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Si leggono spesso, in rete, liste ed elenchi di libri che tutti fingono di aver letto. Qualche tempo fa, il magazine on-line The Atlantic Wire aveva dimostrato che circa il 60% delle persone afferma di aver apprezzato libri che non ha mai letto; a breve distanza, The Guardian aveva poi rincarato la dose, fornendo la top ten completa (da 1984 a Cime tempestose, passando per Orgoglio e pregiudizio, Guerra e pace e Delitto e Castigo). Il Club del Libro non vuole essere da meno ed ha stilato una divertente top ten delle dieci diverse categorie di lettori "bugiardi"...

LibriL’elenco del Guardian coinvolge per lo più la letteratura internazionale e sarebbe interessante, per il nostro Paese, isolare l’indagine alla letteratura classica, per fortuna ancora molto in voga nella nostra cultura. Chi ha letto interamente la Bibbia, La divina commedia e I promessi sposi? E non si bari, non vale la lettura a singhiozzo fatta sui banchi del liceo classico. O, in epoca moderna, chi ha letto la trilogia di Calvino o Il piacere di D’Annunzio?

Demandando ad altri il compito di stilare la lista italiana dei libri che un buon cittadino acculturato proprio non può non aver letto – quasi non contasse la propria passione per la lettura a guida delle proprie scelte –, Il  Club del Libro preferisce riderci un po' su con una lista delle dieci categorie di persone che solitamente fingono di aver letto un libro.

Avvertenza prima della lettura: le seguenti categorie non sono tratte da alcun manuale diagnostico-scientifico sul perfetto menzognero; il ritrovarsi parte di una di esse potrebbe nuocere gravemente alla propria autostima; in caso di effetti collaterali, consultare il proprio psicologo o, preferibilmente, riaprire il proprio libro preferito e immergersi nella lettura.

1.    I Mento per mentire: appartengono a questa categoria i bugiardi cronici, coloro che dichiarerebbero di aver attraversato l’oceano Atlantico a nuoto o di aver letto l’Epopea di Gilgamesh in lingua originale. Queste persone non mentono per apparire più acculturati, hanno semplicemente smarrito la verità, sostituendola con la loro.

2.    I Mento per mostrare di avere una mente: sono persone che hanno una bassa autostima e che considerano la loro cultura sempre e perennemente inferiore rispetto al chiunque incontrato. Fingeranno di aver letto tutti i libri che ha letto l’altro, persino il celeberrimo Tal dei tali di Ugo Qualcugo (no, non aprite Google per cercarlo, non esiste…), per non mostrare i “buchi orripilanti” della loro formazione culturale. Naturalmente i buchi li auto-percepiscono solo loro, e sono talmente impegnati a nasconderli da non riempirli mai.

3.    I Memento legi: appartengono a questa categoria i lettori che fingono di aver letto un libro, per poi riservarsi di sfogliarlo alla prima occasione utile. Per non sfigurare con l’altro, parleranno del celeberrimo libro Guerra e Pace come se lo avessero letto decine di volte prima di addormentarsi (senza sapere che normalmente ci si addormenta una decina di volte prima averlo letto tutto), riservandosi di acquistarlo o rispolverarlo dall’antica libreria della nonna il prima possibile, per colmare la loro presunta lacuna. Memento legi: ricordati di leggerlo.

4.    I Comandamento: sono coloro che hanno la sindrome di adeguamento al pensiero dominante. Se è un pensiero diffuso che Inferno di Dan Brown sia un romanzo imperdibile, allora non potranno mostrare di esserselo perso, dichiarandosi talmente alla moda da averlo regalato persino a quei gran demodé dei loro cugini di quinto grado, con tanto di dedica scritta di pugno dall’autore (in italiano dantesco, chiaramente). Per nulla assertivi, si adeguano al pensiero dell’acculturatissimo leader del gruppo o della maggioranza degli astanti. Poi, leggere realmente Inferno diventerà di secondaria importanza,
Magari avranno letto con passione la versione di Dante, ma ormai è troppo fuori moda rispetto a Dan Brown, era un cult dell’anno 1320 in fondo, quindi perché ammetterlo?
Ancora e al contrario, nessuno dei membri di tale categoria avrà letto Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire o le millemila sfumature di colore, perché questi libri si criticano senza averli letti, solo per apparire conformi al pensiero dominante.

