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Walter Lazzarin è partito, lo scorso ottobre, dal Veneto con una vecchia macchina da scrivere in valigia e l'obiettivo di girare l'Italia regalando tautogrammi e promuovendo il suo terzo romanzo Il drago non si droga. Abbiamo chiacchierato con lui del progetto Scrittore per strada durante i suoi ultimi giorni di permanenza a Roma e ci siamo fatti raccontare gioie e dolori dei primi tre mesi di questa esperienza decisamente sui generis, di cui molto si è parlato e sicuramente ancora si parlerà.

Classe '82, Walter Lazzarin ha insegnato per quattro anni Storia, Filosofia ed Italiano in una scuola privata di Rovigo. Poi, la svolta: dall'incipit di quello che avrebbe dovuto essere un romanzo è nato il suo ambizioso progetto itinerante, Scrittore per strada. Il protagonista del suo libro vendeva libri porta a porta e le ricerche che hanno accompagnato l'autore durante la stesura ("quanti libri deve vendere al giorno per far quadrare i conti?") lo hanno portato, infine, a chiedersi: «Ma perché delegare ad un personaggio?».

Così Walter, diviso tra precariato e routine, molla tutto per buttarsi in una nuova avventura. A luglio pubblica con l'editore occasionale Red Fox Il drago non si droga, suo terzo libro: storia di un bambino e del suo draghetto di peluche, dei suoi sogni e del padre tossicodipendente che non ha mai conosciuto. Non a caso Walter non si rivolge all'editoria tradizionale: «Avevo bisogno di un editore particolarmente flessibile, che mi consentisse di guadagnare il più possibile su ogni copia per finanziare la mia idea e che ci credesse davvero insieme a me». Da quando, nel mese di ottobre, si mette in viaggio in direzione Roma con tante copie del suo libro ed una Olivetti Lettera 32 in una valigia azzurra, decide insieme all'editore di interrompere la distribuzione del libro: «Volevo lo si potesse acquistare solamente da me, venendo a cercarmi per strada», ci racconta.

«Peccato che la Lettera 32 si sia subito rotta. Mentre cercavo una soluzione, mi sono messo a fare il vucumprà davanti a librerie e biblioteche, ma non ero a mio agio: mi sentivo un rompiscatole». Con la macchina da scrivere, invece, è da subito tutta un'altra musica: «I primi due giorni con la Lettera 32 ho venduto 25 copie del mio libro, in via Urbana».

Walter Lazzarin, Scrittore per strada. Credits: Roberto BorrelloWalter si mescola con la vita delle piazze e delle strade. Siede sul marciapiede e scrive tautogrammi, ovvero componimenti nei quali tutte le parole hanno la stessa lettera iniziale. Il ticchettio attira i passanti, che se ne vedono regalare uno e, chissà, magari comprano anche il romanzo.

L'esigenza dello Scrittore per strada è certo quella di "piazzare" copie de Il drago non si droga: «Il mio budget essenziale, per vitto e alloggio, è coperto se vendo cinque copie al giorno». L'autopromozione passa attraverso un espediente originale e accattivante: «Il tautogramma conquista la fiducia letteraria del passante: lo regalo, il passante lo legge e può farsi un'idea della qualità del libro che propongo». Prosegue, poi: «La cosa che mi piace di più, quando regalo un tautogramma, è guardare il lettore, seguirne le espressioni, aspettare che arrivi alla fine… perché il meglio dei miei tautogrammi è sempre nelle battute finali».

Ma l'idea alla base del progetto è molto più ambiziosa: «Vorrei riavvicinare le persone alla narrativa». Utopia? Ci sono bambini che hanno chiesto ai propri genitori, dopo aver incrociato Walter, di tirare giù dalle soffitte le macchine da scrivere degli anni Settanta e hanno iniziato a scrivere tautogrammi.

Walter Lazzarin, Scrittore per strada. Credits: Roberto Borrello

A Roma, dove è stato fino a metà dicembre, Walter ha girato tutti i quartieri - eleggendo poi il suo ufficio in piazza della Madonna dei Monti - ed ha esplorato le possibilità di un progetto così particolare. «I primi tempi ho vissuto con degli artisti di strada, dai quali ho imparato molto: ho capito che avrei dovuto personalizzare il più possibile il mio progetto. La location è un fattore decisivo, non posso piazzarmi ovunque con la mia macchina da scrivere. I posti turistici, ad esempio, per me non vanno bene: ai turisti non interessano (o non capiscono) i tautogrammi e raramente comprano il mio libro». Di Walter e del suo progetto hanno parlato programmi televisivi e giornali regionali e nazionali eppure la popolarità, si direbbe, non gli ha dato alla testa (anche se pare che, dopo aver segnato un gol con la Nazionale Scrittori, la sua esultanza sia stata quella di battere con foga immaginari tasti di un'immaginaria Olivetti!).

Ha degli inediti che stanno cercando la propria via, ha ripreso in mano il romanzo iniziato la scorsa estate e aspetta il 9 gennaio, quando Scrittore per strada riprenderà a pieno regime. Il viaggio su e giù per l'Italia continua: dopo essere passato per la Puglia e Trento, lo aspettano la Sicilia, la Calabria, Napoli, Firenze, Torino, Milano, Venezia, Bologna.

Walter non sa ancora cosa farà alla conclusione, a luglio, del suo progetto: «Tornare alla vita di prima? Al momento direi "no, grazie", ma non si può mai sapere». Noi, invece, sappiamo che dobbiamo assolutamente cercarlo per le strade della nostra città.

Per rimanere sempre aggiornati sugli spostamenti dello Scrittore per strada, curiosate sul suo blog o sulla sua pagina Facebook.

(Photo Credit: Roberto Borrello)

(articolo a cura di Elisa Gelsomino)

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