Cent'anni di solitudine, Libro del Mese di Giugno 2014, è sicuramente il maggior esempio letterario del cosiddetto realismo magico, uno stile letterario che ha caratterizzato tutta la letteratura dello scorso secolo e che ha avuto esponenti importanti a livello internazionale. Per quanto riguarda la nostra realtà nazionale, se questo stile varcò le Alpi lo dobbiamo soprattutto all'esperienza di Massimo Bontempelli, un autore che molti non conoscono perché considerato minore dalla critica letteraria.

Massimo BontempelliBontempelli viene ricordato soprattutto per il suo ruolo di spicco nella prima fase dell'esperienza fascista in Italia, che si può dire conclusa con l'adozione delle leggi razziali di esempio nazista. Questa prima fase politica, infatti, venne accolta abbastanza positivamente dal mondo dell'arte e della cultura perché puntava alla riqualifica del valore dell'esperienza culturale italiana con il recupero dei grandi fasti del passato, in un'ottica di estremo nazionalismo.
In questa fase Bontempelli fu nominato segretario del Sindacato Fascista Autori e Scrittori a partire dal 1928 e gli fu conferito il titolo onorifico di Accademico d'Italia nel 1930. La sua esperienza con il fascismo, tuttavia, si interruppe bruscamente nel 1936, quando le decisioni politiche di Mussolini portarono l'Italia alla stretta alleanza definitiva con Hitler, con tutte le conseguenze che ne seguirono. Nel 1936, dunque, Bontempelli fu allontanato da Roma e gli fu vietato di pubblicare qualsiasi articolo, saggio o opera su qualsiasi rivista o presso qualsiasi casa editrice ed egli fu costretto a trasferirsi a Venezia in una sorta di stato di esilio volontario.

L'opera letteraria di Bontempelli non ha sempre ottenuto un successo lineare: se con il suo ultimo libro, L'amante fedele, vinse il Premio Strega 1953, le opere pubblicate durante il ventennio fascista non ottennero mai un grosso riscontro di pubblico. Al contrario, i suoi lavori per il teatro risultarono sempre molto apprezzati, tanto che alla fine della Seconda Guerra Mondiale, con la caduta delle strutture politiche fasciste, decise di fondare il Sindacato Nazionale Autori Drammatici per la salvaguardia del lavoro degli autori di teatro italiani.

L'esperienza letteraria di Bontempelli ebbe inizio negli anni Dieci del XX secolo, quando divenne responsabile culturale dell'Istituto Editoriale Italiano di Milano. I suoi primi lavori, tuttavia, sono componimenti poetici e romanzi che non ottengono mai grande approvazione, poiché legati ad una struttura accademica e ancora troppo poco pervasa della sua esperienza di vita.
Tutto nel suo modo di scrivere cambiò con i suoi viaggi a Parigi, compiuti tra il 1921 e il 1922 in qualità di inviato giornalista. Qui infatti ebbe finalmente modo di fare il suo primo incontro con la nuova realtà letteraria europea, un diverso modo di intendere la realtà che interessò l'arte figurativa oltre che la letteratura: il cosiddetto realismo magico. La caratteristica peculiare di questo stile narrativo è costituita dalla presenza di un fattore magico e soprannaturale, generalmente neanche spiegabile, ma che agisce sulla vita dei personaggi, ne determina le azioni ed è inevitabile. Questo fattore magico, in sostanza, non è altro che la realtà stessa, la quale è l'inevitabile sovrastruttura sociale e culturale contro cui ognuno dei protagonisti di un romanzo si trova a confrontarsi nella quotidianità.

Bontempelli rimase affascinato da questo nuovo stile letterario che gli permetteva di rendere i suoi personaggi in modo così vero. Dopo essere tornato in Italia, pubblicò La scacchiera davanti allo specchio e Eva ultima, che restano due delle sue opere più riuscite, nelle quali l'elemento magico del reale è costituito dal sogno e dalla sua natura incontrollabile e tendenzialmente indecifrabile.

Arrivato in Italia, il realismo magico attecchisce subito nel mondo della cultura, conquistando gli artisti e gli scrittori. Altri nomi importanti assolutamente da citare in questo senso, per quanto riguarda la letteratura, sono quelli di Dino Buzzati, Corrado Alvaro, Italo Calvino e Gianni Rodari.

Lettura consigliata:

Massimo Bontempelli, L'amante fedele, Milano, Mondadori, 1953 (Premio Strega 1953)

(articolo a cura di Francesco Gioia)

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