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Il Libro del Mese di Febbraio 2014 del Club del Libro è Le notti bianche, romanzo breve del 1848 di Fedor Mikhailovic Dostoevskij, uno dei più grandi romanzieri e pensatori di tutti i tempi, autore de L'idiota, I fratelli Karamazov e Delitto e castigo. Andiamo a scoprire qualcosa di più sulla vita di questo autore...

Dostoevskij nasce a Mosca nel 1821 ed è il primo di sette figli. Il padre è un medico militare discendente da una nobile famiglia lituana, la madre proviene da una famiglia di ricchi commercianti russi.
È la madre ad insegnargli a leggere e a trasmettergli la sua grande fede e l'amore per la musica. Dostoevskij la perderà a sedici anni di tisi e, solamente due anni dopo, morirà il padre. Quest'ultimo, da sempre dispotico ed autoritario, si era dato all'alcol e malmenava i contadini dei terreni che aveva acquistato qualche tempo prima e, proprio da questi, era stato ucciso. È in questi anni che iniziano gli attacchi epilettici di Dostoevskij, di cui soffrirà per tutta la vita.
Nonostante sia decisamente più interessato alla letteratura che non alla carriera militare, studia ingegneria militare ma, un anno dopo il suo diploma al Genio di San Pietroburgo, dà le dimissioni per cominciare a scrivere il suo primo libro, Povera gente (1846), resoconto delle vite dei russi di umili condizioni, che si rivelerà un successo. Nello stesso anno scrive il suo secondo romanzo, Il sosia, e, in una sola notte, Romanzo in nove lettere.
È del 1848 il romanzo breve Le notti bianche, Libro del Mese di Febbraio 2014 del Club del Libro, opera che prende il nome dall'omonimo periodo dell'anno in cui, in Russia, il crepuscolo dura per tutta la notte. Si tratta, come recita anche il sottotitolo, di un "romanzo sentimentale": un sognatore senza nome né volto, che rifugge la vita reale, incontra casualmente la bella Nasten'ka. Attraverso il racconto delle quattro notti consecutive in cui i due ragazzi si conoscono meglio, attraverso i loro dialoghi ed i loro turbamenti, l'autore indaga l'animo umano, contrappone la realtà al sogno e pone una riflessione sul significato dell'amore puro.
In quegli anni Dostoevskij frequenta circoli rivoluzionari e, nel 1849, viene arrestato con l'accusa di cospirazione e condannato alla pena di morte. Già sul patibolo, scopre che lo zar Nicola I ha deciso di commutare la condanna in lavori forzati. L'avvenimento lo segnerà molto e segnerà anche, di conseguenza, la sua produzione letteraria. Dostoevskij parte per la Siberia e viene rinchiuso nella fortezza di Omsk. Dopo quattro anni, viene liberato per buona condotta e sconta il resto della pena nell'esercito.
Nel 1859 viene congedato per motivi di salute e può dedicarsi nuovamente all'attività letteraria: prepara una riedizione delle sue opere precedenti, fonda insieme al fratello Michail una rivista nella quale pubblica, a partire dal 1861, vari testi ma soprattutto le memorie della sua reclusione, Memorie dalla casa dei morti.
Nel 1864 i due fratelli Dostoevskij fondano un'altra rivista, Epocha, nella quale Fedor pubblicherà Memorie dal sottosuolo. In quello stesso anno, due lutti cambiano la sua vita: muoiono prima la moglie e poi il fratello, che gli lascia ingenti debiti, per tentare di saldare i quali si butta sul gioco d'azzardo con esiti prevedibili sulla sua già precaria situazione finanziaria. Le sue esperienze alla roulette verranno raccontate ne Il giocatore, pubblicato nel 1866. Qualche mese dopo, inizia la pubblicazione a puntate di Delitto e castigo: il "processo psicologico" di un duplice omicidio e le conseguenze – emotive e mentali soprattutto – sul responsabile, la sofferenza come mezzo per la redenzione e la salvezza.
Tomba di DostojevskiNel 1867 Dostoevskij convola a seconde nozze e viaggia in Europa; a Firenze (una targa in Pizza de' Pitti 18 ricorda la sua permanenza di quasi un anno in quel palazzo) termina la stesura de L'idiota, uno dei massimi capolavori della letteratura russa. Ha tre figli: la primogenita morirà a soli tre mesi, il terzo a tre anni per un attacco di epilessia.
In quegli anni pubblica I demoni, che originariamente doveva essere un romanzo vastissimo – che lui diceva essere il suo ultimo, ma così poi non è stato –  dal titolo Vita di un grande peccatore ma, proprio perché la storia che Dostoevkij ha in mente è troppo ampia, la stessa viene sviluppata in due romanzi, I demoni appunto, e L'adolescente, di qualche anno dopo. Con gli introiti de I demoni, Dostoevskij riesce a saldare i debiti ancora in sospeso. Ha ormai rinunciato al gioco d'azzardo e vive in condizioni agiate a Pietroburgo, dove dirige una rivista.
Nel 1879 inizia la pubblicazione a puntate de I fratelli Karamazov, la cui stesura è frammentata a causa delle sue sempre più precarie condizioni di salute. Le vicende della famiglia Karamazov e dell'assassinio del capofamiglia Fedor non si sarebbero dovute esaurire in un unico volume, ma sarebbero dovute continuare con la biografia di uno dei fratelli. L'opera, quindi, in questo senso è rimasta incompiuta.
Nel 1881 Dostoevskij muore a causa dell'aggravamento dell'enfisema polmonare di cui era affetto da qualche tempo. Gli vengono tributate esequie solenni e viene sepolto nel Cimitero Tichvin di San Pietroburgo, chiamata "necropoli dei Maestri dell'arte" poiché lì riposano eminenti personalità dell'arte e della cultura russa.

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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