Associazione Italiana EditoriSecondo l'ultimo rapporto sullo stato dell'editoria in Italia dell'Associazione Italiana Editori, il 2012 è stato l'annus horribis. Si vendono meno libri e per lo più su internet, si traducono in lingua italiana meno opere straniere, le case editrici attive nel mercato sono sempre meno e con tirature sempre più basse, le librerie indipendenti non ce la fanno più. Certo, ci mancava solamente che agli editori si sostituisse la televisione: Masterpiece è iniziato, gli haters si sono scatenati ed una volta di più si ha la conferma di quanto i talent show siano lontani dalla realtà delle cose.

Lo ribadisce il nuovo rapporto sullo stato dell'editoria in Italia, relativo all'anno 2012 ed ai primi mesi del 2013, presentato dalla AIE (Associazione Italiana Editori) alla Buchmesse di Francoforte lo scorso mese: l'editoria è in crisi. Librerie storiche chiudono i battenti perché le vendite on-line e gli e-book ormai anche in Italia la fanno da padrone (+45% di lettori digitali); crollano le vendite dell'8,4% ed in calo è pure il segmento forte dei libri per l'infanzia (-6%); la produzione libraria è stabile (61.000 titoli) ma scendono del 20% le tirature, ed in forte ribasso sono anche l'export e la traduzione in lingua italiana di opere straniere; le case editrici aumentano di numero, ma sono meno di un quarto quelle attive nel mercato editoriale e nei canali di vendita.
E poi c'è Masterpiece che, al mondo del libro, dà la mazzata finale. Il nuovo talent show di Rai3 tutto dedicato agli aspiranti scrittori, è un "programma nato dalla passione per la letteratura e dalla voglia di coniugare cultura e intrattenimento, con l'obiettivo di scovare nuovi talenti". E noi che pensavamo che fosse compito degli editori scovare nuovi talenti! Invece no, spetta a Rai3 e spetta, in particolar modo, ad una giuria di scrittori. Mediaticamente è senz'altro la mossa giusta. Mediaticamente fanno anche un gran bene le penose sceneggiate di De Carlo, il savoir faire di De Cataldo e l'internazionalità della Selasi.
Logo MasterpieceIn tutto questo c'è vagamente odor di cultura? C'è un messaggio di fondo che esuli dalla ricerca della popolarità attraverso la TV? Purtroppo è intrattenimento nudo e crudo, travestito da talent letterario e, nella peggiore delle ipotesi, da programma culturale. Non stupisce che Masterpiece già alla seconda puntata abbia avuto un netto calo di spettatori e che sia stato seguito da una moltitudine di haters che non fanno altro, da due settimane, che dirne peste e corna sui social network.
L'avrete notato, la Rubrica Letteraria non ha seguito i preparativi del programma e non ha pubblicato un resoconto della prima puntata. Ma non possiamo non evidenziare, ora, la discrepanza tra un mercato editoriale che cola a picco ed un programma televisivo che promette, come se niente fosse, successo facile e pubblicazione, addirittura con Bompiani e addirittura con una tiratura di centomila copie! È questo il mestiere di scrittore? Ed il mestiere dell'editore, invece, dov'è?
Il rapporto AIE evidenzia, infine, come ci sia una minima crescita nella quota di lettori in Italia. Non rimane che sperare che abbiano sale in zucca e non corrano ad acquistare il "caso editoriale" deciso a tavolino, il capolavoro del vincitore di Masterpiece.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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