L'Italia è un Paese in cui le variazioni in positivo della quota lettori, se ci sono, si aggirano sullo zero-virgola-qualcosa per cento, mentre invece gli scrittori spuntano come funghi ad ottobre. Come mai, cosa c'è dietro questa offerta pressoché infinita? Per diventare "lettori consapevoli" è indispensabile sapere come viene pubblicato un libro, di modo da riuscire ad orientarsi e a scegliere al meglio cosa mettere nelle nostre librerie...

Il Club del Libro dice no all'editoria a pagamentoAl giorno d'oggi, paradossalmente, un lettore non può limitarsi a leggere, ma deve saper scegliere, guardarsi intorno e conoscere, almeno un pochino, il "dietro le quinte", la filiera editoriale di cui lui è l'ultimo tassello.

Ma come funziona l'editoria?

Partiamo da una distinzione imprescindibile: quella tra case editrici tradizionali ed editori a pagamento (EAP, appunto).

Mettiamo il caso: sono uno scrittore, ho scritto un libro e vorrei pubblicarlo.
L'editore tradizionale, o free, lo valuterà nel giro di circa sei mesi, entro i quali, se è di suo interesse, mi manderà una proposta contrattuale. La casa editrice seleziona con attenzione ciò che è meritevole di pubblicazione: è un'impresa a tutti gli effetti e, come tale, si assume il rischio di impresa. Decide di investire su di me - non solo a parole, ma pure col portafogli.  Editing, impaginazione, copertina e tutto il resto contribuiscono a creare un buon prodotto finale: senza che io, scrittore, spenda un euro, perché l'editore investe su di me, crede che il mio libro possa vendere. Ed ovviamente più i miei libri vendono, più lui ci guadagna (e più ci guadagno anche io, altrettanto ovviamente).

Visto che sono uno scrittore impaziente, ricco e/o poco informato, invio il mio dattiloscritto anche ad una casa editrice a pagamento. In due settimane, questa ha letto e valutato - dice - la mia opera e, perciò, mi fa una proposta contrattuale: pagando qualche migliaio di euro diventerò un vero scrittore, qualifica professionale che potrò affiancare al mio nome e cognome su Facebook  - magari anche in inglese, Writer, che fa tanto internazionale...
Ma io, da scrittore, non ho già fatto la mia parte scrivendo il libro, quindi la materia prima?! È come dire che un impiegato, dopo aver lavorato alacremente, a fine mese debba lui bonificare mille euro al suo datore di lavoro!

Che non sia proprio tanto normale, è lampante. E infatti, tra chi ha pagato per pubblicare, c'è chi si giustifica: "non avevo voglia di aspettare una risposta per sei mesi", "tutti gli esordienti cominciano così", "anche grandi autori hanno pagato". Altri ancora, invece, rivendicano libertà di scelta: "ho i soldi e li spendo come voglio", "la qualità di un libro non c'entra con queste cose". Infine, ci sono quelli che, intendendosene del mondo editoriale, spiegano che l'editoria è in profonda crisi e che, quindi, è necessario che l'autore, se davvero crede nel proprio prodotto, supporti finanziariamente l'editore (quindi se siamo operai in una fabbrica in crisi, mi raccomando, rinunciamo al nostro stipendio ed anzi devolviamo all'amministratore delegato i nostri risparmi...).

Il dato di fatto è, comunque, che in un curriculum letterario conviene tacere le proprie pubblicazioni a pagamento: sarebbe come scrivere che ci si è comprati la laurea.

Il dato di fatto è che molti libri stampati a pagamento lo sono perché nessun editore free è stato disposto a pubblicarli. Sarà un caso? Può capitare, certo, che libri bellissimi ma poco commerciali vengano scartati facilmente, così come succede fin troppo spesso che libri pubblicati da grandi colossi meritino il macero immediato... ma questo non può di certo essere considerato un argomento a favore dell'EAP. Piuttosto, se abbiamo un piccolo capolavoro che nessuno vuole pubblicarci, rivolgiamoci ad un buon tipografo o, se proprio vogliamo il codice ISBN, all'autopubblicazione che, se fatta con criterio, può addirittura superare i livelli qualitativi di un buon editore tradizionale.

Sono soprattutto gli scrittori ad alimentare l'EAP, ma anche i lettori che, spesso ignari, acquistano libri editi a pagamento. Possiamo, invece, fare la nostra parte diventando "lettori consapevoli": ha a che fare spesso con la qualità del libro che leggeremo, e sempre con la dignità del mestiere di scrittore. E noi ci teniamo sia ai libri che agli scrittori, o sbaglio?

A tal proposito, a breve ci saranno importanti novità che riguardano da vicino il nostro Spazio Autori. Stay tuned.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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