che Baricco consiglia come valido libro da leggere sotto l'ombrellone: "Breve storia della vita privata" Bill Bryson (Guanda editore). Opera per "lettori forti" che sotto l'ombrellone non vogliono né fare i saccentoni con  qualche classico come Tucidide, ma che allo stesso tempo non vogliono ricadere "nel comportamento della massa che si finge lettrice" cioè darsi alla lettura dell'ultimo libro vincitore del premio Strega. Bryson durante un viaggio nel Norfolk si ritrova in una ex-canonica vittoriana e questo diviene il pretesto per chiedersi: come vivevano gli uomini dell''800 senza tutta la strumentazione che abbiamo oggi?? Vi siete mai chiesti come facevano senza frigorifero? E voi, cari lettori del club, che libri metterete in valigia, da gustarvi sulla spiaggia mentre il sole scotta sulla pelle o all'ombra di una buona vecchia quercia in montagna? Con quest'opera vi saluto, ma non disperate, il nostro appuntamento con Baricco torna a settembre!!! Buone vacanze!

(articolo a cura di Carla Gottardi)

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