Illustrazione Pinocchio5.    I Mento ergo sum: appartengono a questa categoria coloro che vivono nella convinzione che l’essere coincida totalmente col dimostrare di sapere, ovvero con l’apparire sapienti, pieni di sapor. Condiranno la loro mente con l’elenco dei titoli utili ad apparire “intellettualmente fighi”, senza leggere il contenuto degli stessi. Citeranno a memoria Shakespeare, Bukowski, Prevert e Merini, senza averli mai letti, dopo aver rubato un loro aforisma dalla bacheca Facebook del loro amico intellettualmente brillante. Quando la quantità del sapere non coincide con la qualità: mento, dunque sono.

6.    I Memonto: sono tipicamente i professionisti di un ambito professionale che montano la loro testa e il pensiero dell’altro, affermando di aver letto pregevoli Autori appartenenti al loro ambito di interesse, in realtà semplicemente studiati sui manuali. Costoro ignorano, per citarne uno, che aver studiato Freud su un manuale di psicoanalisi non coincide con l’aver letto Freud. Sarà anche per questo che il meno ortodosso tra i freudiani era proprio il buon Sigmund…?

7.    Gli Ho munto quindi mento: sono coloro che, per qualche strano effetto alone, dichiarano di aver letto un libro dopo averne semplicemente sfogliato qualche pagina. Ecco dunque che si dichiarerà di aver apprezzato On the road di Kerouac, dopo aver in verità lasciato l’impresa alla trentesima pagina. Gli appartenenti a questa categoria, pur di non apparire da meno, abbandoneranno la straordinaria occasione per dichiararsi fuori moda e dichiarare che La corrazzata Potionky della letteratura contemporanea è ritenuto un escremento fantozziano, abbandonato alla prima pagina.
Avvertenza: per evitare lo stesso effetto alone succitato, chi legge l’articolo non associ il pensiero dell’autore dell’articolo sulla Corrazzata a La strada di Kerouac.

8.    I Rispecchia-mento: è la categoria dei narcisi che, se non mancano tra gli scrittori, non sono rari tra i lettori. Chi appartiene a questa categoria si discosta dai “Mento ergo sum” e dai “comandamento”, in quanto non ricercano l’approvazione dell’altro, ma si crogiolano in un complesso più profondo: avere l’approvazione di se stessi rispecchiati negli occhi dell’altro. Può il narciso non aver mai letto Il ritorno di Casanova di Schnitzler? Per costoro, il numero di libri non letti per apparirsi intrigante negli occhi dell’altro coincide, forse, con quelli ancora non pubblicati (sempre che non ci si professi buon amico del selezionatore di Mondadori…)

9.    Gli Ele-mento: Appartengono a questa categoria coloro che hanno ben stampato nella mente l’elenco dei titoli che fanno parte della cultura di base. E se un titolo è elemento di questa cultura, pur non avendolo mai consultato, saranno pronti ad ammettere di averlo letto e amato. Tornando a quanto detto poc’anzi: tutti hanno letto I promessi sposi, no?

10.    Mento per un momento: sono coloro che rischiano di cadere in una delle precedenti categorie, per poi riprendersi in extremis, ammettendo all’altro la propria ignoranza sul titolo citato, convinti, in fondo, che sia proprio il sapere non sapere che ci riempie di sapore, che ci rende unici, capaci di cogliere ogni possibilità intellettuale che la cultura internazionale ci offre e che, in ogni momento della nostra vita, saranno più le cose che non sapremo che quelle che avremo appreso. Ecco perché siamo superbi viandanti in perenne e curiosa ricerca della propria strada.

(articolo a cura di Giovanni Garufi Bozza)

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