images/rubrica-letteraria/il-premio-nobel-per-la-letteratura-2015-svetlana-aleksievic.jpg

Il tanto atteso Premio Nobel per la Letteratura 2015 è stato assegnato, l'8 ottobre 2015 alle ore 13, a Svetlana Aleksievic. Giornalista e scrittrice bielorussa, conosciuta per aver raccontato gli eventi che hanno visto coinvolta l'Unione Sovietica dalla metà del 1900.

Dopo aver vagliato per molti mesi i profili dei numerosissimi aspiranti al titolo (quest'anno il Toto Nobel vedeva come favoriti, tra gli altri, Joyce Carol Oates, Philip Roth e Haruki Murakami), il vincitore del Premio Nobel per la Letteratura di quest'anno è Svetlana Aleksievic.

Nata il 31 maggio 1948 in Ucraina e cresciuta in Bielorussia, si trasferì a Parigi perché costretta a lasciare il suo paese, nel quale fu accusata e perseguitata dal regime di Aleksandr Lukašenko, che la credeva un agente della CIA. Dopo gli studi all'Università di Minsk e una parentesi come insegnante, iniziò infatti a lavorare come giornalista e indagò e raccontò i lati oscuri di una terra dando voce a chi non aveva voce, denunciando finte democrazie che nascondono elementi dittatoriali.

Raccontò del dramma collettivo che portò a molti suicidi in seguito allo scioglimento dell'URSS nel suo libro Incantati dalla morte e della situazione in Russia dopo la fine del comunismo con una serie di testimonianze che raccontano la nascita di una "Nuova Russia" in Tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo. Si occupò del disastro e delle vittime della tragedia nucleare di Cernobyl in Preghiera per Cernobyl. In Ragazzi di Zinco raccolse le storie dei reduci in Afghanistan. Diede voce alle donne sovietiche che furono al fronte nella Seconda guerra mondiale in La guerra non ha un volto di donna, il suo primo libro del 1983.

I suoi libri, tradotti in molte lingue, le hanno dato fama internazionale e fatto ottenere riconoscimenti importanti, come il Premio Internazionale per la pace degli editori tedeschi. Il genere di letteratura creato dalla Aleksievic viene definito "romanzo di voci", il risultato di un mosaico di pensieri e storie di uomini e donne che prendono vita nelle sue opere.

Svetlana Aleksievic

Le motivazioni dell'Accademia reale svedese sono state «per la sua scrittura polifonica, un monumento alla sofferenza e al coraggio nel nostro tempo». Aleksievic ha ringraziato la Svezia perché «capisce il dolore russo» e dedica la vittoria al suo Paese, la Bielorussia: «Non è un premio per me, ma per la nostra cultura, per il nostro piccolo paese, che è stato messo nel tritacarne della storia».

Le sue dichiarazioni non lasciano dubbi sulle sue posizioni: «Amo la Russia, ma non quella di Stalin e Putin». Contraria anche alla situazione ucraina, che ha definito «un’occupazione, un invasione straniera», ha scosso il Cremlino. Il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, ha fatto giungere, spedita, la risposta:  «Probabilmente Svetlana non possiede tutte le informazioni necessarie per dare una valutazione positiva di ciò che sta accadendo in Ucraina». Quest'anno pare, dunque, che il Nobel abbia non solo valenza letteraria, ma pure connotazione politica.

Fonti: La Repubblica

(articolo a cura di Katya Scarvaglieri)

Se vuoi collaborare con la Rubrica Letteraria del Club del Libro, segnalarci iniziative interessanti o semplicemente comunicare con noi, scrivici a:

Mail